Le etichette per frutta e verdura diventano commestibili e compostabili grazie ad un progetto finanziato dal Fondo Italiano per le Scienze Applicate (FISA) del Ministero dell’Università e della Ricerca e sviluppato dal Politecnico di Milano insieme a 7 partner scientifici e industriali. Il progetto risponde all’esigenza di ridurre l’impatto ambientale del packaging agroalimentare, migliorare la gestione dei rifiuti organici e offrire nuove garanzie di sicurezza e tracciabilità lungo la filiera. I nuovi bollini sono ottenuti attraverso bioprodotti della lavorazione delle mele.
Etichette commestibili per frutta e verdura, ottenute dagli scarti della lavorazione delle mele e capaci di ridurre plastica e sprechi alimentari.
È la conclusione delProgettoAPPEAL(Agrifood Protected by Printable Edible Authenticating Label), finanziato dal Fondo Italiano per le Scienze Applicate(FISA) del Ministero dell’Università e della Ricerca, dedicato alla valorizzazione della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale, e coordinato dalPolitecnico di Milano-Dipartimento di Energia, insieme a 7 partner scientifici e industriali, tra cui l’Università di Ferrarae ilConsorzio Melinda,i cui risultati sono stati presentati l’11 maggio 2026 nel corso del webinar “Oltre l’etichetta: ricerca, sostenibilità e innovazione”, promosso dall’ateneo milanese.
Spinto dall’espansione dell’e-commerce, dallo sviluppo della grande distribuzione e dalla crescente domanda di tracciabilità digitale, ilmercato globale dell’etichettatura vale oggi circa 50 miliardi di dollari e, secondo le stime illustrate durante l’incontro,continuerà a crescere a un ritmo superiore al 5% annuo nel prossimo decennio.
In questo contesto, l’etichetta edibile si propone come una risposta concreta alle principali sfide ambientali: dalla riduzione dei rifiuti al contrasto al cambiamento climatico, fino all’accelerazione della transizione verso modelli produttivi circolari. Tra gli obiettivi del progetto vi è anche la limitazione della contaminazione della frazione organica destinata al compostaggio. Un tema sempre più rilevante se si considera che, secondo idati ISPRA, la raccolta dell’organico in Italia è più che triplicata negli ultimi vent’anni, superando quota7,5 milioni di tonnellate.
Sul piano tecnico, il gruppo di ricerca del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano ha sviluppato una nuova generazione di bollini commestibili realizzati con ingredienti vegetali e matrici a base di polisaccaridi e pectina, recuperata anche dai sottoprodotti della lavorazione delle mele. Il progetto ha inoltre puntato sulla realizzazione difilm edibili,colle alimentari a base acquosaeinchiostri compatibili con la stampa food-grade, studiati per garantire sicurezza, stabilità e leggibilità delle informazioni lungo tutta la filiera agroalimentare.
“L’obiettivo della nostra ricerca– ha dichiarato Carlo Spartaco Casari, Professore di Fisica della Materia al POLIMI-è stato quello di trasformare le etichette in uno strumento in grado di aumentare la trasparenza delle informazioni, la tracciabilità dei prodotti e ridurre l’impatto del packaging alimentare, sostituendo le plastiche tradizionali grazie all’utilizzo di bioprodotti, materiali innovativi tipici della bioeconomia circolare in grado di essere compostati insieme al resto dei rifiuti organici”.
La tecnologia sviluppata da APPEAL apre inoltre nuove prospettive per la bioeconomia circolare, settore che in Europa genera un valore stimato intorno ai3mila miliardi di euro, di cui l’Italia è tra i Paesi leader, conoltre 400 miliardi di eurodi valore prodotto e più di2 milioni di occupati.
Sul piano tecnico, il gruppo di ricerca ha sviluppato una nuova generazione dibollini commestibili realizzati con ingredienti vegetali e matrici a base di polisaccaridi e pectina, recuperata anche dai sottoprodotti della lavorazione delle mele. Il progetto ha inoltre puntato sulla realizzazione difilm edibili,colle alimentari a base acquosaeinchiostri compatibili con la stampa food-grade, studiati per garantire sicurezza, stabilità e leggibilità delle informazioni lungo tutta la filiera agroalimentare.
“I prototipi sviluppati sono già conformi agli obiettivi previsti dalPPWR, il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi che entrerà in vigore ad agosto e innalzerà significativamente i target di riciclo e gli obblighi di compostabilità di alcuni imballaggi, tra cui le etichette alimentari –ha spiegatoAndrea Macrelli, ricercatore del Dipartimento di Energia del POLIMI –Inoltre, la soluzione è pensata per essere facilmente scalabile a livello industriale e adattabile alle diverse applicazioni ortofrutticole”.
Determinante il contributo del Consorzio Melinda, leader dell’ortofrutta italiana con oltre 400mila tonnellate di mele prodotte ogni anno, pari a circa il 20% della produzione nazionale. Forte di una lunga esperienza nell’economia circolare e nell’innovazione agroalimentare, Melinda ha testato le etichette ottenendo risultati particolarmente incoraggianti.
“I bollini edibili hanno mostrato una buona resistenza meccanicae un’elevata capacità adesiva anche in condizioni critiche di umidità– ha sottolineatoNicola Vighi, esperto della divisione Ricerca e Sviluppo del Consorzio –oltre a performance promettenti sul fronte della biodegradabilità e compostabilità”.
Accanto ai benefici ambientali, il progetto evidenzia anche importanti ricadute sanitarie. L’ingestione accidentale di etichette tradizionali è infatti un fenomeno molto più diffuso di quanto si pensi: secondo le stime, gli italiani ne ingerirebbero inconsapevolmente tra i 9 e i 22 milioni ogni anno.
Per questo le nuove etichette APPEAL sono state sottoposte a rigorosi test biologici in vitro, che hanno valutato citotossicità, risposta infiammatoria, stress ossidativo ed eventuali effetti sul DNA.
“I risultati hanno evidenziato un’elevata biocompatibilitàe l’assenza di segnali di danno cellulare, genotossicità o immunotossicità– ha spiegatoIlaria Vitali, Ricercatrice del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Ferrara –Anche dopo digestione simulata secondo protocollo INFOGEST, i campioni si sono dimostrati sicuri per i modelli intestinali ed epatici analizzati”.
Il prossimo passo sarà il trasferimento industriale della tecnologia per portare sul mercato una nuova generazione di packaging agroalimentare sostenibile.
