31 Gennaio 2023
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Giornata Mondiale Suolo: mantieni vivo il suolo, proteggi la sua biodiversità

La celebrazione il 5 dicembre della Giornata Mondiale del Suolo quest’anno ha come Campagna ““Mantieni vivo il suolo, proteggi la biodiversità del suolo” con cui si vuole sensibilizzare si vuole sensibilizzare sull’importanza di mantenere sani i suoli per un futuro sicuro per il cibo. Le iniziative in Italia per la Giornata dei partner del Progetto europeo “Soil4life”.

Istituita nel 2002 dall’Unione Internazionale di Scienze del Suolo (IUSS) e sollecitata dalla Conferenza dell’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) nel giugno 2013, la data del 5 dicembre è stata dichiarata dalla 68ma Sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tenutasi a New York il 20 dicembre 2013, “Giornata Mondiale del Suolo” (World Soil Day).

Quest’anno la sua Campagna è “Mantieni vivo il suolo, proteggi la biodiversità del suolo”, con cui si vuole sensibilizzare sull’importanza di mantenere sani i suoli per un futuro sicuro per il cibo, concentrando l’attenzione sui lavoratori sotterranei – dai minuscoli batteri agli agili millepiedi e ai lombrichi viscidi – che contribuiscono a processi indispensabili per la vita sulla Terra, incoraggiando governi, organizzazioni, comunità e individui in tutto il mondo a impegnarsi per migliorare in modo proattivo la salute del suolo.

– Il suolo non è una risorsa illimitata, si forma molto lentamente e può rapidamente deteriorarsi. Va quindi studiato, gestito e protetto da usi non sostenibili e dalle principali minacce da cui è interessato, dal consumo ai cambiamenti climatici.
– Il suolo contiene almeno un quarto della biodiversità globale, e quindi richiede la stessa attenzione che viene riservata alla biodiversità della superficie.
– Fino al 90% degli organismi viventi vive o ha trascorso parte del proprio ciclo di vita nel suolo, ma conosciamo solo l’1% di questo universo nascosto.
– Il suolo è una risorsa essenziale e una parte vitale dell’ambiente naturale da cui viene prodotta la maggior parte del cibo globale.
– Il suolo svolge un ruolo chiave nella fornitura di acqua potabile e nella resilienza alle inondazioni e alla siccità. Il più grande serbatoio di carbonio terrestre è nel terreno, contribuendo alle azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.
– Il suolo serve anche come una piattaforma e fonte per le costruzioni e le materie prime.
– Ma i suoli sono sotto pressione a causa dell’aumento della popolazione, delle richieste più elevate di cibo e, soprattutto, dell’inquinamento. Circa il 33% dei nostri suoli globali è già degradato, eppure rischiamo di perderne di più a causa di questo pericolo che si nasconde sotto i nostri piedi.
– Con una popolazione in crescita che dovrebbe raggiungere i 9 miliardi di individui al 2050, l’inquinamento del suolo è un problema mondiale che degrada i nostri terreni, avvelena il cibo che mangiamo, l’acqua che beviamo e l’aria che respiriamo.

Nell’Agenda 2030 dell’ONU per lo Sviluppo Sostenibile, gli Obiettivi 2 (Sconfiggere la fame), (Salute e benessere), 12 (Consumo e produzione responsabili) e 15 (Vita sulla terra) raccomandano di arrestare il degrado del suolo, in particolare il suo inquinamento in relazione alla sicurezza alimentare.

In occasione della celebrazione della Giornata Mondiale del Suolo, i partner del Progetto europeo Soil4life (Legambiente, ISPRA,CIA, CCIVS, CREA, ERSAF, Politecnico di Milano, Roma Capitale e Zelena Istria), nato con l’obiettivo di promuovere l’uso sostenibile ed efficiente del suolo e delle sue risorse in Italia e in Europa, hanno organizzato per il 4 dicembre il webinar “Fermare il degrado del suolo: siamo sulla strada giusta?”.

La Commissione UE, nell’ambito del Green Deal, ha avviato la road map per la nuova Strategia sul suolo che verrà pubblicata nel 2021, 15 anni dopo la prima strategia tematica. L’Europa è sulla strada giusta per l’effettiva tutela della risorsa e il rispetto degli impegni internazionali? Le superfici coltivate subiscono una accelerata erosione a causa di lavorazioni eccessivamente aggressive, il loro contenuto di sostanza organica è carente. Stiamo perdendo grandi stock di carbonio organico a causa delle urbanizzazioni ma anche della trasformazione e perdita di vaste superfici di torbiere, zone umide, prati e pascoli. Con la sostanza organica viene aggredita anche la vita biologica del suolo, intaccando le catene alimentari e aumentando le minacce ad una biodiversità già sotto pressione a causa di altri fattori di degrado, a partire dalla contaminazione. Fenomeno che colpisce almeno 2,8 milioni di siti in Europa, solo in minima parte interessati da interventi di bonifica, mentre continuano i casi di contaminazione diffusa derivanti da deposizioni atmosferiche e immissioni di sostanze di rifiuto e microplastiche, ma soprattutto dall’impiego di sostanze chimiche in agricoltura, dai pesticidi ai fertilizzanti minerali, ai residui di antibiotici presenti nei liquami d’allevamento. In Europa meridionale, oltre 40 milioni di ettari sono minacciati da processi di desertificazione, mentre il consumo di suolo per edifici e infrastrutture, nonostante la crisi delle costruzioni, continua a coprire 44.000 ettari di superfici all’anno. La diversità dei suoli rappresenta una risorsa imprescindibile ma forse incompresa, e l’Europa finora non è riuscita a dotarsi di una Direttiva per la sua protezione, frenata dall’intransigenza di alcuni Stati membri. La nuova Strategia per il suolo sarà un punto di svolta?

L’incontro verrà trasmesso online dalle ore 11 alle 13 attraverso gli account Facebook @LegambienteLab e @LaNuovaEcologia e il canale YouTube de La Nuova Ecologia. 

Nel pomeriggio l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) presenterà,  sempre online, il volume “L’Italia perde terreno. Il consumo di suolo e il degrado del territorio”, che mette in mostra le conseguenze di decenni di sfruttamento del territorio a scapito delle aree agricole e naturali.

Ogni anno, il Rapporto di ISPRA-SNPA fornisce i dati del continuo e inarrestabile consumo di suolo in Italia (fino a diecimila ettari di suolo agricolo sono stati sostituiti dal cemento ogni anno), con il prezzo inesorabile di perdita di biodiversità, di aumento del rischio, di inquinamento ambientale e di degrado del territorio e del paesaggio.

La presentazione può essere sul canale Youtube dell’ISPRA.

E.B.

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