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Forum Qualenergia: 2025 dal segno meno per le rinnovabili

Il Rapporto “Regioni e aree idonee” di Legambiente, presentato al Forum Qualenergia (Roma, 3-4 dicembre 2025), evidenzia che nei primi 10 mesi del 2025 il numero di impianti da fonti pulite installati in Italia rispetto allo stesso periodo del 2024 è calato del 27% cala del 27%, rischiando di non raggiungere l’obiettivo fissato per il 2030 di 80.000 MW. Legambiente e Kyoto Club indirizzano un pacchetto di proposte al Governo per accelerare il passo.

Nella prima giornata delForum Qualenergia(Roma, 3-4 dicembre 2025), promosso daLegambienteeKyoto Clubinsieme all’Editoriale La Nuova Ecologiae giunto alla XVIII edizione, è stato presentato ilRapporto“Regioni e aree idonee. Le fonti rinnovabili nelle Regioni italiane, la sfida verso il raggiungimento degli obiettivi al 2030 attraverso le aree idonee”, che fa il punto sulle aree idonee e sulle performance delle Regioni in merito all’installazione di impianti a fonti rinnovabili.

Dal Rapporto emerge chenei primi dieci mesi del 2025 nella Penisola cala del 27% il numero degli impianti rinnovabili realizzati nella Penisolarispetto allo stesso periodo del 2024. Sono appena181.768 quelli realizzati da inizio anno in Italia.Parliamo di ben67.231 installazioni in meno rispetto alle 248.999 realizzate da gennaio a ottobre 2024.

Riguardo la potenza installata, le nuove installazioni nel 2025 si fermano a5.400 MW(di cui4.813 MW da solare fotovoltaico e 444 MW di eolico),un valore inferiore di 642 MW rispetto ai primi 10 mesi del 2024 registrando, così,una riduzione del 10,6%e di2.080 MW in meno sul totale annuo dello scorso anno.

Segno menoanche per laproduzione di energia elettricache si attesta a 98.712 GWh, con un-2,5% rispetto allo stesso periodo del 2024,conseguenza dovuta ad un importantecalo di produzione dell’idroelettrico (- 22,8%).

“Si tratta di un dato preoccupante: per rispettare gli obiettivi fissati per il 2030, ora l’Italia deve creare almeno 11,5 giga all’anno, altrimenti tra cinque anni si raggiungerà la metà della cifra prevista– ha affermatoKatiuscia Eroe, presentando il Rapporto –Sono criticità che raccontiamo da anni: da un lato, i meccanismi autorizzativi sono complessi e spesso lenti, dall’altro, le normative non sono adeguate”.

Nonostante la Penisola ad oggi abbia raggiunto e superato l’obiettivo del Decreto Aree Idonee di 16.109 al 2024, realizzando ad oggi 17.880 MW, l’andamento delle installazioni è ancora troppo basso e di questo passoil Paese rischia di non raggiungere l’obiettivo 2030 di 80.000 MW. Negli ultimi 4 anni è stato, infatti, realizzato appena il 23,2% dell’obiettivo. Mancano ancora all’appello 61,4 GW da realizzare nei prossimi 6 anni, pari a 10,2 GW l’anno e serve accelerare: nel 2023, infatti, è stato installato in Italia circa 6 GW di nuovi impianti a fonti rinnovabili, mentre nel 2024 saranno tra i 7 e gli 8 GW. Sul dato relativo al 2025 e agli anni successivi rischiano diincidere negativamente il Decreto agricoltura, ilDecreto Ambientee lo stessoDecreto Aree idonee.

“Si tratta di un dato preoccupante: per rispettare gli obiettivi fissati per il 2030, ora l’Italia deve creare almeno 11,5 giga all’anno, altrimenti tra cinque anni si raggiungerà la metà della cifra prevista– ha affermatoKatiuscia Eroe, presentando il Rapporto –Sono criticità che raccontiamo da anni: da un lato, i meccanismi autorizzativi sono complessi e spesso lenti, dall’altro, le normative non sono adeguate”.

Unica buona notizia del 2025riguarda il solare fotovoltaico. Anche se registra unacontrazione sia di potenza installata(-12,2%) sia del numero di impianti(-27%), lascia ben sperarel’aumento della produzione, rispetto al 2024, del+24,3%segno che gliimpianti fotovoltaici installati sono mediamente più grandi ed efficienti.

