La Lancet Commission on rethinking misinformation, health, and human security è un’iniziativa multidisciplinare globale lanciata per affrontare l’impatto della disinformazione sulla salute pubblica e sulla stabilità sociale.
LeNazioni Unitee il Forum economico mondiale (WEF) hanno identificato ladisinformazione(diffusione intenzionale di contenuti falsi) e lamisinformazione(diffusione o condivisione involontaria di informazioni false, imprecise o fuorvianti in buona fede) come iprincipali rischi globali, classificandole comeminacce a breve termine più gravi di eventi meteorologici estremi, conflitti armati tra stati e insicurezza informatica. Sebbene molti associno questo fenomeno alla crisi del COVID-19,la pandemia ha solo esacerbato una tendenza in crescita, preesistente al COVID-19 e in continua evoluzione. La diffusione incontrollata della misinformazione attraverso i social media, unitamente alla rapida evoluzione dell’intelligenza artificiale in grado di creare imitazioni convincenti di persone ed eventi reali, complica ulteriormente un panorama di disinformazione ad alto rischio, conimplicazioni per la salute e un impatto prolungato sulla fiducia nella scienza.
Per contrastare il fenomenoThe Lancetha lanciato unanuova Commissione internazionale sulla rivisitazione della disinformazione, della salute e della sicurezza umanache analizzile modalità con cui la disinformazione e la misinformazione influenzano la salute, esaminando i meccanismi e i percorsi attraverso i quali la disinformazione interagisce con fattori quali la fiducia e la sfiducia, e come essa ostacoli la ricerca, mini la fiducia nella scienza e nella salute e incida sugli esiti sanitari.
Secondo i promotori dell’iniziativa, supportata dallaWellcome Foundationche sostiene la scienza per risolvere le urgenti sfide sanitarie che riguardano tutti, lenarrative ingannevoli funzionano perché non fanno leva sulla logica, ma manipolano le emozioni collettive, la polarizzazione politica e le ansie storiche delle comunità. Per contrastarle efficacemente, la Commissione promuoverà strategie che non si limitino alla correzione dei fatti a posteriori (debunking), ma che costruiscanouna resilienza psicologica preventiva(pre-bunking)attraverso il dialogo e il rafforzamento della trasparenza istituzionale.
“La Commissione riconosce che molte delle narrazioni che minano la fiducia nella scienza e nella medicina e che hanno un impatto sulla sicurezza umana manipolano le emozioni, instillano paura, sfruttano ansie latenti e polarizzano la società– ha affermato la Prof.ssaHeidi Larson, Direttrice del Vaccine Confidence Project presso laLondon School of Hygiene & Tropical Medicine(LSHTM), che co-dirigerà la Commissione –A volte ciò che viene definita disinformazione è in realtà un rischio reale, seppur piccolo, che è stato distorto e amplificato fino a sembrare molto più grande di quanto non sia in realtà. L’inquadramento della disinformazione come un problema prevalentemente informativo ha indirizzato la comunicazione in ambito di salute pubblica verso una direzione che a volte ha danneggiato le relazioni che dovrebbe rafforzare, trascurando questi fattori cruciali. Talvolta, molteplici messaggi non coordinati creano confusione che le comunità percepiscono come incoerenza. Le risposte istituzionali tardive quando le cose vanno male, dovute alla tendenza delle istituzioni scientifiche e sanitarie alla cautela, appaiono al pubblico come tentativi di elusione“.
La nuova Commissione si baserà sudati transdisciplinari provenienti da altri ambiti vulnerabili alla disinformazione, tra cui il clima e la lotta alla radicalizzazione. Esaminerà le motivazioni (profitto, politiche, credenze alternative in materia di salute) e i meccanismi attraverso i quali la disinformazione ha minato, interrotto o portato alla sospensione di studi clinici e ha influito sull’adozione di interventi sanitari. Infine, individueràstrategie pratiche per rafforzare la resilienza e valuterà nuovi approcci, con particolare attenzione al duplice ruolo dell’IA come acceleratore di narrazioni dannose e come strumento per una diagnosi precoce e risposte più mirate.
Immagine di copertina: Fonte The Lancet
