AcquaInquinamenti e bonifiche

Direttiva Nitrati: le criticità dell’Italia e le Raccomandazioni dell’UE

La Commissione europea ha pubblicato la Valutazione sullo stato di implementazione della Direttiva Nitrati per proteggere le acque europee dall’inquinamento da nitrati di origine agricola, accompagnata dalle relazioni nazionali per il periodo 2020-2023 che includono le raccomandazioni a sostegno degli Stati membri.

La Commissione europea ha pubblicato il 15 luglio 2026 la primaValutazione completadellaDirettiva sui Nitratiadottata nel 1991, che mira aproteggere la qualità delle acque in tutta l’UE impedendo ai nitrati provenienti da fonti agricole di inquinare le acque sotterranee e superficiali e promuovendo l’uso di buone pratiche agricole.

Ai sensi della direttiva, gli Stati membri devono monitorare la qualità delle acque, individuare le acque interessate dall’inquinamento da nitrati o a rischio di inquinamento, designare zone vulnerabili ai nitrati e istituire programmi d’azione con misure volte a prevenire e ridurre l’inquinamento. Tali misure comprendono norme sullo stoccaggio del letame, limiti all’applicazione di fertilizzanti e restrizioni alla diffusione durante i periodi in cui le piante non sono in grado di assorbire efficacemente i nutrienti.

La Valutazione copre più di 30 anni di attuazione in base ai criteri di efficacia, efficienza, pertinenza, coerenza e valore aggiunto dell’UE, poggiandosi sui dati disponibili, tra cui le relazioni degli Stati membri, gli studi di sostegno, larelazione “Valutazione dell’efficacia della direttiva sui nitrati” del Centro Comune di Ricerca (JRC) della  Commissione UE, le consultazioni dei portatori di interessi e pubbliche e i dati ambientali.

Ne consegue che la Direttiva Nitrati rimane pertinente per affrontare l’inquinamento da nitrati agricoli e i suoi impatti sulla qualità delle acque e sugli ecosistemied è stata efficace nel promuovere una migliore gestione dei nutrienti e nel contribuire alla riduzione dell’inquinamento da nitrati in molte parti dell’UE.

Inoltre, la Valutazione individua leopportunità per semplificarne l’attuazione, ridurre gli oneri amministrativi per le piccole aziende agricole e al miglioramento della gestione dei nutrienti a livello di azienda agricola, adattata alle circostanze locali.

Unagestione dei nutrienti più efficiente e circolare può fornire acqua più pulita, riducendo al contempo i costi per gli agricoltori. Unmigliore utilizzo dei nutrienti può ridurre la dipendenza dai fertilizzanti minerali importati, i cui prezzi sono strettamente legati alla volatilità dei mercati energetici globali. La riduzione della dipendenza dall’azoto sintetico può rafforzare la resilienza delle aziende agricole e contribuire all’autonomia strategica dell’Europa. Inoltre, come annunciato nelPiano di azione per i fertilizzantinellaStrategia per la zootecnia, la Commissione sta preparando il terreno per prorogare lalegge RENURE(REcovered Nitrogen from manURE), relativa a prodotti fertilizzanti derivati da effluenti di allevamento, in cui i nutrienti vengono recuperati e trasformati in forme che possono sostituire i fertilizzanti minerali, per alcuni tipi didigestati liquidi basati sul letame con adeguate salvaguardie ambientali, che hanno un elevato potenziale di contribuire a una quantità complessivamente maggiore di biofertilizzanti disponibili per l’uso in Europa.

“La direttiva sui nitrati ha contribuito a proteggere le acque europee per oltre 30 anni– ha dichiaratoJessika Roswall, Commissaria UE per l’Ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva– La valutazione dimostra che essa rimane necessaria e pertinente, ma anche che possiamo semplificare l’attuazione negli Stati membri. Riducendo l’inquinamento e utilizzando i nutrienti in modo più efficiente, aumentando la circolarità, possiamo sostenere sia la protezione dell’ambiente che la resilienza a lungo termine del nostro settore agricolo”.

La valutazione è accompagnata dalla pubblicazione delle ultime relazioni per Paese per il periodo 2020-2023, tra cui quella per l’Italia, sullostato di attuazione della Direttiva e sulle criticità emersee leRaccomandazioni per gli Stati membri.

Criticità
Per l’Italia si evidenzia forti disparità regionali e aree di forte pressione ambientale:
– nellaPianura Padanadove i carichi di azoto, per l’elevata concentrazione di allevamenti,  superano strutturalmente la capacità di assorbimento del suolo;
– l’inquinamento delle acque sotterraneecon diverse stazioni di monitoraggio che continuano a registrare livelli di nitrati superiori o vicini al limite legale di50 mg/l, minacciando le riserve idropotabili;
– l’eutrofizzazione, con laghi, fiumi e le aree costiere dell’Alto Adriatico che soffrono di frequenti fenomeni di eutrofizzazione legati al dilavamento dei fertilizzanti azotati e del letame.

Raccomandazioni
Per superare le criticità e allinearsi agli obiettivi di resilienza idrica dell’UE, il documento fornisce raccomandazioni strutturate su 4 pilastri principali:
1.Revisione e designazione delle Zone Vulnerabili ai Nitrati (ZVN):
– Ampliamento delle zone protette, rivedendo e, dove necessario, estendere la perimetrazione delle ZVN, includendo le aree collegate a corpi idrici a rischio o che mostrano trend di peggioramento;
– Monitoraggio dinamico,
rafforzando la frequenza e la capillarità dei campionamenti sia per le acque superficiali che sotterranee.

  1. Rafforzamento dei Programmi d’Azione Regionali:

    – Misure più severe nelle aree critiche
    , introducendo vincoli più rigidi nelle zone a densità zootecnica critica, limitando l’apporto complessivo di azoto organico e chimico;

    –Gestione degli stoccaggi, implementando standard più elevati per la capacità di stoccaggio degli effluenti di allevamento, e garantendo che le coperture prevengano le emissioni di ammoniaca e le perdite nel terreno;

    –Divieti stagionali, rispettando rigorosamente i calendari di divieto di spandimento nei mesi invernali e nei periodi di forti piogge.
  2. Innovazione e Semplificazione (RENURE e Digitalizzazione):

    – Integrazione del RENURE
    , sfruttando le possibilità offerte di utilizzare determinati fertilizzanti azotati recuperati dal letame oltre il tradizionale limite di 170 kg/ha, e riducendo la dipendenza dai concimi chimici. –Semplificazione burocratica, introducendo i registri digitali dei nutrienti standardizzati a livello aziendale per alleggerire il carico amministrativo sulle piccole imprese agricole.
  3. Governance e Sinergia con la Politica Agricola Comune (PAC):

    –Allineamento normativo, facendo convergere, entro la fine del 2027, i cicli di monitoraggio della Direttiva Nitrati con quelli della Direttiva Quadro sulle Acque (WFD) per ottimizzare la reportistica nazionale;

    –Fondi PAC e condizionalità, vincolando in modo più stringente i pagamenti diretti agli agricoltori al rispetto dei criteri di eco-condizionalità ambientale.

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