Con il Pacchetto di infrazioni di marzo 2026 la Commissione UE ha inviato al nostro Paese un parere motivato per il settore Ambiente, per il non corretto e incompleto recepimento della Direttiva sulla plastica monouso, e una lettera di costituzione in mora per il settore Energia per non aver presentato il piano nazionale di ristrutturazione degli edifici.
La Commissione UE ha adottato l’11 marzo 2026 il mensilePacchetto di infrazioni(quello di febbraio non era stato adottato perché troppo ravvicinato al precedente di fine gennaio) che vede l’avvio nei confronti dell’Italia di 2 procedure (un parere motivato e una lettera di costituzione in mora), non inaspettate ma entrambe in merito a fronti particolarmente critici sulle politiche di transizione ecologica ed energetica.
Ambiente
La Commissione UE ha deciso di inviare unparere motivatoall’Italia per il non corretto e incompleto recepimento della Direttiva sulla plastica monouso (Direttiva SUP) e per inadempimento degli obblighi previsti dallaDirettiva sulla trasparenza del mercato unico(Direttiva UE/2015/1535). La Commissione rammenta che la Direttiva mira aprevenire e ridurre l’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente e sulla salute umana, e a promuovere la transizione verso un’economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi e sostenibili, contribuendo in tal modo al corretto funzionamento del mercato interno. L’Italia non ha recepito, o non ha recepito correttamente, alcune disposizioni della Direttiva nel diritto nazionale. Le questioni principali riguardano:
–l’introduzione di una soglia minima in relazione alla definizione di “plastica“;
–l’esenzione dei prodotti di plastica biodegradabile dall’applicazione di alcune disposizioni;
–la limitazione della responsabilità dei produttori di coprire i costi della raccolta dei rifiuti.
Tale restrizione dell’ambito di applicazione rischia di compromettere l’approccio preventivo della Direttiva e potenzialmenterischia di determinare un aumento dei rilasci di frammenti di plastica persistenti e di microplastiche nell’ambiente.
Inoltre un ambito diapplicazione della Direttiva divergente tra i diversi Stati membri inciderebbe negativamente sul funzionamento del mercato interno. Adottando la legislazione di recepimento della Direttiva prima della scadenza del termine di differimento di 3 mesi stabilito nella Direttiva sulla trasparenza del mercato unico,l’Italia ha violato anche le norme proceduralistabilite da quest’ultima direttiva.
La Commissione aveva inviatouna lettera di costituzione in mora all’Italia nel maggio 2024. In seguito allavalutazione della risposta, la Commissione ha concluso che il recepimento della direttiva da parte dell’Italia continua a non essere corretto.
La Commissione ha pertanto deciso di emettere un parere motivato nei confronti dell’Italia, che dispone ora di2 mesi per rispondere e adottare le misure necessarie, trascorsi i quali laCommissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell’UE.
Energia e Clima
La Commissione UE ha inviato all’Italia unalettera di costituzione in mora per non aver presentato una proposta di Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici centro il 31 dicembre 2025. Tali piani nazionali di ristrutturazione degli edifici sono unostrumento essenziale e strategico che consente agli Stati membri di trasformare il loro parco immobiliare in una risorsa ad alte prestazioni, efficiente sotto il profilo energetico e decarbonizzata entro il 2050. Definendo percorsi di ristrutturazione prevedibili e chiare traiettorie a lungo termine, tali piani sosterranno lapiena attuazione della direttiva rifusa sulla prestazione energetica nell’edilizia(Direttiva UE/2024/1275, nota comeDirettiva “Case green”) e garantiranno lanecessaria stabilità e prevedibilità degli investimenti. Tali piani sono fondamentali permigliorare la prestazione energetica degli edifici e contribuire in tal modo a ridurre le bollette energetiche. La presentazione tempestiva dei progetti di Piani consente alla Commissione UE divalutare efficacemente la strategia di ciascuno Stato membro, garantendo che i piani messi a punto siano completi, attuabili e allineati agli obiettivi delPNIEC.
La Commissione invita ora l’Italia a presentare il proprio progetto senza indebito ritardo. L’Italia dispone ora di 2 mesi per rispondere alla lettera di costituzione in mora. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato.
