Una coalizione internazionale di organizzazioni scientifiche, politiche e della società civile ha annunciato il lancio della piattaforma Solar Geoengineering Research Governance (SGRG), una nuova iniziativa volta a portare chiarezza, coerenza e responsabilità pubblica nella governance della ricerca sulla geoingegneria solare ovvero sulle tecnologie per modificare la radiazione solare (SRM) e ridurre il riscaldamento globale, su cui, peraltro, non c’è attualmente una condivisione scientifica e sono evidenziati più i rischi che i benefici.
Mentre si valuta come la geoingegneria solare possa intervenire sulle cause che provocano il riscaldamento globale, cercando soluzioni per assorbire i raggi solari e, in particolare, per modificare l’albedo terrestre, ovvero per aumentare il potere di riflettere la luce, un gruppo internazionale di organizzazioni scientifiche, politiche e della società civile ha annunciato una nuova piattaforma progettata per garantire chiarezza, coerenza e responsabilità pubblica nel modo in cui questa ricerca viene gestita.
Solar Geoengineering Research Governance (SGRG), la piattaforma sviluppata attraverso una partnership tra organizzazioni che lavorano per definire norme di governance della ricerca, tra cuiAlliance for Just Deliberation on Solar Geoengineering(DSG),Council on Energy, Environment and Water(CEEW),Natural Resources Defense Council(NRDC) eAmerican Geophysical Union(AGU), nonché da altri partner e istituzioni di diverse regioni e settori, inclusi laboratori e università, che saranno annunciati man mano che il progetto si svilupperà,fornirà strumenti condivisi e volontari che aiuteranno gli istituti di ricerca a dimostrare come vengono prese le decisioni, gestiti i rischi e affrontate le preoccupazioni pubbliche.
“La ricerca sulla geoingegneria solare sta avanzando più velocemente di quanto i sistemi di governance riescano a tenere il passo– ha affermatoShuchi Talati, Direttore Esecutivo di DSG–L’obiettivo è sviluppare congiuntamente e con attenzione strumenti di governance ponderati e pratici prima che l’espansione della ricerca limiti la scelta pubblica“.
In un contesto di crescente preoccupazione per il riscaldamento climatico e i suoi impatti, la ricerca sulla geoingegneria solare sta avanzando rapidamente. Allo stesso tempo, queste tecnologie sono sottoposte a un crescente controllo politico. Le recenti controversie sui tentativi di esperimenti sul campo hanno dimostrato che laricerca senza una governance legittima perde rapidamente la fiducia del pubblico.
Sebbene vi sia un ampio consenso sul fatto che la ricerca sulla geoingegneria solare debba soddisfare standard chiari in termini di trasparenza, coinvolgimento del pubblico, merito scientifico e responsabilità, ciò che è mancato èun modo comune per mettere in pratica tali aspettative in modo coerente, al di là delle istituzioni e dei confini.
In un momento in cui i percorsi multilaterali formali rimangono incerti, SGRG offre un quadro condiviso e volontario per rendere le pratiche di governance visibili e comparabili. Anziché autorizzare o vietare la ricerca,la Piattaforma si concentra sul rendere la governance responsabile più facile da implementare e da dimostrare.
SGRG svilupperà congiuntamente un insieme condiviso di strumenti e norme, tra cui:
–Carta di governance della ricerca vivache stabilisca aspettative di base in materia di trasparenza, coinvolgimento, merito scientifico, conflitti di interesse e limiti;
–Sistema di divulgazione pubblicache documenti i piani di ricerca, le fonti di finanziamento, i processi di coinvolgimento e gli impegni sui dati;
–Orientamento e supervisione del coinvolgimento, comprese le aspettative di coinvolgimento basate su prove e il consenso libero, preventivo e informato quando sono coinvolte comunità indigene o direttamente interessate;
–Opzioni di revisione indipendente del merito scientifico, in particolare laddove non si applichi alcuna procedura dell’agenzia esistente, insieme a protocolli di risposta rapida per contesti scientifici o politici in evoluzione;
–Quadri di responsabilitàche affrontino la responsabilità, la gestione del rischio e le norme per la proprietà intellettuale e i risultati della ricerca condivisa;
–Database di domande di ricercache elevi all’ordine del giorno della ricerca stessa le questioni sollevate dalle comunità, dai responsabili politici e dalla società civile.