Preoccupano anche i graviritardi dell’Italia rispetto all’obiettivo 2030 del decreto Aree Idonee. Tra gennaio 2021 e ottobre 2025, denuncia Legambienteattraverso i nuovi dati aggiornati del suoOsservatorio Aree Idonee e Regioni,sono appena 23.099 i MW di nuova potenza installata da fonti rinnovabilisu un totale di 80.001 MW richiesto entro il 2030. Ad oggi l’Italia ha raggiunto solo il 28,9% dell’obiettivo finale fissato per il 2030e rispetto al 2023, quando aveva raggiunto il 23,8% dell’obiettivo, la crescita è stata lentissima. Dodici le regioni che a ottobre 2025 non hanno ancora raggiunto questa quota.Valle d’AostaeMolise restano sotto il 15% del proprio target,mentreCalabria,Umbria,Sardegna,ToscanaeSicilia non superano il 20%. IlLazio, invece, risulta lamiglioreregione ad aver conseguito ad ottobre 2025 il 54,5%, ossia la metà del suo obiettivo. Dal 2021 ha installato 2.592 MW di nuova potenza, registrando un surplus di 1.246 MW rispetto all’obiettivo intermedio fissato per dicembre 2025. Tra le altre Regioniin anticipo sul target di fine 2025figurano laLombardia(+550 MW), ilPiemonte(+285 MW), ilFriuli-Venezia Giulia(+287 MW), ilVeneto(+253 MW), ilTrentino-Alto Adige(+84 MW) e laCampania(+20MW).

“L’Italia deve investire con coraggio sulle rinnovabili che per altro da gennaio a ottobre 2025 hanno coperto sino ad ora il 42,4% del fabbisogno elettrico nazionale, con un +1% rispetto al 2024– ha dichiaratoStefano Ciafani,Presidente nazionale di Legambiente –Ad oggi però burocrazia, iter farraginosi, ma anche sindromi Nimby, non nel mio giardino, e Nimto, non nel mio mandato elettorale, frenano lo sviluppo delle fonti pulite, delle reti e degli accumuli. Ciò è inammissibile, l’Italia è il Paese del sole e del vento, ed è fondamentale investire sulle rinnovabili, a partire dai grandi impianti, senza i quali non abbasseremo i costi energetici e non ci libereremo dalla dipendenza dall’estero. Su questo chiediamo al Governo politiche coraggiose, e leggi che facilitino la realizzazione degli impianti, senza andarli a penalizzare, come invece stanno facendo il Decreto Agricoltura, che dovrebbe essere modificato con urgenza, o le nuove norme sulle Aree Idonee”.

Legambiente e Kyoto Club dal Forum indirizzanoun pacchetto di proposteal Governo Meloni –suddivise in interventi generali, decreti da modificare, Comunità energetiche rinnovabili (CER)per accelerareil passo sulle rinnovabili.

Le12 proposte di Legambiente
1. Accelerare il passo sulle rinnovabili abbandonando le fonti fossili e la falsa soluzione offerta dal nucleare. 2. Garantire il rispetto dei tempi degli iter autorizzativi, a partire dall’eolico a terra e a mare; semplificare e accelerare le attività direpowering.
3. Completare l’organico della Commissione PNRR-PNIEC del MASE e rafforzare il personale degli uffici regionali e comunali preposti alle autorizzazioni.
4. Avviare processi partecipativi nei territori coinvolgendo le comunità locali.
5. Superare le criticità del Decreto-legge Transizione 5.0 al fine di garantire il raggiungimento degli obiettivi al 2030, stabilendo anche criteri univoci che riducano il caos normativo e la discrezionalità delle Regioni.
6. Rendere parte delle aree idonee ad aree di accelerazione, come le aree già compromesse (cave dismesse, siti in bonifica, aree industriali), quelle sotto pressione ambientale (vicinanze di aeroporti, ferrovie) o già occupati da rinnovabili.
7 Modificare l’articolo 5 del Decreto Agricoltura che vieta il fotovoltaico a terra anche dove potrebbe essere utilizzato, come i terreni inquinati o che non sono mai stati produttivi, e approvare al più presto una legge contro il consumo di suolo. Inaccettabile, infatti, che nuovi investimenti su poli logistici, data center, autostrade e aree residenziali o produttive continuino a consumare suolo agricolo che, contrariamente a quanto succederebbe con i pannelli fotovoltaici, perderemmo in maniera permanente.
8. Accelerare la transizione verso il prezzo zonale, eliminando il corrispettivo aggiuntivo stabilito da Arera che unifica i prezzi a livello nazionale, e aiutare le imprese, a partire da quelle del nord, verso contratti PPE con impianti a fonti rinnovabili al fine di ridurre i prezzi.
9. Lo scòrporo nel prezzo finale tra gas e rinnovabili.
10. Garantire il completamento dei percorsi avviati con gli accordi tra GSE e i principali settori industriali energivori.
11. Rafforzare e accelerare le politiche di sviluppod ella rete, anche al fine di accorciare i tempi di connessione degli impianti alla stessa.
12. Sviluppare una campagna informativa e di sensibilizzazione in tutti i territori che coinvolga la popolazione, ma anche le Amministrazioni locali sui benefici degli impianti a fonti rinnovabili.

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