19 Gennaio 2022
Agenda Cambiamenti climatici Manifestazioni e celebrazioni

Global Climate Strike: non lasciare i giovani da soli

A cavallo del vertice dei Capi di Stato e di Governo che si riuniranno all’ONU per definire proposte concrete di azioni per il clima, è stata indetta una settimana di eventi e manifestazioni in tutto il mondo che inizierà con lo sciopero degli studenti del 20 settembre e che si concluderà con quello del 27 settembre, data alla quale aderisce il movimento in Italia, confluendo nel primo sciopero per il clima (Earth Strike).

Venerdì 20 settembre 2019 si svolgerà il Global Climate Strike, lo sciopero degli studenti per chiedere alla classe politica un’azione immediata ed efficace per contrastare i cambiamenti climatici, sulla scia dell’iniziativa messa in atto ad agosto 2018 dall’attivista svedese Greta Thumberg che aveva cominciato ad assentarsi il venerdì dalle lezioni scolastiche per manifestare a Stoccolma di fronte alla sede del Parlamento con il cartello “Sciopero scolastico per il clima”, chiedendo al suo Paese, pur sensibile alla difesa dell’ambiente, di assumere decisioni per ridurre le emissioni di carbonio, secondo gli impegni assunti con l’Accordo di Parigi.

La eco mediatica della proposta è stata tale che la Thumberg è stata invitata alla Conferenza ONU sul Clima (COP24) di Katowice (2-13 dicembre 2019), divenendo celebre per il discorso tenuto all’Assemblea plenaria con cui aveva accusato i Governi di non prendere decisioni adeguate alla gravità dei cambiamenti climatici come indicato dagli scienziati.

Da allora è stata invitata da altri importanti organismi ed istituzioni, strigliando sempre la classe politica che non ascolterebbe gli avvertimenti degli scienziati sulle conseguenze catastrofiche per l’umanità se si proseguisse su tale drammatico percorso e non si intervenisse a correggere i Piani per la riduzione delle emissioni di gas serra presentati dai Paesi aderenti all’UNFCCC, insufficienti a garantire il raggiungimento dell’obiettivo previsto dall’Accordo di Parigi di limitare l’aumento del riscaldamento globale a +1,5 °C.

Per queste sue posizioni si è attirata anche critiche da parte di politici che hanno percepito il rischio che il movimento che ha messo in moto possa mettere in discussione un modello politico-economico, supportati da certa stampa che ha etichettato ironicamente i suoi seguaci come “gretini”. Tuttavia, per il suo impegno ambientalista, un gruppo di parlamentari norvegesi l’ha proposta per l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace.

Comunque lo si giudichi, il fenomeno indotto dall’azione della Thunberg ha avuto il merito di attirare l’attenzione sulla questione climatica, più di quanto non abbiano fatto i vari rapporti scientifici che si sono pubblicati in questi ultimi anni, anche per la scarsa copertura che i media hanno colpevolmente offerto e che ora sembra interrompersi, come dimostra la grande adesione alla CampagnaCovering Climate Now” che durante questa settimana che culminerà con il Vertice dei Capi di Stato e di Governo (23 settembre 2019), sarà dato ampio risalto alle notizie che riguardano i cambiamenti climatici e i conseguenti impatti sulla salute, sull’economia, sulla biodiversità.

Quello del 20 settembre 2019, non è il primo Global Climate Strike. Il primo si è tenuto lo scorso 15 marzo al quale hanno partecipato studenti di quasi 100 Paesi, con l’adesione più elevata proprio in Italia, e il secondo a maggio, interessando 125 Paesi. Un quarto appuntamento è previsto per il 27 settembre quando gli scioperi interesseranno le città italiane, confluendo con quello che è stato è stato definito il primo “Sciopero per il Clima” (Earth Strike), a cui hanno aderito anche delle organizzazioni sindacali, tant’è che si è parlato di una Climate Action Week.

I fari saranno puntati sulla manifestazione del 20 settembre di New York, da molti considerata una sorta di manifestazione per sollecitare i Capi di Stato e di Governo ad assume iniziative “concrete ed attuabili”, come richiesto dal Segretario ONU Antonio Guterres, mentre quella del 27 settembre segnalerebbe la reazione a quanto in quel consesso verrà deciso.

A guidare il Global Climate Strike di New York ci sarà ovviamente Greta Thumberg, giuntavi qualche settimana fa su una barca a vela dopo un viaggio di 15 giorni, per partecipare al Summit all’ONU. A Washington (D.C.) il 17 settembre presso la sede del Congresso statunitense ha incontrato assieme ad altri giovani attivisti i senatori del Partito Democratico che li hanno elogiati per il loro impegno e per essere stati per loro uno stimolo per la proposta di legge per un Green New Deal.

Per favore, risparmiatevi le lodi, non ne abbiamo bisogno – ha affermato la Thumberg non smentendo la sua abitudine di rimproverare gli adulti per la loro compiacenza nei confronti della crisi climatica, anche se in questo caso i Democratici al Congresso hanno le mani legate per sono in minoranza e perché è stato eletto un Presidente un negazionista dei cambiamenti climatici – Non invitateci a parlare per dirci quale fonte di ispirazione siamo, se poi non agite non serve a nulla”.

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