Il Documento della Fondazione Ellen MacArthur redatto su richiesta della Presidenza sudafricana del G20 che funge da documento di riferimento per la discussione del sottocomitato sull’economia circolare e sull’attuazione della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), fornisce un’analisi approfondita sul ruolo dell’EPR come strumento politico per promuovere l’economia circolare e gli obiettivi di sviluppo sostenibile del G20 e sulla necessità di superare le politiche frammentate dei singoli paesi.
I Paesi membri del G20 possono sbloccare i benefici economici, ambientali e sociali passando all’economia circolare che affronta le urgenti sfide globali, come la triplice crisi planetaria dei rifiuti e dell’inquinamento, del cambiamento climatico e della perdita di biodiversità, eliminando gli sprechi, mantenendo i materiali in uso e rigenerando i sistemi naturali, e l’EPR è uno degli strumenti politici più promettente per promuovere l’ economia circolare e gli obiettivi di sviluppo sostenibile del G20.
È la sintesi del Documento tecnico “Circular Economy and Extended Producer Responsibility (EPR). Come i Paesi del G20 stanno integrando l’economia circolare nei quadri politici e attuando la Responsabilità Estesa del Produttore (EPR)”, redatto su richiesta della Presidenza Sudafricana di turno del G20, dalla Ellen MacArthur Foundation (EMF) che funge da documento di riferimento per la discussione del sottocomitato sull’economia circolare e sull’attuazione della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) nell’ambito della priorità Gestione dei Prodotti Chimici e dei Rifiuti, e sul tema “Solidarietà, Uguaglianza, Sostenibilità“, scelto dalla Presidenza del G20.
Quest’anno, la Fondazione è stata invitata come Knowledge Partner del Gruppo di lavoro per l’ambiente e la sostenibilità climatica del G20 (ECSWG), il cui scopo è di promuovere la dimensione ambientale dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e dei suoi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile attraverso una serie di priorità e risultati.
In quanto custodi di oltre l’80% del PIL globale, i membri del G20 hanno sia la responsabilità che l’opportunità di guidare la transizione verso un’economia circolare che offre l’opportunità di dissociare la crescita economica dal consumo di risorse, eliminando sprechi e inquinamento, favorendo la circolazione di prodotti e materiali e rigenerando la natura. In questo modo, l’economia circolare affronta sfide globali interconnesse, dai cambiamenti climatici e dalla perdita di biodiversità all’insicurezza dei materiali e all’inquinamento.
“Questo documento tecnico evidenzia l’economia circolare come fonte di opportunità economiche e sociali– ha sottolineato Jocelyn Blériot, responsabile esecutivo per le politiche e le istituzioni presso l’EMF – Poiché il G20 svolge un ruolo fondamentale nell’economia globale, ha sia la responsabilità che l’opportunità di guidare la transizione verso un futuro più circolare, resiliente e climaticamente neutro“.
Le politiche di economia circolare nei quadri politici nazionali del G20 sono frammentate. Sebbene esempi di innovazione e buone pratiche in materia di politiche circolare siano reperibili in tutti i paesi del G20, permangono sfide legate a collegamenti limitati con le politiche di progettazione a monte, leve fiscali e di mercato sottoutilizzate, scarso coordinamento interministeriale e sistemi di dati e misurazione poco sviluppati. Per affrontare queste barriere è necessario un approccio politico completo e coerente.
Per guidare il G20 oltre gli sforzi frammentati e accelerare una transizione giusta e inclusiva, il documento tecnico propone di:
– Rafforzare la coerenza delle politiche internazionali: allineare i quadri dell’economia circolare attraverso piattaforme multilaterali.
– Puntare sui settori ad alto impatto: utilizzare pacchetti di politiche su misura con standard di progettazione, incentivi di mercato, investimenti, sistemi di monitoraggio e infrastrutture.
– Integrare la circolarità nelle strategie di innovazione e industriali: promuovere tecnologie abilitanti e partenariati pubblico-privati.
– Allineare i sistemi finanziari agli obiettivi dell’economia circolare: utilizzare misure fiscali, riforme dei sussidi e strumenti quali appalti pubblici circolari e finanza mista.
– Sostenere lo sviluppo di capacità inclusive e la cooperazione istituzionale: investire nelle competenze e promuovere la collaborazione intersettoriale attraverso approcci governativi multistakeholder e multilivello.
Il documento include un’analisi approfondita della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), emersa come uno strumento politico promettente per promuovere l’economia circolare e gli obiettivi di sviluppo sostenibile del G20. Spostando la responsabilità finanziaria e operativa ai produttori, l’EPR non solo fornisce i fondi per il trattamento di fine vita, ma incentiva anche le aziende a progettare prodotti più durevoli e riciclabili. Sistemi EPR ben progettati devono guidare il cambiamento a monte, incentivando la progettazione circolare dei prodotti e integrandosi in un più ampio mix di politiche.
La politica EPR attribuisce ai produttori la responsabilità della raccolta, della selezione e del riciclo dei loro prodotti quando questi vengono smaltiti dai cittadini. Se ben progettata, la politica EPR migliora significativamente le dinamiche costi-ricavi per la raccolta differenziata, la selezione, il riutilizzo e la riparazione e il riciclaggio. L’EPR garantisce inoltre trasparenza e tracciabilità sui flussi globali di materiali e aiuta ad attrarre investimenti di capitale nelle infrastrutture necessarie per il riutilizzo e il riciclaggio su larga scala.

Per la progettazione e l’implementazione di schemi EPR efficaci, il documento tecnico include 3 raccomandazioni chiave:
– Promuovere principi di progettazione condivisi: implementare modelli obbligatori basati su tariffe, tariffe eco-modulabili, obiettivi di performance chiari, strutture di governance trasparenti e meccanismi di applicazione.
– Integrare l’inclusività e il contesto locale: riconoscere il ruolo fondamentale dei lavoratori informali e delle PMI e includerli nella progettazione e nell’attuazione delle politiche EPR.
– Migliorare la tracciabilità globale dei materiali: utilizzare sistemi digitali, protocolli di tracciamento condivisi e infrastrutture dati per aumentare la responsabilità e la cooperazione transfrontaliera.
“L’enfasi di questo documento tecnico sul rafforzamento della coerenza internazionale e della collaborazione intersettoriale giunge in un momento cruciale e fornisce un percorso chiaro per un’economia trasformativa – ha commentato Alexander Batteiger, Responsabile della PREVENT Waste Alliance, promossa dal Ministero Federale Tedesco per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (BMZ) che si propone di contribuire a ridurre al minimo i rifiuti, eliminare gli inquinanti e massimizzare il riutilizzo delle risorse nell’economia mondiale. e della Global Action Partnership for EPR per promuovere la collaborazione, l’implementazione e la ricerca sull’EPR – Non vediamo l’ora di sostenere l’attuazione di queste raccomandazioni insieme ai nostri partner per favorire la transizione verso un’economia più circolare e sostenibile”.
