Diritto e normativa Società

Corruzione in UE: trilogo raggiunge l’accordo sulla Direttiva

A ridosso delle inchieste sulle presunte corruzioni che hanno coinvolto le istituzioni europee, il Consiglio UE e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo sulla Direttiva contro la corruzione mediante il diritto penale, proposta dalla Commissione UE nel maggio 2023, volta ad armonizzare le leggi penali sulla corruzione in tutta l’UE.

Nelle Linee programmatiche presentate al Parlamento europeo nel luglio 2022 la candidata alla Presidenza della Commissione UE Ursula von der Leyen, c’erano 3 passaggi che indicavano la necessità di adottare misure decisive per lottare contro la corruzione nell’UE, dopo la bufera che aveva investito le istituzioni europee con il cosiddetto “Qatargate”.

Per cui nel discorso sullo Stato dell’Unione del settembre 2022 (SOTEU), la von der Leyen dichiarava che si sarebbe concentrata “sulla corruzione, in tutte le sue sfaccettature. Quella degli agenti stranieri che cercano di influenzare il nostro sistema politico. Quella delle aziende o fondazioni losche che abusano del denaro pubblico. Se vogliamo essere credibili quando chiediamo ai paesi candidati di rafforzare le loro democrazie, dobbiamo anche sradicare la corruzione al nostro interno. Per questo motivo, il prossimo anno la Commissione presenterà misure per aggiornare il nostro quadro legislativo per la lotta alla corruzione. Innalzeremo gli standard su reati come l’arricchimento illecito, il traffico di influenze e l’abuso di potere, oltre ai reati più classici come la corruzione. E proporremo anche di includere la corruzione nel nostro regime sanzionatorio per i diritti umani, il nostro nuovo strumento per proteggere i nostri valori all’estero. La corruzione erode la fiducia nelle nostre istituzioni. Quindi dobbiamo combatterla con tutta la forza della legge”.

Così il 3 maggio 2023 la Commissione UE adottava una Comunicazione sulla lotta alla corruzione, di concerto con l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, e una Proposta di Direttiva contro la corruzione mediante il diritto penale, volta ad armonizzare le leggi penali sulla corruzione in tutta l’UE.

L’ultima edizione di “Citizens’ attitudes towards corruption in the EU in 2025”, l’indagine che Eurobarometro conduce dal 2005 e che esamina il livello di fiducia dei cittadini dell’UE nei confronti della corruzione nelle istituzioni pubbliche e nelle imprese, e l’efficacia del governo, del sistema giudiziario e delle istituzioni nel contrastarla, ha offerto i seguenti risultati chiave.

– Sono inaccettabili le pratiche corrotte nei confronti della pubblica amministrazione o dei servizi pubblici.
Il 71% dei cittadini dell’UE ritiene che non sia mai accettabile fare un favore per ricevere qualcosa dalla pubblica amministrazione o dai servizi pubblici; il 74% ritiene che non sia mai accettabile fare regali alla pubblica amministrazione o ai servizi pubblici; e l’80% degli intervistati ritiene che dare soldi per ricevere qualcosa dalla pubblica amministrazione o dai servizi pubblici non sia mai accettabile.

– La corruzione è percepita come diffusa, in particolare tra i partiti politici.
Il 69% degli europei ritiene che la corruzione sia diffusa nel proprio Paese e Il 51% ritiene che la corruzione sia diffusa tra i partiti politici.

– I cittadini dell’UE percepiscono ampiamente la corruzione nelle istituzioni pubbliche sia locali che nazionali
Il 73% degli europei concorda sul fatto che nelle istituzioni pubbliche nazionali esiste corruzione.
Il 70% degli intervistati concorda sul fatto che esista corruzione nelle istituzioni pubbliche locali o regionali.

– Gli europei sono ancora scettici sugli sforzi per affrontare la corruzione.
Due terzi degli europei ritengono che i casi di corruzione ad alto livello non siano perseguiti a sufficienza nei loro paesi
; più della metà non ritiene che gli sforzi dei governi per combattere la corruzione siano efficaci; e quasi la metà degli europei non ritiene che le misure contro la corruzione siano applicate in modo imparziale e senza secondi fini nel loro paese.

– Esperienze personali di corruzione
A livello UE, il 5% degli intervistati dichiara di aver subito e/o assistito a episodi di corruzione negli ultimi 12 mesi, ma uno su cinque afferma di aver denunciato il caso. Parallelamente, meno della metà degli europei sa dove segnalare un caso di corruzione.