Questi strumenti sono progettati per essere applicati in modo proporzionale alla modellazione, agli studi di laboratorio e agli esperimenti all’aperto, riconoscendo chele esigenze di governance variano a seconda del contesto, mentre i princìpi fondamentali rimangono costanti.
La Piattaforma sosterrà la legittimità globale fin dall’inizio. I nodi regionali definiranno il modo in cui la governance verrà applicata nei diversi contesti, con le istituzioni del Sud del mondo che svolgeranno ruoli di leadership.Le fonti di finanziamento e i processi di governance saranno resi pubblici e gli strumenti fondamentali saranno concessi in licenza aperta per impedire il controllo privato.
“La SGRG potrebbe garantire che la governance cresca parallelamente alla scienza, creando trasparenza, responsabilità e collaborazione fin dall’inizio– ha spiegatoArunabha Ghosh, CEO di CEEW –Una buona governance non rallenta la ricerca; rende la conoscenza credibile, inclusiva e utile per i paesi più vulnerabili agli impatti climatici“.
Con la definizione di norme condivise, le istituzioni che si allineano alle pratiche SGRG saranno in grado di dimostrare come vengono soddisfatte le aspettative di governance, di accedere alla revisione di esperti esterni laddove esistano lacune e di attingere a linee guida condivise per il coinvolgimento. L’agenzia britannica ARIA (Advanced Research and Invention Agency), attualmente il maggiore finanziatore pubblico per la ricerca sul Solar Radiation Management(SRM) attraverso il suo Programma Exploring Climate Cooling, si impegna a collaborare con SGRG per condividere gli insegnamenti tratti finora dall’implementazione della governance della ricerca. Il team del programma Exploring Climate Cooling vede un reciproco vantaggio nella cooperazione con SGRG e lavorerà affinché ARIA diventi la prima istituzione ad adottare i princìpi e le pratiche SGRG.
Nelle prossime settimane un incontro in presenza riunirà partner ed esperti per redigere congiuntamente laCarta di Governance della Ricercae concordare i primi percorsi di implementazione. Illancio ufficiale della Piattaforma SGRG è previsto per luglio 2026.
“L’attività di ricerca sulla geoingegneria solare è in aumento, ma l’infrastruttura di governance non è riuscita a tenere il passo– ha sottolineatoRichie Kaur, Senior Advocate presso NRDC–Questo sforzo mira a colmare questo divario e a garantire che la ricerca dia priorità agli interessi pubblici, non ai profitti privati“.
Ricordiamo che sull’opportunità di utilizzare la geoingegneria solare ovvero le tecnologie per modificazione la radiazione solare (SRM) per ridurre il riscaldamento globale riflettendo una parte della luce solare nello spazio, non c’è attualmente una condivisione scientifica.
UnRapportorilasciato nel 2023 da un gruppo di esperti convolti dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) aveva rilevato che la tecnologia SRM non è ancora pronta per un impiego su larga scala per raffreddare la Terra perché i rischi associati a un dispiegamento immediato supererebbero i benefici, lasciando aperta la possibilità di utilizzarla solo comeextrema ratioin futuro qualora i cambiamenti climatici dovessero superare i punti di non ritorno (tipping points), causando crisi umanitarie o ambientali insostenibili, quale “sollievo” temporaneo, mentre si lavora allarimozione della CO2 che deve rimanere la priorità globale.
Anche il Gruppo dei Consulenti Scientifici Principali (GCSA), l’organo istituito dalla Commissione UE per fornire consulenza scientifica di alto livello, tempestiva e indipendente su questioni politiche, tecnologiche e scientifiche, ha rilasciato in merito nel dicembre 2024 unParere scientificosulla SRM, esprimendoincertezza su benefici e rischidi tale tecnologia con effetti ecologici ed economici negativi, tra cui ilcambiamento nelle precipitazioni,impatti sugli ecosistemi,conseguenze sulla produzione alimentaree ladiminuzione della produzione di energia solare. Inoltre, ilGruppo aveva lamentato l’assenza di un quadro internazionale che disciplini la ricerca o l’impiego di SRM, indicando la necessità, comunque, di mettere in piedi un sistema di governance globale per il loro impiego e garantire che la ricerca nel settore sia condotta in modo responsabile e rigoroso, com’è per l’appunto l’intento della istituenda SGRG.
