Green economy

“Competitivi perché sostenibili”: la geografia dell’eco-innovazione

Lo studio “Competitivi perché sostenibili”, realizzato congiuntamente da Fondazione Symbola e Unioncamere, in collaborazione con Dintec e il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, e presentato il 17 febbraio 2026, pur senza restituire l’intera ricchezza dell’eco-innovazione italiana, attraverso l’analisi dei brevetti green, offre indicazioni preziose sui settori e sui territori in cui l’innovazione si addensa e consente di approfondire il legame tra innovazione verde e competitività.

L’innovazione tecnologica diventa lo snodo decisivo per coniugare transizione ecologica e crescita, offrendo strumenti concreti per ridurre emissioni, migliorare l’efficienza energetica e rafforzare il sistema produttivo.

È quanto emerge dalloStudioCompetitivi perché sostenibili. Geografia dell´eco-innovazione made in Italy”, promosso daFondazione SymbolaeUnioncamere, con la collaborazione dell´Istituto Guglielmo Tagliacarnee diDINTEC– Consorzio per l´innovazione tecnologica, e presentato il 17 febbraio presso la sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che analizzal´eco-innovazione italiana attraverso lo studio dei brevetti green per individuare i settori e i territori dove si concentra maggiormente.

L’Italia sa innovare e competere nei settoriambientali – ha dichiarato il Presidente di Fondazione Symbola,Ermete Realaccima ha bisogno di un salto di scala: è necessario investire di più in ricerca, supportare la capacità di brevettare, rafforzare il trasferimento tecnologico e replicare il modello vincente dell’economia circolare nei comparti dell’efficienza, dell’elettrificazione e delle rinnovabili. Solo così il Paese potrà ambire ad essere leader dell’innovazione verde in UE”.

I dati mostrano come l´Italia sia tra i primi tre Paesi europei per numero di brevetti che per quota di imprese con brevetti sul totale delle aziende(16,5 ogni 1.000 imprese), dopoGermania(21,6) eAustria(18,9).

Anche per la diffusione di brevetti green tra le imprese, si colloca al 3° posto, confermando il forte legame tra sostenibilità e competitività del sistema produttivo e il ruolo centrale degli investimenti green nel Made in Italy.

In crescita costante gliinvestimenti in sostenibilità, con 578.450 imprese che tra il 2019 e il 2024 hanno realizzato eco-investimenti (38,7% del totale). L’Italia ha brevetti importanti in comparti chiave come lamobilità sostenibile(31% sul totale dei brevetti che riguardano la mitigazione dei cambiamenti climatici); l’efficienza energetica nell’edilizia, superando la media UE; lagestione dei rifiuti e delle acque reflue, settore in cui siamo per tradizione tra i Paesi più dinamici; e letecnologie Ictper lamitigazione climatica, con un incremento record del +270% negli ultimi dieci anni.

Ilmanifatturiero è il motore principale dell’innovazione(59,0%), seguono i settori legati aricerca scientifica(18,8%),telecomunicazioni e informatica(6,6%),commercio all’ingrosso(3,5%) ecostruzioni(3,5%).

l’Italia ha compiuto grandi passi avanti nella brevettazione green (+44,4% tra 2012 e 2022)– ha osservato il Segretario generale di Unioncamere,Giuseppe Tripolima resta ancora una distanza significativa dalla Germania e dalla Francia.Dietro ad ogni brevetto c’è un investimento in ricerca e innovazione di imprese, Università e Centri di ricerca, ma l’investimento non basta se non si tutela la proprietà intellettuale con i brevetti. E sempre di più anche il sistema del credito e della finanza ne valorizza il possesso come asset del capitale delle imprese per la concessione dei prestiti“.

Lo studio evidenzia anche il nesso innovazione verde e competitività:le imprese italiane che depositano brevetti in tecnologie verdi si distinguono per una competitività significativamente superiore rispetto a quelle che brevettano in altri ambiti(non green). Generano un fatturato per impresa molto più elevato (382 milioni di euro per impresa contro 41 milioni delle non green), e registrano una maggiore produttività (144.000 euro di valore aggiunto per addetto contro 92.000). Dal punto di vista dell’export,oltre la metà (57,8%) esporta, generando oltre 63 miliardi di euro, con una forte diversificazione dei mercati di riferimento. Inoltre, ilcapitale umano è più qualificato, con una quota più alta di laureati (29,7%, di cui il 16,7% in disciplineSTEMplus). Infine,queste imprese attraggono più capitale estero: il 41,9% ha partecipazioni straniere, contro il 31,7% delle non green.

Il Rapporto contieneCasi studio di aziende protagoniste di rilievo in diversi settori chiave del Made in Italy:
NEXTCHEM (Gruppo MAIRE),attiva nell’ingegneria perla transizione energetica e la chimica verde, ha sviluppato unsistema di divisione e selezione con precisione delle plastiche, eliminando impurità e componenti indesiderat.;
Candiani Denimche ha creato COREVA™ untessuto realizzato con gomma naturale, totalmente a base biologica, biodegradabile e compostabile;
Università degli Studi di Milano-Bicoccae l’Istituto Italiano di Tecnologia, che hanno sviluppato una nuova generazione dibiomateriali e tecnologie– già oggetto di domanda di brevetto –progettati per il restauro delle barriere coralline;
RARA Factory, startup spin-off dell’Università Ca’ Foscari di Venezia che ha brevettato una tecnologia brevettata basata sull’intelligenza artificiale, che individuamateriali alternativi alle terre rare, capaci di offrire prestazioni simili ma con minore impatto ambientale, costi più contenuti e maggiore reperibilità;
IronLev®che ha realizzato il primo prototipo al mondo ditrasporto a levitazione magnetica progettato per funzionare su infrastrutture giàesistenti;
Italcerche ha brevettato un sistema di cattura e trasformazione dei gas di scarico degli impianti produttivi, convertendoli in materie  prime seconde utilizzabili direttamente nelle linee produttive del gruppo;
ICAR-CNRi cui ricercatori hanno sviluppato un brevetto– poi trasferito allo spin-off Eco4Cloud – cheriduce fini al 60% i consumi dei data center;
REM Tecche ha brevettato la tecnologiaAgrovoltaico®, uno dei modelli più avanzati al mondo, capace di far coesistere e ottimizzare la produzione di energia da fonti rinnovabili e la produzione agricola;
– Diasen,specializzata in materiali per la bioedilizia, che ha creatoDiathonite®, intonaco isolante a base di sughero senza cemento ,che rende di sostenibili gli edifici;
Magaldi azienda specializzata negli accumuli che ha brevettatoMGTES, un sistema che immagazzina energia da fonti rinnovabili sotto forma di calore e la restituisce fino a oltre 600 °C, rendendola direttamente utilizzabile nei cicli industrial;
Idra Groupche introduce nel settore automotiveGiga Pressuna tecnologia in grado di colare un singolo getto di alluminio che dà forma all’intera sezione anteriore o posteriore della scocca, sostituendo assemblaggi costituiti da decine di componenti stampati e tagliando i costi fino al 60%.

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