Economia e finanza

Decarbonizzazione: carbon tax sobria per evitare shock economici

Uno Studio coordinato dall’Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa evidenzia come il percorso più efficiente e stabile per una decarbonizzazione rapida è quello fondato su un mix di regolamentazione, sostegno pubblico agli investimenti green e una tassazione del carbonio sobria.

È possibile rispettare gli Accordi di Parigi, riducendo rapidamente le emissioni globali, e allo stesso tempo sostenere crescita economica, occupazione e stabilità finanziaria.

È la conclusione dello Studio Policies for rapid decarbonization with steady economic transition and employment creation”, coordinato dall’Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, in collaborazione con l’Università di Utrecht, pubblicato il 26 novembre 2025 su Nature Sustainability,secondo cui una combinazione ben progettata di politiche industriali verdi, sussidi mirati e una carbon tax moderata rappresenta la strategia più efficace, stabile e socialmente sostenibile per guidare la transizione ecologica. Al contrario, una strategia di decarbonizzazione basata esclusivamente su una carbon tax rischia di essere inefficace per il clima o destabilizzante per il sistema economico.

La sfida della politica climatica globale consiste nell’abbattere rapidamente le emissioni di gas serra evitando che la transizione risulti troppo lenta, con gravi rischi climatici e costi per la popolazione, o troppo brusca, con potenziali effetti recessivi sull’economia.

Il nostro lavoro mostra chiaramente che non esiste un trade-off tra una transizione rapida e la crescita economica – spiega Francesco Lamperti, Professore di Economia alla Scuola Superiore Sant’Anna e co-autore dello studio – Se accompagnata da un insieme coerente di politiche industriali, la decarbonizzazione può generare investimenti, occupazione e innovazione, invece di provocare shock economici negativi”.

L’efficacia delle misure proposte cresce ulteriormente quando esse sono integrate con una carbon tax moderata e differenziata settorialmente, pensata principalmente per sostenere la finanza pubblica senza gravare eccessivamente sui costi energetici delle imprese, che rischierebbero di scaricarsi sul consumatore finale come spesso accaduto nel corso delle crisi energetiche.

Nel complesso, il pacchetto proposto consente di preservare crescita economica, assicurare stabilità macro-finanziaria, contenere i costi fiscali entro l’1% del PIL annuo e contenere riscaldamento globale entro i 2 °C.

Le politiche di regolamentazione verde, come il divieto di costruire nuovi impianti a combustibili fossili e l’obbligo di elettrificazione in settori chiave, emergono come strumenti decisivi per orientare la transizione. A differenza delle sole politiche basate sui prezzi, questi interventi forniscono obiettivi chiari, riducono l’incertezza regolatoria e indirizzano gli investimenti verso tecnologie a basse emissioni.

Le politiche di regolamentazione funzionano perché fissano obiettivi chiari e scadenzati nel tempo – sottolinea Lamperti – Indicano alle imprese la rotta tecnologica da seguire, riducendo i costi dell’incertezza e accelerando l’innovazione”.

Una volta bandita la creazione di nuovi impianti fossili e introdotti standard credibili nei settori energivori, il sistema economico si riallinea spontaneamente su un percorso di decarbonizzazione rapida.

Standard chiari e divieti mirati non frenano l’economia, la guidano – aggiunge Andrea Roventini, Professore e Direttore dell’Istituto di Economia alla Scuola Sant’Anna – Spingono gli investimenti verdi, rendono la transizione più ordinata, favoriscono l’innovazione e riducono i rischi macro-finanziari, con benefici tangibili per imprese e lavoratori”.

Al contrario, politiche climatiche fondate solo sulla carbon tax sono inefficaci o presentano rischi macroeconomici sostanziali. “
Prezzi del carbonio troppo elevati o crescenti nel tempo rischiano di destabilizzare l’economia – continua Roventini – mentre prezzi troppo bassi hanno effetti trascurabili, lontani dal poter guidare il cambiamento strutturale necessario a decarbonizzare velocemente l’economia”.

Dinamiche macroeconomiche e di transizione indotte da diverse politiche di prezzo del carbonio rispetto a un futuro basato sulla storia. Informazioni per cinque scenari selezionati su diversi indicatori.
a. Cambiamento della temperatura globale.
b. Emissioni annuali di CO2 (GtC, gigatonnellate di carbonio).
c. Consumo di elettricità da parte dell’industria dei beni di consumo (misurato come unità di elettricità per unità di bene finale prodotto).
d. Consumo totale di energia (elettricità e combustibili fossili) da parte dell’industria dei beni strumentali e. Quota di elettricità nel mix di utilizzo energetico dell’industria dei beni strumentali.
f, Quota di elettricità generata da impianti di energia rinnovabile. Quota di rinnovabili nella produzione elettrica, quota di rinnovabili nella produzione di elettricità.
g. Probabilità di fallimento annuale delle aziende di beni di consumo.
h, Tasso di disoccupazione.
i. Livelli del PIL nel 2050 (in alto) e nel 2100 (in basso) misurati in unità di bene finale (i rombi rappresentano la media dell’insieme; le barre mostrano la distribuzione dell’insieme; le linee spesse rappresentano la media dell’insieme; l’area ombreggiata mostra l’intervallo tra il 10° e il 90° percentile),.Fonte: Nature Sustainability, 2025

Per valutare la transizione globale, la ricerca utilizza il modello climatico-economico ad agenti eterogenei DSK (Dystopian Schumpeter meeting Keynes), capace di simulare l’evoluzione di tecnologie, dinamiche macrofinanziarie, sistemi energetici e clima nel periodo 2022–2160. Questo approccio consente di valutare in modo dettagliato l’impatto di diversi pacchetti di politiche su produzione, occupazione, stabilità economica, innovazione e traiettorie di riscaldamento globale.

Lo studio conferma che il percorso più efficiente e stabile per una decarbonizzazione rapida è quello fondato su un mix di regolamentazione, sostegno pubblico agli investimenti green e una tassazione del carbonio moderata: un insieme che permette di coniugare efficacia ambientale, sostenibilità economica e benefici sociali.

Un video su Universal Lens riassume alcune considerazioni tratte dallo studio.

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