L’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) ha diffuso il suo Bollettino annuale sui gas serra, che costituisce la verifica scientifica delle azioni e misure degli impegni dell’Accordo di Parigi, da cui emerge che i livelli di anidride carbonica CO2 in atmosfera sono aumentati in modo record, raggiungendo nuovi massimi nel 2024 ed esponendo il pianeta a un ulteriore aumento della temperatura a lungo termine.
– I livelli dei tre gas serra a lunga durata (LLGHG) più abbondanti, anidride carbonica (CO2), metano (CH4) e protossido di azoto (N2O), hanno raggiunto nuovi record nel 2024.
–Dal 2023 al 2024, la CO2 nell’atmosfera superficiale globale è aumentata di 3,5 ppm, il maggiore aumento annuo da quando sono iniziate le misurazioni moderne nel 1957.
–Tale aumento è stato trainato dalle continue emissioni di CO2 fossile, dalle emissioni dovute agli incendi e dalla riduzione dei pozzi terrestri/oceanici nel 2024, segnalando un possibile feedback climatico.
–Dato il ruolo dominante dell’aumento di CO2 atmosferica nel cambiamento climatico globale, il conseguimento di emissioni nette di CO2 di origine antropica pari a zero deve essere al centro dell’azione per il clima.

Sono gli aspetti chiave che emergono dal Greenhouse Gas Bulletinn. 21“The State of Greenhouse Gases in the Atmosphere Based on Global Observations through 2024”, pubblicato il 16 ottobre 2025 dalla World Meteorological Organization (WMO) e dal Global Atmosphere Watch (GAW), l’iniziativa di monitoraggio dei gas serra, lanciata nel 2022 dalla WMO con l’obiettivo di colmare le lacune informative critiche e fornire un quadro operativo integrato che riunisca sotto lo stesso tetto tutti i sistemi di osservazione basati sullo spazio e sulla superficie, nonché le capacità di modellazione e assimilazione dei dati.
Per consuetudine il Bollettino che viene pubblicato qualche settimana prima della Conferenza delle Parti della Convenzione ONU sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC-COP), che quest’anno (COP30) si svolgerà in Brasile (Belém, 10-21 novembre 2025), della quale costituisce, insieme all’Emissions Gap Report(la pubblicazione è prevista per il 4 novembre 2025)dell’UNEP sul divario delle emissioni diffuse in atmosfera rispetto a quelle che sarebbero necessarie per mantenere il riscaldamento globale entro i limiti previsti dall’Accordo di Parigi, costituisce un punto di riferimento preliminare ai lavori della COP.
Quando il bollettino fu pubblicato per la prima volta nel 2004, il livello medio annuo di CO2 misurato dalla rete di stazioni di monitoraggioGlobal Atmosphere Watchdella WMO era di 377,1 ppm, mentre nel 2024 è stato di 423,9 ppm.
Circa la metà della CO2 totale emessa ogni anno rimane nell’atmosfera, mentre il resto viene assorbito dagli ecosistemi terrestri e dagli oceani. Tuttavia, questo stoccaggio non è permanente. Con l’aumento della temperatura globale, gli oceani assorbono meno CO2 causa della minore solubilità a temperature più elevate, mentre i pozzi terrestri subiscono diversi effetti, tra cui il rischio di siccità più persistenti.
La probabile ragione della crescita record tra il 2023 e il 2024 è stata un forte contributo delle emissioni degli incendi boschivi e un ridotto assorbimento di CO2 da parte della terraferma e dell’oceano nel 2024, l’anno più caldo mai registrato, con un forte El Niño.
Durante gli anni di El Niño, i livelli di CO2 tendono ad aumentare perché l’efficienza dei pozzi di carbonio terrestri è ridotta per effetto della vegetazione più secca e degli incendi boschivi, come è accaduto con la siccità eccezionale e gli incendi in Amazzonia e nell’Africa meridionale nel 2024.
“Si teme che i pozzi di assorbimento di CO2 terrestri e oceanici stiano diventando meno efficaci, il che aumenterà la quantità di CO2 che rimane nell’atmosfera, accelerando così il riscaldamento globale– ha affermatoOksana Tarasova, responsabile scientifico senior della WMO nel corso dellaConferenza stampadi lancio del Rapporto –Un monitoraggio continuo e rafforzato dei gas serra è fondamentale per comprendere questi cicli“.

Le attuali emissioni di CO2 nell’atmosfera non hanno un impatto solo sul clima globale di oggi, ma lo avranno per centinaia di anni a causa della loro lunga permanenza nell’atmosfera.
“Il calore intrappolato dalla CO2 e da altri gas serra sta accelerando il nostro clima e portando a condizioni meteorologiche più estreme– ha sottolineato il Vice Segretario Generale della WMO.Ko Barrett–Ridurre le emissioni è quindi essenziale non solo per il nostro clima, ma anche per la nostra sicurezza economica e il benessere delle comunità“.
