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Dissesto idrogeologico: a rischio in Italia il 94% dei comuni

Il Rapporto 2021 di ISPRA sul dissesto idrogeologico presentato il 7 marzo 2022 mette in risalto alcuni aspetti specifici del fenomeno con effetti su edifici, beni culturali e coste. In particolare, sono più di 8 milioni gli italiani che abitano in aree soggette a frane e alluvioni e le regioni con i valori più elevati di popolazione a rischio idrogeologico sono Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Veneto, Lombardia e Liguria.

Aumenta nel 2021 la superficie nazionale potenzialmente soggetta a frane e alluvioni: l’incremento sfiora rispettivamente il 4% e il 19% rispetto al 2017. Quasi il 94% dei comuni italiani è a rischio dissesto e soggetto ad erosione costiera e oltre 8 milioni di persone abitano nelle aree ad alta pericolosità. Segnali positivi per le coste italiane: dopo 20 anni, a fronte di numerosi interventi di protezione, i litorali in avanzamento sono superiori a quelli in arretramento.

È ildissesto idrogeologico in Italia, ilRapporto, dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) giunto alla sua terza edizione e presentato nel corso di unwebinarin streaming, andato in onda il 7 marzo 2022, che fornisce il quadro conoscitivo di riferimento aggiornato sullapericolosità da frana, da alluvioni, sull’erosione costiera e sui relativi indicatori di rischio per l’intero territorio italiano.

“Idati del Rapporto rappresentano un elemento utile a supporto delle decisioni nell’ambito delle politiche di contrasto al dissesto idrogeologico, comprese quelle previste nel PNRR– ha affermato il Presidente dell’ISPRA,Stefano Laporta– In questo ambito, gli indicatori si prestano a essere utilizzati anche per il monitoraggio dell’impatto delle misure della Missione 2 ‘Rivoluzione verde e transizione ecologica’, Componente 4 ‘Tutela del Territorio e della risorsa idrica’.La strategia per la mitigazione del rischio idrogeologico deve mettere in campo una serie di azioni sinergiche che basandosi su un’approfondita conoscenza del territorio e dei fenomeni che lo caratterizzano, consenta di costruire una pianificazione territoriale integrata ed efficace che alle tradizionali misure strutturali affianchi misure quali delocalizzazioni, manutenzione del territorio e delle opere di difesa, pratiche sostenibili di uso del suolo, formazione, informazione e preparazione dei soggetti competenti e della popolazione anche attraverso idonei strumenti di comunicazione e diffusione di dati e informazioni”.

Edifici
Su un totale di oltre 14 milioni di edifici, quelliubicati in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata superano i 565 mila (3,9%), mentre poco più di 1,5 milioni (10,7%) ricadonoin aree inondabili nello scenario medio. Gliaggregati strutturali a rischio frane oltrepassano invece i 740 mila (4%).Leindustriee iservizi ubicati in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata sono oltre 84 mila con 220 mila addetti esposti a rischio, mentre quelli esposti al pericolo diinondazione, sempre nello scenario medio, superano i 640 mila (13,4%).

Beni Culturali
Degli oltre 213 milabeni architettonici, monumentali e archeologici, quelli potenzialmente soggetti a fenomeni franosi sonooltre 12 mila nelle aree a pericolosità elevata; raggiungono complessivamente le 38.000 unità se si considerano anche quelli ubicati in aree a minore pericolosità. I Beni Culturali a rischio alluvioni, poco meno di34 mila nello scenario a pericolosità media, arrivano a quasi 50 mila in quello a scarsa probabilità di accadimento (eventi estremi). Per la salvaguardia dei Beni Culturali, è importante valutare anche lo scenario meno probabile, tenuto conto che, in caso di evento, i danni prodotti al patrimonio culturale sarebbero inestimabili e irreversibili.

Coste
Il nuovo rilievo delle coste italiane ha consentito un aggiornamento dei dati sullo stato e sui cambiamenti in prossimità della riva: nel periodo 2007-2019, risultain avanzamento quasi il 20% dei litorali nazionali e il 17,9% in arretramento. A fronte di un progressivo aumento dei tratti di costa protetti con opere di difesa rigide, rispetto al 2000-2007 aumentano i litorali stabili e in avanzamento e diminuiscono dell’1% quelli in erosione. A livello regionale il quadro è più eterogeneo:la costa in erosione è superiore a quella in avanzamento in Sardegna, Basilicata, Puglia, Lazio e Campania; le regioni con i valori più elevati di costa in erosione sonoCalabria(161 km),Sicilia(139 km),Sardegna(116 km) ePuglia(95 km).

Dati e mappe sono disponibili sulla piattaforma nazionaleIdroGEO, un’APP multilingua, open data, accessibile da smartphone, tablet e desktop.

Piattaforma IdroGEO – Sezione pericolosità e indicatori di rischio

Il Rapporto 2021 sul dissesto idrogeologico in Italia presenta le nuove Mosaicature nazionali della pericolosità per frane e alluvioni realizzate dall’ISPRA sulla base dei dati forniti dalle Autorità di Bacino Distrettuali, il nuovo rilievo sullo stato e sulle variazioni delle coste italiane e gli indicatori relativi a popolazione, famiglie, edifici, aggregati strutturali, imprese e beni culturali a rischio– ha dichiarato il Direttore generale ISPRA,Alessandro BrattiLa metodologia adottata per la produzione degli indicatori risponde a criteri di trasparenza e replicabilità e restituisce i dati su base nazionale, regionale, provinciale, comunale, per macro-aree geografiche e per ripartizione dei fondi strutturali”.

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