Malattie e cure Salute

Imperial College: evitati in Italia decessi 3,7 volte superiori da Covid-19

Il Rapporto n. 13 del 30 marzo 2020 dell’Imperial College London sulla modellazione del numero di morti e dell’impatto sui sistemi sanitari delle misure messe in atto in 202 Paesi per mitigare o sopprimere la trasmissione del nuovo coronavirus, prevede anche che il numero dei morti dovrebbe ridursi nella prossima settimana.

Il Rapporto n. 13The Global Impact of COVID-19 and Strategies for Mitigation and Suppression”, diffuso il 30 marzo 2020 dall’Imperial College London, in collaborazione con MRC Centre for Global Infectious Disease Analysis (GIDA)Abdul Latif Jameel Institute for Disease ed Emergency Analytics (J-IDEA), nell’ambito del “WHO Collaborating Centre for Infectious Disease Modelling” , prevede che l’Italia in questa settimana dovrebbe registrare un rallentamento del numero dei decessi giornalieri e che, nonostante la crescente pressione sul sistema sanitario, gli interventi messi in atto hanno evitato una catastrofe sanitaria in cui il numero di nuovi decessi sarebbe stato 3,7 volte superiore rispetto a quanto attualmente osservato (38.000 morti evitate).

Il modello messo a punto, e che si affina di giorno in giorno in base ai nuovi dati che giungono, stima come le misure messe in atto, volte a mitigare o sopprimere la trasmissione del nuovo coronavirus, possa ridurre il numero di morti e l’impatto sui sistemi sanitari di 202 Paesi.

Il mondo sta affrontando la più grave crisi della salute pubblica da oltre un secolo – ha affermato Il Professor Neil Ferguson, capo del team MRC GIDA e Direttore del J-IDEA – Forniamo stime sulla portata della minaccia nei vari Paesi per dimostrare come le strategie volte a mitigare l’epidemia potrebbero ridurre le morti e il picco della domanda di assistenza sanitaria, ma ciò potrebbe non essere sufficiente per evitare che i sistemi sanitari vengano sopraffatti”. 

Il team che sta modellando in tempo reale gli impatti sanitari della pandemia di Covid-19 è la stessa che ha svolto nel 2016 la simulazione “Exercise Cygnus”, per valutare la capacità del sistema sanitario britannico di rispondere ad una pandemia, e le cui conclusioni, mai diffuse pubblicamente, stanno alimentando polemiche sui media inglesi.

Secondo quanto riporta, tra gli altri, The Telegraph, dalla simulazione il sistema sanitario inglese sarebbe risultato drammaticamente inadeguato a dare risposte efficaci, soprattutto per la mancanza di ventilatori polmonari, per cui  “C’è stata una riluttanza a rendere Cygnus di dominio pubblico perché francamente avrebbe terrorizzato la gente“, ha dichiarato la fonte governativa del giornale.

Exercise Cygnus”, il cui nome in codice richiamava in maniera esplicita il libro Cigno nero. Come l’improbabile governa la nostra vita” del saggista ed epistemologo Nassim Nicholas Taleb, simulava gli effetti di una pandemia da virus H2N2 (quello che aveva causato la cosiddetta influenza asiatica), mentre l’attuale pandemia Covid-19 è causata da un Coronavirus (SARS-CoV-2). Tuttavia, entrambi si diffondono rapidamente e uccidono causando malattie respiratorie acute.

Ma la differenza sostanziale è che l’andamento dell’epidemia vera viene messa in scena pubblicamente, quella simulata che doveva costituire un campanello dall’allarme non è stata diffusa.

Nella puntata di Report, andata in onda su RAI3 il 30 marzo 2020, è stato riproposto l’intervento ai Ted Talks (Technology Entertainment Design Talks) statunitensi del 2015 di Bill Gates, Fondatore di Microsoft.

Se qualcosa ucciderà più di 10 milioni di persone, nei prossimi decenni, è più probabile che sia un virus altamente contagioso, piuttosto che una guerra – affermava Gates che da diversi anni con la sua Fondazione Bill and Melinda Gates dedica investimenti per iniziative in ambito sanitario e che all’inizio di marzo ha dato vita, assieme a Wellcome e Mastercard, ha lanciato una nuova iniziativa per complessivi 125 milioni di dollari  per accelerare sullo sviluppo e accesso alle terapie per COVID-19 Non missili ma virus. Nel 2014, il mondo ha evitato un’orribile epidemia globale di Ebola, grazie a migliaia di operatori sanitari altruisti e, francamente, grazie a molta fortuna. La prossima volta potremmo non essere così fortunati. Può essere un virus in cui ci si sente abbastanza bene anche quando si è contagiosi, tanto da salire su un aereo o andare al mercato. Servono più ricerca e sviluppo nell’area dei vaccini e della diagnostica. Non ho un budget esatto di quanto potrebbe costare, ma sono sicuro sia molto basso rispetto al potenziale danno. Questi investimenti offrono benefici significativi oltre alla semplice preparazione alle epidemie. Non dobbiamo farci prendere dal panico. Non dobbiamo fare scorta di spaghetti o scendere in cantina. Ma dobbiamo muoverci perché il tempo non è dalla nostra parte”.

Quando si sente dire dai policy maker che “si combatte con un nemico invisibile”, non si può non opporre la considerazione finale del bell’articoloCovid-19 and climate change: a healthy dose of reality” postato su Greenbiz da Joel Makower, Presidente di GreenbizGroup Inc.: “Nessuno può dire di non averlo visto arrivare”.

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