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Il coronavirus di Covid-19 rimane stabile per ore su superfici

Secondo uno Studio condotto da un gruppo di scienziati e ricercatori di Istituti di ricerca e Università statunitensi, il nuovo coronavirus responsabile di Covid-19 rimane attivo negli aerosol per un massimo di tre ore, fino a quattro ore su rame, fino a 24 ore su cartone e fino a 2-3 giorni su plastica e acciaio inossidabile. 

di Eleonora Giovannini

È stato pubblicato su The New England Journal of Medicine lo StudioAerosol and Surface Stability of SARS-CoV-2 as Compared with SARS-CoV-1”, condotto presso i Rocky Mountain Laboratories di Hamilton (Montana) da un Gruppo di ricercatori del National Institutes of Allergy and Infectious Diseases (NIH), delle Università di Princeton e Los Angeles e dei Centers for Disease Control and Prevention di Atalanta, che ha confrontato il modo in cui l’ambiente influenza la diffusione del coronavirus SARS-CoV-2 e ha influenzato la diffusione del SARS-CoV-1 che è stato il coronavirus più strettamente correlato al SARS-Cov-2 e che ha infettato oltre 8.000 persone nel 2002-2003, prima di essere sradicato attraverso un’intensa tracciabilità dei contagiati e da misure di isolamento dei casi.

Lo studio ha tentato di simulare come il coronavirus si trasmette da una persona infettata sulle superfici di un quotidiano ambiente domestico o ospedaliero, attraverso colpi di tosse o starnuti ovvero attraverso il contatto con oggetti e superfici, analizzando per quanto rimane contagiosamente attivo in condizioni ambientali tipo.   

Il virus SARS-Cov-2 che provoca la sindrome respiratoria acuta grave (Covid-19) è rimasto vitale nell’aerosol per 3 ore, con riduzione dell’infettività simile a quella del SARS-CoV-1 (Tempo di dimezzamento rispettivamente di 1,1 e 1,2 ore). Sul rame SARS-CoV-2 è risultato inattivo dopo 4 ore (SARS-CoV-1 dopo 8 ore), mentre sul cartone SARS-CoV-2 è inattivo dopo 24 ore (SARS-CoV-1 dopo 8 ore). Il SARS-CoV-2 è risultato più stabile su superfici di plastica e di acciaio inox, su cui il virus è rimasto vitale fino a 72 ore anche se Il tempo di dimezzamento è stato di 5,6 ore sull’acciaio e 6,8 ore sulla plastica, con stabilità simile anche per SARS-CoV-1

Stante la stabilità simile dei due virus nell’ambiente, i ricercatori si sono posti la domanda di come mai SARS-CoV-2 si sia manifestato molto più contagioso e si sia diffuso in modo così veloce da diventare una pandemia in pochi giorni.

Le prove emergenti suggeriscono, affermano i ricercatori, che le differenze epidemiologiche deriverebbero da altri fattori, tra cui le alte cariche virali nel tratto respiratorio superiore e il fatto che le persone infette da SARS-CoV-2 potrebbero diffondere virus senza manifestare o prima di manifestare i sintomi, rendendo meno efficaci le misure di controllo della malattia che erano risultati efficaci contro SARS-CoV-1.

Inoltre, contrariamente a SARS-CoV-1, la maggior parte dei casi secondari di trasmissione del virus SARS-CoV-2 sembra avvenire in contesti comunitari ed eventi super-diffusivi, piuttosto che in ambito sanitario, anche se le strutture sanitarie sono anche esse vulnerabili all’introduzione e alla diffusione di SARS-CoV-2, e la sua stabilità negli aerosol e sulle superfici probabilmente contribuisce alla trasmissione del virus nelle strutture sanitarie.

I risultati, sottolineano i ricercatori, confermano la necessità che gli operatori sanitari seguano le linee guida prescritte per la prevenzione dell’influenza e degli altri virus respiratori per contrastare la diffusione di SARS-CoV-2:
evitare contatti ravvicinati con persone che sono malate;
evitare di toccare gli occhi, il naso e la bocca;
restare a casa quando si è malati;
coprirsi la bocca con un fazzoletto quando si tossisce o starnutisce con un fazzoletto, e gettarlo subito nella spazzatura;
pulire e disinfettare oggetti e superfici frequentemente toccati utilizzando un normale spray per la pulizia domestica o un panno.

Le informazioni desunte dallo studio forniscono informazioni preziose per le strategie di mitigazione della pandemia e sono state ampiamente condivise nelle due settimane che hanno preceduto la pubblicazione, avendo i ricercatori messo a disposizione i risultati su un server di prestampa per condividere rapidamente i loro dati con i colleghi.

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