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Emissioni gas serra in UE: nel 2023 un calo significativo

Secondo l’ultimo Rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) che monitora i progressi e le tendenze per mitigare i cambiamenti climatici attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra, nel 2023 c’è stato un taglio nell’UE dell’8% rispetto all’anno precedente, tasso di progresso che gli Stati membri dovranno mantenere per raggiungere gli obiettivi climatici ed energetici dell’Europa.

Le emissioni totali nette di gas serra nell’UE sono diminuite dell’8% nel 2023, segnando un progresso significativo verso la neutralità climatica per l’UE. L’enorme taglio è stato guidato da un calo significativo nell’uso del carbone e dalla crescita delle fonti di energia rinnovabili, ma anche da un consumo energetico ridotto in tutta Europa. 

Ad evidenziarlo è ilRapportoTrends and projections in Europe 2024”, pubblicato il 31 ottobre 2024 dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), che esplora le tendenze storiche, i progressi più recenti e i percorsi futuri previsti per mitigare i cambiamenti climatici attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra, gli incrementi di energia da fonti rinnovabili e il miglioramento dell’efficienza energetica

Il Rapporto si basa sui dati delle emissioni di gas serra e dell’energia fino al 2023, segnalati ufficialmente nel 2024 dagli Stati membri, secondo quanto previsto dal Regolamento sul meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra, da 5 paesi membri dell’EEA e da 9 parti contraenti della Comunità dell’energia, integrati per i dati mancanti dalle stime dell’EEA.

Nel 2023, le emissioni totali nette di gas serra dell’UE sono diminuite del 37% rispetto ai livelli del 1990, secondo i dati preliminari del Rapporto.Dopo due anni di progressi più lentisullo sfondo della ripresa dalla crisi del COVID e dell’impatto della crisi energetica,l’UE sta riprendendo la sua forte traiettoria discendente nelle emissioni, muovendosi verso la neutralità climatica. Allo stesso tempo, saranno necessari progressi sostenuti verso il 2030 e oltre, afferma il Rapporto. 

La legge UE sul clima stabilisce obiettivi ambiziosi per la riduzione delle emissioni di gas serra:una riduzione netta del 55% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030e laneutralità climatica entro il 2050, per rispettare gli impegni europei nell’ambito dell’Accordo di Parigi. Questo obiettivo include gli assorbimenti netti dal cosiddetto settore dell’uso del suolo, del cambiamento dell’uso del suolo e della silvicoltura (LULUCF), nonché leemissioni derivanti dalle attività di trasporto aereo e marittimo internazionaliregolamentate dalla legge UE. La Commissione UE ha inoltre raccomandato unobiettivo di riduzione netta del 90% per il 2040

Sulla base delle sole misure climatiche esistenti segnalate, le proiezioni degli Stati membri prevedono una riduzione delle emissioni nette entro il 2030 a un livello del 43% inferiore ai livelli del 1990. Tuttavia, 22 Stati membri hanno presentato proiezioni aggiuntive che includono misure pianificate, ma non ancora avviate. Insieme, queste ridurrebbero le emissioni nette nell’UE del 49% rispetto ai livelli del 1990 nel 2030, nell’ambito di applicazione della legge UE sul clima. Gli aggiornamenti dei Piani nazionali per l’energia e il clima (PNEC), che diversi Stati membri devono ancora presentare (l’Italia ha presentato ilsuoalla scadenza prevista) offrono un’opportunità per implementare misure aggiuntive per colmare il divario verso l’obiettivo. Unastima iniziale della Commissione UE dei piani presentati finora conferma un aumento del livello di ambizione collettiva e una riduzione del divario.

Come ha rivelato la nostra recentevalutazione del rischio climatico europeo, l’impatto del cambiamento climatico sta accelerando – ha dichiarato la Direttrice esecutiva dell’EEA,Leena Ylä-Mononen Ciò non ci lascia altra scelta che rafforzare la nostra resilienza al cambiamento climatico e ridurre le emissioni di gas serra. Il Trends and Projections Report di quest’anno richiede un’azione completa in tutti i settori per raggiungere il nostro obiettivo comune di bilanciare le emissioni di gas serra e le rimozioni di carbonio entro i prossimi due decenni e mezzo”.

Le energie rinnovabili assumono un ruolo più importante
L’accelerazione della decarbonizzazione dell’economia europea è stata possibile solo grazie alla rapida espansione delle energie rinnovabili, abbinata al ridotto utilizzo di combustibili fossili. Secondo le stime dell’EEA,la quota di energie rinnovabili è cresciuta dal 10% nel 2005 a una stima del 24% del consumo energetico finale lordo dell’UE entro il 2023. Inoltre, l’UE è riuscita a continuare a ridurre il proprio consumo energetico:l’uso di energia primaria è diminuito del 19% dal 2005, mentre il consumo energetico finale ha registrato una riduzione dell’11% nello stesso arco di tempo, secondo le prime stime per il 2023. 

Enormi riduzioni delle emissioni nel settore energetico 
Le riduzioni delle emissioni in Europa variano nei diversi settori economici. Nel settore dell’approvvigionamento energetico, le emissioni si sono dimezzate rispetto ai livelli del 2005. Anche il settore industriale ha registrato riduzioni significative di oltre un terzo negli ultimi due decenni grazie ai miglioramenti dei processi e ai guadagni in termini di efficienza. Questi due settori costituiscono la maggior parte dell’attuale sistema di limiti e scambi di quote di emissioni in Europa (ETS), e leloro riduzioni cumulative rendono raggiungibile l’obiettivo di riduzione delle emissioni per l’ETS entro il 2030

Tuttavia, la situazione è diversa per i settori coperti dall’Effort Sharing Regulation (ESR) che ha obiettivi di riduzione nazionali. Questi includono principalmentele emissioni di edifici, trasporti, rifiuti e agricoltura. Mentre ilsettore degli edificiha ottenuto un’importante riduzione delle emissioni, con uncalo di oltre il 30% dal 2005, i settori deitrasportie dell’agricolturahanno mostratoprogressi più lenti. Ciò indica la necessità di un passaggio amodalità di trasporto sostenibilie di implementare ulteriori misure per sbloccare il potenziale diriduzione delle emissioni e rimozione del carbonio del settore agricolo

Oltre il 2030  
Il Rapporto dell’EEA sottolinea che per mantenere lo slancio verso la neutralità climatica saranno necessarie politiche chiare e prevedibili oltre il 2030, non da ultimo unaccordo sull’obiettivo raccomandato di riduzione netta del 90% per il 2040e lagaranzia di investimenti sufficienti per l’economia a emissioni nette zero del futuro

Per il 2040 e il 2050, le proiezioni esistenti rivelano un divario crescente tra le emissioni nazionali aggregate previste e gli obiettivi dell’UE. Indicano inoltre l’importanza del continuo sviluppo di nuove, estese e ampliate politiche e misure per garantire che le riduzioni delle emissioni e le rimozioni di carbonio possanogarantire la neutralità climatica in soli due decenni e mezzo.

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