Un’indagine di PAN Europe (Pesticide Action Network) e delle sue ONG partner ha rivelato che le fragole prodotte nell’Unione Europea sono ampiamente contaminate da pesticidi PFAS (sostanze chimiche per sempre) e interferenti endocrini, evidenziando una grave carenza nell’applicazione delle leggi dell’UE sulla sicurezza alimentare.
Le fragole prodotte nell’UE sono significativamente contaminate da un mix di pesticidi altamente tossici, tra cui i pesticidi PFAS rilevati nel 58% dei campioni. I pesticidi più frequentemente identificati sono il fludioxonil e il ciprodinil, due interferenti endocrini che avrebbero dovuto essere vietati dalla legislazione europea. Inoltre, il 56% dei pesticidi identificati appartiene al gruppo dei “pesticidi più pericolosi” che avrebbero dovuto essere gradualmente eliminati dal 2011. Questi risultati confermano la necessità di una migliore applicazione della legislazione sui pesticidi, e non di un allentamento delle norme, come attualmente discusso nell’UE nell’ambito della proposta omnibus sulla sicurezza alimentare e dei mangimi.
È quanto emerge dall’indaginerealizzata daPAN Europe(Pesticide Action Network) la rete di organizzazioni non governative che promuove alternative sostenibili ai pesticidi chimici e lavora per ridurne l’uso in tutta Europa, condotta con la collaborazione delle sue ONG partner su41 campioni di fragole provenienti da 11 Paesi dell’UE, tra cui l’Italia, per verificare la presenza di residui di pesticidi: 36 convenzionali, 4 biologici e uno etichettato come privo di pesticidi.
Le fragole sono un frutto molto popolare nell’UE e possono essere consumate in grandi quantità dai bambini.
“Siamo rimasti sbalorditi dal numero di residui diversi riscontrati in molti campioni analizzati: in un campione belga sono stati identificati fino a nove diversi residui di pesticidi, in uno ungherese otto e in uno irlandese sette– ha dichiaratoGergely Simon, attivista di PAN Europe –È fondamentale informare il pubblico che queste miscele non sono prese in considerazione dalle autorità di controllo. “
In effetti, dal 2005 l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha il compito di sviluppare una metodologia per valutare il rischio rappresentato dalle miscele di pesticidi, ma non è riuscita a elaborare un approccio esaustivo. Nel 2024 e nel 2025 ha identificato come talii pesticidi interferenti endocrini fludioxonil e ciprodinil, il che avrebbe dovuto automaticamentecomportare un divieto a livello UE. Analogamente, il metabolita dei pesticidi PFAS, ilTFA, è stato recentemente classificato dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) come tossico per la riproduzione di categoria 1B, ossia una sostanza che può compromettere lo sviluppo del feto.
“Ciò che preoccupa maggiormente è che i pesticidi identificati sono tra i più tossici venduti nell’UE: le persone sono esposte a un mix di PFAS, interferenti endocrini o pesticidi neurotossici attraverso il cibo– ha sottolineatoMartin Dermine, Direttore esecutivo di PAN Europe –Le nostre autorità di regolamentazione non riescono a proteggere i cittadini, in particolare i nostri figli. Invece di assecondare gli interessi dell’industria dei pesticidi, la Commissione europea, il Parlamento e il Consiglio dovrebbero concentrarsi su una migliore attuazione delle norme esistenti, anziché indebolirle. Alla luce di questi risultati, l’attuale proposta omnibus sulla sicurezza alimentare e dei mangimi presentata dalla Commissione e gli emendamenti discussi sia al Parlamento che al Consiglio rappresentano uno scandalo e un tradimento nei confronti dei cittadini, in particolare dei gruppi vulnerabili come i bambini e le donne in gravidanza“.
Lefragole più contaminatesono risultate quelle provenienti da Slovenia, Belgio e Irlanda, con una media rispettivamente di 7, 6 e 5 residui di pesticidi per campione. Inoltre il 61% dei campioni di fragole convenzionali contiene residui di più pesticidi, con una media di 3,5 pesticidi per campione.
Irisultati migliorisono stati conseguiti da Francia e Paesi Bassi, entrambi Paesi che hanno implementato politiche per la riduzione dell’uso dei pesticidi anche in agricoltura convenzionale.
C’è tuttavia una nota positiva: tutti e5 i campioni provenienti da agricoltura biologica (tra cui uno italiano acquistato in Austria), i campioni etichettati come “senza pesticidi” e il22% dei campioni provenienti da agricoltura convenzionale sono risultati privi di residui di pesticidi.
Per valutare il livello di contaminazione da pesticidi dellefragole italiane,Greenpeace Italiache ha collaborato all’indagine, ha raccolto e analizzato5 campioni.
Interferenti endocrini
In 3 campionisono stati trovati fludioxonil e cyprodinil, sostanze che interferiscono anche con la funzionalità della tiroideche contribuisce a numerose funzioni vitali tra cui lo sviluppo cerebrale.
PFAS, inquinanti eterni
In 3 campionisono stati rinvenuti pesticidi appartenenti alla famiglia delle PFAS, ovvero sostanze chimiche tossiche usate in numerosi prodotti per le loro proprietà idro e oleorepellenti; queste sostanze vengono usate anche nei pesticidi per migliorarne le prestazioni. Le PFAS sono estremamente persistenti e tossiche, e quasi tutte si degradano formando acido trifluoroacetico(TFA.
Sostanze neurotossiche
Su 5 campioni italiani, 2 contenevano almeno un pesticida neurotossico, pericoloso soprattutto per i potenziali effetti sullo sviluppo neurologico delle api e sospettato di avere effetti sullo sviluppo neurologico di feti e bambini.
Sostanze del gruppo “Candidate for Substitution” (CFS)
In 3 campioniè risultato almeno un pesticida classificato come “Candidate for Substitution” (CFS), ovvero sostanze che a causa della loro alta tossicità sono state inserite dall’UE tra le cosiddette “candidate alla sostituzione”. Si tratta di un elenco di 44 pesticidi che dal 2011 gli Stati membri dovrebbero sostituire con alternative non chimiche o con sostanze chimiche meno tossiche.
Il report, sottolinea PAN Europe, non si propone di fornire una panoramica rappresentativa del livello di contaminazione delle fragole da pesticidi negli 11 Stati membri dell’UE, bensì disensibilizzare sull’importante livello di contaminazione, in particolare da miscele di pesticidi, presente nella maggior parte degli Stati membri, invitando le autorità pubbliche dell’UE e degli Stati membri adaumentare la trasparenza dei dati disponibili sul livello di contaminazione delle fragole consumate e a sostenere gli agricoltori nell’attuazione dei metodi di controllo dei parassiti non chimici, come quelli utilizzati nell’agricoltura biologica. Al contempo, raccomanda aiconsumatori di ridurre il più possibile l’esposizione ai pesticidi attraverso gli alimenti, in particolare per i bambini e durante la gravidanza. I risultati dimostrano cheil consumo di fragole biologiche previene tale esposizione.