Dalla Scheda Italia sull’indagine emerge che gli italiani sono tra i cittadini più preoccupati in Europa:
l’84 % ritiene che la corruzione sia diffusa nel Paese (contro 73% della media UE);
– il 41% dichiara di subirne gli effetti personali quotidiani (contro il 30% in UE), con percentuali elevate anche tra le imprese (81% diffusa, 44% problema):
– il 40% degli intervistati (e delle imprese) ritiene insufficiente l’efficacia dei procedimenti penali contro i corrotti

Ora, il 2 dicembre 2025, a ridosso delle notizie sull’arresto dell’ex capo della politica estera dell’UE Federica Mogherini, Parlamento europeo e Consiglio dell’UE hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla Direttiva, che ora deve essere formalmente approvato dal Parlamento e dal Consiglio prima di entrare in vigore, e che sostituirà la Decisione quadro del 2003  elativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato e la Convenzione sulla lotta contro la corruzione nella quale sono coinvolti funzionari pubblici.

Saranno punibili come reati penali in tutta l’UE: corruzione nel settore pubblico e privato; appropriazione indebita; traffico di influenza; ostruzione della giustizia; arricchimento tramite reati di corruzione; occultamento e alcune gravi violazioni dell’esercizio illecito di una funzione pubblica.

Oltre ad allineare le definizioni dei reati di corruzione, gli Stati membri devono anche adottare lo stesso livello sanzionatorio, con pene detentive massime che passano da 3 a 5 anni a seconda del reato.

Le persone condannate per reati di corruzione possono incorrere in sanzioni aggiuntive, quali multe, rimozione dai pubblici uffici, interdizione dal ricoprire un incarico pubblico o dall’esercizio di una funzione di servizio pubblico, ritiro dei permessi ed esclusione dall’accesso alle procedure di gara e ai fondi pubblici.

Anche le persone giuridiche (società) saranno soggette a sanzioni pecuniarie, il cui importo massimo varia da almeno il 3% al 5% del fatturato mondiale totale o da almeno 24 o 40 milioni di euro, a seconda del reato.

Consiglio e Parlamento europeo hanno inoltre concordato norme che definiscano in quali casi uno Stato membro ha giurisdizione su un reato e pertanto è tenuto ad avviare un procedimento. Di norma, gli Stati membri hanno giurisdizione sui reati commessi sul loro territorio o in cui l’autore è un cittadino.

Inoltre, ogni Stato membro può decidere di estendere la propria giurisdizione ad atti commessi al di fuori del proprio territorio, qualora:
– il trasgressore sia un residente abituale nel suo territorio;
– il reato è commesso contro uno dei suoi cittadini o i suoi residenti abituali;
– il reato è commesso a vantaggio di una persona giuridica stabilita nel suo territorio;
– il reato è commesso a vantaggio di una persona giuridica in relazione a qualsiasi attività svolta in tutto o in parte sul suo territorio.

Per ridurre i reati di corruzione e limitare il rischio di corruzione, gli Stati membri devono adottare misure per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla nocività della corruzione e per garantire trasparenza e responsabilità nelle amministrazioni pubbliche, nell’interesse della prevenzione della corruzione.   

Altre misure preventive includono:
istituzione di organismi incaricati della prevenzione e della repressione della corruzione, in grado di operare senza indebite interferenze e devono essere dotati di personale qualificato e di risorse finanziarie adeguate;
valutazione entro appropriati per identificare i settori o le occupazioni più a rischio di corruzione e sviluppare misure per affrontare i principali rischi nei settori o nelle occupazioni identificati;
adozione di misure necessarie per garantire che chiunque segnali reati, fornisca prove o cooperi in altro modo con le autorità competenti abbia accesso a misure di protezione, sostegno e assistenza nel contesto del procedimento penale.

Con queste nuove norme i singoli Stati membri non potrebbero più depenalizzare determinati atti (vedi l’abolizione del reato di abuso d’ufficio in Italia), anche se sono riusciti a non rivelare in futuro il numero di casi di corruzione nei rispettivi Paesi.

Tra le maggiori lacune della Direttiva segnaliamo: la corruzione transfrontaliera, la trasparenza delle attività di lobbying e il finanziamento della politica.

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.