Energia

Decarbonizzazione energetica: prima “carote” poi “bastoni”

Uno studio di modellazione della sequenza di politiche per la decarbonizzazione energetica mostra che combinare incentivi (carote) iniziali con sanzioni (bastoni) successive più severe comporta tagli profondi delle emissioni, con le carote che accelerano l’adozione precoce e i bastoni che assicurano il raggiungimento degli obiettivi a lungo termine, ma la coerenza e la credibilità delle politiche sono cruciali per l’efficacia dei costi e il successo, prevenendo costosi ritardi e garantendo l’innovazione tecnologica pulita.

Gli incentivi finanziari possono stimolare una rapida adozione di tecnologie più pulite nel breve termine, ma senza politiche che puniscano anche gli inquinatori non sarà possibile fermare il cambiamento climatico.

È il risultato delloStudio“Modelling the impacts of policy sequencing on energy decarbonization”, pubblicato il 22 dicembre 2025 suNature Climate Changee condotto da un team di ricercatori di varie università statunitensi coordinati, tra cui figurano docenti dell’Università della California di San Diego e dell’Università di Princeton, che dimostrerebbe comeun mix di sussidi per l’energia pulita e tasse sull’inquinamento possa ridurre significativamente le emissioni di gas serra che causano il cambiamento climatico.

Molti paesi hanno adottato strategie di politica climatica che enfatizzano ingenti sussidi per l’implementazione di tecnologie verdi con la previsione che possano essere seguiti da politiche più punitive. Tuttavia, si sa ancora poco su come tale sequenza influisca sulle politiche future, sulla riduzione delle emissioni e sui costi.

Lo studio in questione è il primo a dimostrare come la combinazione di tali politiche possa essere simulata in modelli economici che costituiscono la spina dorsale di quasi tutte le discussioni sulle politiche climatiche, come ha evidenziato la recente Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti climatici (UNFCCC-COP30) tenutasi in Brasile dal 10 al 22 novembre 2025.  

“Questo lavoro contribuisce a rendere i nostri modelli climatici più realistici su come si comportano effettivamente i governi– ha affermatoDavid Victor, Professore presso laSchool of Global Policy and Strategye co-direttore dellaDeep Decarbonization Initiativedell’Università di California-San Diego, co-autore dello studio –Per anni, i modelli ci hanno detto cosa è economicamente efficiente, ma non cosa è politicamente possibile. Il nostro obiettivo è colmare questo divario in modo che i decisori politici possano elaborare strategie che sopravvivano alla politica del mondo reale“.

Lo studio esce in un momento cruciale per la politica climatica sia statunitense che globale. Il passaggio all’amministrazione Trump nel 2025 ha gettatoincertezza su molti incentivi per l’energia pulitaprevisti dall’Inflation Reduction Act(IRA), la Legge approvata nel 2023 dal Congresso statunitense per un Piano decennale che oltre a frenare l’inflazione, prevede tra l’altro massicci investimenti  e sussidi al settore privato per le tecnologie verdiAllo stesso tempo, ilgoverno federale non ha mai introdotto una tassa significativa sull’inquinamento da riscaldamento globale, sebbene alcuni stati abbiano adottato piccole politiche di tipo fiscale.  

“Negli Stati Uniti stiamo eliminando le politiche di ricompensa progettate per accelerare la decarbonizzazione ed è improbabile che questa amministrazione introduca politiche che puniscano i maggiori emettitori– ha osservato Victor –Nel frattempo, altri Paesi stanno intraprendendo strade diverse: la Cina sta aggiungendo nuovi incentivi e alcune sanzioni, mentre l’Europa si sta orientando fortemente verso politiche che rendono le emissioni più costose. Stiamo assistendo a un esperimento globale in tempo reale“.

Lo studio, pur utilizzando un modello multisettoriale per gli Stati Uniti, può servire da “test su strada” per altre nazioni, in merito aquale combinazione di politiche avrà il maggiore impatto sulla riduzione dei combustibili fossili. 

Fonte: Nature Climate Change, 2025

Test delle sequenze politiche: ricompense, penalità e tempistica politica.
Utilizzando un modello multisettoriale di sistemi energetici a livello statale statunitense, i ricercatori hanno simulato come i diversi approcci influenzino le emissioni, i costi delle tecnologie e l’adozione di energia pulita in tutti i 50 stati degli Stati Uniti fino al 2050, e confrontato scenari quali:
–solo incentiviovvero sussidi a lungo termine che rendono più accessibili le energie rinnovabili e i veicoli elettrici;
–solo sanzioni, fissando un prezzo del carbonio esteso a tutta l’economia, che rende i combustibili fossili più costosi;
–approcci combinati, iniziando con gli incentivi, a cui fanno seguito sanzioni dopo 10 o 20 anni;
–politiche incoerenti che riflettono l’instabilità politica, con incentivi che si attivano, si interrompono e ripartono nel tempo.

In termini più semplici, i ricercatori hanno creato una serie di simulazioni dipolitiche ipotetiche. Utilizzando la metafora della “carota” e del “bastone”, in riferimento all’insieme dipolitiche di premi e punizioni volte a incoraggiare la decarbonizzazione, gli autori descrivono cosa accadrebbe in un mondo con ” nessun bastone, più carota“, rispetto a “più bastone, meno carota“, ovvero politiche che cambiano a metà strada.

I ricercatori sono rimasti sorpresi dall’efficacia degli incentivi nell’accelerare la transizione verso l’energia pulita nel breve termine. Queste politiche includonocrediti d’imposta per i veicoli elettrici e le energie rinnovabili,sovvenzioni e prestiti governativi per la produzione pulitaeagevolazioni che aiutano i proprietari di case a installare pompe di calore, pannelli solari sui tettie interventi di risparmio energetico.

Lepolitiche “carote”aiutano nella mitigazione a breve termine, ma non riducono drasticamente le emissioni future.Solo con i bastoni si ottengono segnali inequivocabili di decarbonizzazione a lungo termine e di sostanziale riduzione delle dimensioni delle industrie dei combustibili fossili esistenti. Una strategia che privilegia le carote funziona meglio quando accelera l’innovazione ed è rapidamente seguita da bastoni credibili.

Fonte: Nature Climate Change, 2025

Lo studio ha rilevato, inoltre, che la coerenza politica, ovveroil mantenimento di programmi di incentivi stabili e affidabili, è importante tanto quanto l’entità dei sussidi o la severità delle sanzioni future. Quando gliincentivi vengono applicati in modo coerente, i ricercatori hanno scoperto che l’economia può raggiungere unariduzione dell’80% delle emissioni di carbonio legate all’energia entro la metà del secolo. Quando taliincentivi vengono ritirati o ritardati, gli investimenti rallentano e i successivi tagli alle emissioni diventano più costosi.

“Per anni, analisti e realtà sono rimasti distanti– ha concluso Victor –Questo lavoro fa parte di una missione più ampia: rendere gli studi sulle politiche climatiche molto più realistici su ciò che accade nel mondo reale, ovvero su come le politiche governative influenzano investimenti ed emissioni“.   

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