Il Gruppo consultivo scientifico della FAO ha inserito nei Sistemi del Patrimonio Agricolo di Importanza Mondiale i limoneti a picco sul mare della Costiera Amalfitana, dove comunità agricole secolari hanno plasmato un paesaggio suggestivo di limoneti a picco sul mare, coltivati sotto pergole di castagno con tecniche manuali e raccolti a mano dai cosiddetti “agricoltori volanti”, portando a 3 i siti italiani, dopo gli Oliveti delle pendici tra Assisi e Spoleto e i Vigneti Tradizionali del Soave.
I terrazzamenti agricoli in pietra a secco sui ripidi pendii della Costiera Amalfitana, coltivati con limoneti, uliveti e vigneti, sono inseriti nei Sistemi del Patrimonio Agricolo di Importanza Mondiale (GIAHS).
Lo ha deciso nella sua ultima riunione del 26 agosto 2025 ilGruppo consultivo scientifico(SAG) delProgramma GIAHSdellaFAO, istituito per:
–comprendere, analizzare e valutare le informazioni fornite per ciascuna proposta ricevuta;
–condurre visite sul campo per ogni potenziale sito per confrontare le informazioni sulle proposte e la realtà del sito;
–elaborare documenti tecnici al fine di migliorare la comprensione del programma per i potenziali paesi candidati;
– fornire orientamenti generali e contributi scientifici per integrare il Programma.
I GIAHS sono sistemi di patrimonio vivente abitati da comunità che mantengono un rapporto complesso con il proprio territorio. Questi sistemi in evoluzione e resilienti sono caratterizzati da unastraordinaria agrobiodiversità,conoscenze tradizionali,culture e paesaggi inestimabili, gestiti in modo sostenibile da agricoltori, pastori, pescatori e popolazioni delle foreste, in modo da sostenere i loro mezzi di sussistenza e la sicurezza alimentare.
Arroccate sulle ripide terrazze della Costiera Amalfitana, comunità agricole secolari hanno plasmato un paesaggio suggestivo di limoneti, ulivi e vigneti a picco sul mare. L’iconico limone “Sfusato Amalfitano” (IGP) viene coltivato sotto pergole di castagno con tecniche manuali e raccolto dai cosiddetti “agricoltori volanti”, un termine coniato per il modo in cui si bilanciano e camminano lungo le pergole durante la raccolta.
Iterrazzamenti costruiti con muri a secco prevengono l’erosione,stabilizzano il terrenoecontribuiscono a regolare l’acqua e la temperatura. Questo territorio ospita fino a800 alberi di limone per ettaro, con unaresa fino a 35 tonnellate, utilizzando metodi a basso apporto e senza pesticidi. È anche ricco di biodiversità, con oltre 970 specie vegetali, tra cui rare specie della flora mediterranea.
Le donne svolgono un ruolo chiave, contribuendo al lavoro agricolo e alle tradizioni di questo sistema terrazzato, peraltro riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, rappresentando un esempio significativo diagricoltura montana mediterranea sostenibile.
Oltre al sito italiano, sono stati riconosciuti GIAHS altri2 siti giapponesi:
–il sistema di coltivazione dei mandarini (mikan) a terrazzamenti con muretti a seccolungo ripidi pendii ella regione montuosa di Arida-Shimotsu (isola di Honshū), attivo da oltre 400 anni;
–il sistema circolare sviluppato nella regione di Okuizumo(Honshū) dove i terreni degradati derivanti dall’estrazione di sabbie ferrose sono stati trasformati in risaie terrazzate, alimentate da canali di irrigazione secolari gestiti dalla comunità che combina la coltivazione del riso, la silvicoltura, il pascolo del bestiame e la coltivazione del grano saraceno, riutilizzando le risorse locali. Nonostante sfide come lo spopolamento, il sistema rimane resiliente grazie ai forti legami culturali, alla tutela del paesaggio e all’innovazione radicata a livello locale.

Con queste tre nuove aggiunte, la rete globale del patrimonio agricolo comprende ora102 sistemi distribuiti in 29 paesi, con ilGiapponeche raggiunge17 sitie l’Italia 3, dopo gliOliveti delle pendici tra Assisi e Spoletoe iVigneti Tradizionali del Soave.
“La FAO è onorata di accogliere questi nuovi siti eccezionali nella famiglia dei Sistemi del Patrimonio Agricolo di Importanza Globale– ha affermatoKaveh Zahedi, Direttore dell’Ufficio per i Cambiamenti Climatici, la Biodiversità e l’Ambiente della FAO –Ogni sito è una testimonianza dell’ingegno e della resilienza delle comunità rurali e agricole, e mette in mostra pratiche agricole sostenibili che sono state attentamente mantenute e adattate di generazione in generazione“.
Immagine di copertina: Album Flickr
