Energia Fonti rinnovabili

Decreto FER1: firmato dai Ministri del MiSE e MATTM

Il Decreto sui nuovi incentivi alle rinnovabili elettriche, il cosiddetto Decreto FER1, incentiverà la diffusione di impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e a gas di depurazione, contribuendo al conseguimento dei target europei al 2030, definiti nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).

Atteso da oltre 3 anni, dopo il via libera della Commissione UE  che ha attestato il rispetto delle normative europee sugli aiuti di Stato, il Decreto sui nuovi incentivi alle rinnovabili elettriche , il cosiddetto Decreto FER1, è stato firmato dai Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente ed è stato inviato per la registrazione alla Corte dei Conti prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Lo hanno reso noto i Ministri Luigi Di Maio e Sergio Costa con un Comunicato apparso contemporaneamente l’8 luglio 2019 sul sito del MiSE e su quello del MATTM.

I tempi si erano allungati dopo che la Commissione UE aveva richiesto delucidazioni in merito al testo del Decreto FER1 che era stato notificato il 22 gennaio 2019, e che riguardavano l’inclusione del fotovoltaico nel regime di sostegno; l’esclusione della geotermia; le disparità pubblico/privato; il ruolo dei contratti a lungo termine per l’acquisto di energia rinnovabile o PPA (Power Purchase Agreement).

Il Decreto FER1, con una dotazione totale stimata di 5,4 miliardi di euro e una durata fino al 2021 ha l’obiettivo di sostenere la produzione di energia da fonti rinnovabili per il raggiungimento dei target europei al 2030 definiti nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC)  attraverso la definizione di incentivi e procedure indirizzati a promuovere l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità, sia in termini ambientali che economici, del settore.

Il provvedimento, in particolare, incentiva la diffusione di impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e a gas di depurazione.

Un grande lavoro di squadra dei due Ministeri che darà impulso alla produzione di energia rinnovabile, creando migliaia di nuovi posti di lavoro – ha dichiarato Di Maio – puntando alla attuazione della transizione energetica, in un’ottica di decarbonizzazione”.

Al momento non si conosce il testo definitivo, ma solo la Sintesi del provvedimento che dovrebbe consentire la realizzazione di impianti per una potenza complessiva di circa 8.000 MW, con un aumento della produzione da fonti rinnovabili di circa 12 miliardi di kWh e con investimenti attivati stimati nell’ordine di 10 miliardi di Euro.

È una vera e propria rivoluzione copernicana, un cambio di paradigma – ha commentato Costa – si premia l’autoconsumo di energia per gli impianti su edificio fino a 100 kW e l’eliminazione dell’amianto, si incentiva la produzione di energia sostenibile oltre che rinnovabile. Questo decreto è una grande opportunità di sviluppo e di tutela ambientale”.

Con gli incentivi verrà data priorità a:
– impianti realizzati su discariche chiuse e sui Siti di Interesse Nazionale (SIN) ai fini della bonifica;
– su scuole, ospedali ed altri edifici pubblici per impianti fotovoltaici i cui moduli sono installati in sostituzione di coperture di edifici e fabbricati rurali su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto;
impianti idroelettrici che rispettino le caratteristiche costruttive del DM 23 giugno 2016, quelli alimentati a gas residuati dai processi di depurazione o che prevedono la copertura delle vasche del digestato;
– tutti gli impianti connessi in “parallelo” con la rete elettrica e con le colonnine di ricarica delle auto elettriche (a condizione che la potenza di ricarica non sia inferiore al 15% della potenza dell’impianto e che ciascuna colonnina abbia una potenza di almeno 15 kW).

Cambia, inoltre, la modalità di riconoscimento del premio sull’autoconsumo: per gli impianti di potenza fino a 100 kW su edifici, sulla quota di produzione netta consumata in sito è attribuito un premio pari a 10 euro il MWh cumulabile con quello per i moduli in sostituzione di coperture contenenti amianto. Il premio è riconosciuto a posteriori a patto che l’energia auto consumata sia superiore al 40% della produzione netta.

Saranno ammessi agli incentivi solo gli impianti idroelettrici in possesso di determinati requisiti che consentano la tutela dei corpi idrici, e in base a una valutazione dell’Arpa.

Gli impianti fotovoltaici realizzati al posto delle coperture in amianto o eternit avranno diritto, in aggiunta agli incentivi sull’energia elettrica, a un premio pari a 12 euro/MWh su tutta l’energia prodotta.

Impianti ammissibili
Potranno partecipare ai bandi per la selezione dei progetti da iscrivere nei registri gli impianti:
– di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati, di potenza inferiore a 1MW;
– oggetto di interventi di potenziamento qualora la differenza tra la potenza dopo l’intervento e la potenza prima dell’intervento sia inferiore a 1 MW;
– oggetto di rifacimento di potenza inferiore a 1MW;

Impianti ammessi agli incentivi del Decreto FER1
Sono ammessi impianti fotovoltaici esclusivamente di nuova costruzione e realizzati con componenti di nuova costruzione.

Inoltre, potranno partecipare alle procedure di registri anche aggregati costituiti da più impianti appartenenti al medesimo gruppo, di potenza unitaria superiore a 20 kW, purché la potenza complessiva dell’aggregato sia inferiore a 1 MW.

Gli impianti di potenza uguale o maggiore ai valori sopra indicati per accedere agli incentivi dovranno partecipare a procedure di asta al ribasso nei limiti dei contingenti di potenza.

In analogia, potranno partecipare alle procedure di asta anche gli aggregati costituiti da più impianti appartenenti al medesimo gruppo, di potenza unitaria superiore a 20 kW e non superiore a 500 kW, purché la potenza complessiva dell’aggregato sia uguale o superiore a 1 MW.

Impianti esclusi
Saranno esclusi dagli incentivi gli impianti che hanno già usufruito degli incentivi per le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico previsti dal DM 23 giugno 2016 o che sono risultati idonei ma inseriti in posizione non utile nei registri.

 

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