Un nuovo rapporto del think tank indipendente EMBER sostiene che le innovazioni tecnologiche nelle trivellazioni profonde e nei sistemi geotermici avanzati (EGS) potrebbero sbloccare una capacità significativa in tutto il continente e rappresentare un’alternativa competitiva in termini di costi, a carbone e gas. Le soluzioni tecnologiche innovative dell’energia geotermica a KEY 2026 (4-6 marzo 2026).
Quasi il 42% del consumo di carbone e gas dell’UE potrebbe essere sostituito dall’energia geotermica,fornendo un’alternativa stabile e “sempre attiva” ai combustibili fossili a meno di 100 euro/MWh, il costo dell’elettricità prodotta da carbone e gas.
A sottolinearlo è l’analisi“Hot stuff: geothermal energy in Europe” diEMBER, hink tank indipendente in ambito energetico che mira ad accelerare la transizione verso l’energia pulita attraverso dati e politiche, che rivela come un balzo tecnologico nelle trivellazioni in profondità sia destinato atrasformare l’energia geotermica da una risorsa “vulcanica” di nicchia a una fonte energetica di uso comune.
“Un tempo limitata a pochi punti geologici caldi come l’Islanda o la Toscana, la geotermia moderna è ora competitiva in termini di costi con il gas in gran parte del continente– ha affermato Tatiana Mindekova, consulente politico di Ember e principale autrice del rapporto (l’altro autore eGianluca Geneletti, Grids and Flexibility Analyst di EMBER) –Mentre l’Europa cerca di ridurre le emissioni soddisfacendo al contempo la domanda energetica dell’industria pesante e dei data center di intelligenza artificiale, questa risorsa inutilizzata offre una fornitura di energia pulita e stabile che rimane isolata dalla volatilità dei prezzi dei combustibili fossili importati“.

Lo studio dimostra che lageotermia potrebbe sostituire il 42% della generazione di energia a carbone e gas, fornendo un’alternativa stabile e “sempre attiva” ai combustibili fossili a meno di 100 euro/MWh, il costo dell’elettricità prodotta da carbone e gas.
Il potenziale geotermico dell’Europa potrebbe aumentare di cinquanta volte
Per decenni, la profondità è stata il principale ostacolo allo sfruttamento della geotermia.Gli impianti convenzionali raramente operavano a profondità superiori ai tre chilometri, limitandone notevolmente la portata geografica. Tuttavia, i progressi nelle perforazioni e nei “Sistemi Geotermici Avanzati” (EGS), tecniche adattate dal settore petrolifero e del gas, stanno ora liberandocalore da strati rocciosi molto più profondi e caldi.
Ember stima che circa 43 GW di capacità geotermica potenziata nell’UE potrebbero essere sviluppati a costi inferiori a 100 euro/MWh, rendendoli paragonabili all’elettricità prodotta da carbone e gas. In un mercato in cui i prezzi del carbone e del gas hanno recentemente oscillato tra 90 e 150 euro/MWh, la geotermia rappresenta un’alternativa competitiva in termini di costi.
Se pienamente implementata, questa capacità identificata potrebbe generare circa 301 TWh di elettricità all’anno. Ilpotenziale maggiore nell’UE è concentrato in Ungheria, che guida la regione con un potenziale di 28 GW, seguita da Polonia,GermaniaeFrancia.

Mindekova spiega che si tratta di “una risorsa priva di emissioni di carbonio che non dipende dalle condizioni meteorologiche e rafforza la sicurezza energetica” per le regioni tradizionalmente dipendenti dalle importazioni di combustibili fossili.
Con la crescente domanda di energia per le infrastrutture digitali, la geotermia offre una soluzione unica. Recenti tendenze negli Stati Uniti suggeriscono chela geotermia potrebbe soddisfare in modo economicamente vantaggioso fino al 64% dell’aumento previsto della domanda di elettricità dei data center entro l’inizio degli anni ’30. Per i poli tecnologici europei, questo offre una strada per raggiungere gli obiettivi climatici, garantendo al contempo la stabilità della rete per le attività ad alta intensità energetica.
Nell’UE, le valutazioni limitate allerisorse accessibili a profondità fino a 2.000 m– dove temperature sufficientemente elevate sono disponibili solo in un sottoinsieme di località –producono un livello di potenziale tecnico relativamente limitato(139 GW). Con l’estensione dell’accesso a risorse più profonde e più calde, le condizioni geotermiche diventano più ampiamente disponibili in tutta l’UE. L’estensione dell’intervallo di profondità a 5.000 m aumenta il potenziale stimato di oltre 50 volte, mentre l’accesso a risorse fino a 7.000 m si traduce in un aumento di circa 180 volte.
Progetti che sfruttano le risorse di recente accessibilità sono già in fase di realizzazione, raggiungendo profondità superiori ai 4000 metri. Inoltre, esistono progetti esistenti che hanno già raggiunto profondità prossime ai 5000 metri, dimostrando che l’utilizzo commerciale delle risorse geotermiche a queste profondità è già realizzabile con la tecnologia odierna.

L’analisi avverte che, nonostante sia stata pioniera nella sperimentazione precoce di questi metodi,l’Europa rischia di rimanere indietro. Mentre Stati Uniti e Canada stanno intensificando aggressivamente i progetti con incentivi politici mirati,la diffusione europea rimane ostacolata dalle lunghe procedure di autorizzazione e dall’assenza di una strategia unitaria a livello UE.
“La geotermia moderna sta spingendo la transizione energetica verso nuove profondità, aprendo la strada a risorse di energia pulita a lungo considerate fuori dalla portata e troppo costose– ha concluso Mindekova –Ma oggi, l’elettricità geotermica può essere più economica del gas. È anche più pulita e riduce la dipendenza dell’Europa dalle importazioni di combustibili fossili. La sfida per l’Europa non è più l’esistenza della risorsa, ma se il progresso tecnologico sia accompagnato da politiche che ne consentano l’uso su larga scala e riducano i rischi iniziali”.
In questo contesto, l’energia geotermoelettrica italiana, nonostante il nostro Paese fosse pioniere e leader mondiale nell’energia geotermica, ospitando la prima centrale industriale al mondo a Larderello nel 1913, conta solo 34 impianti, tutti localizzati nella Regione Toscana e gestiti daEnel Green Power, per una potenza elettrica installata inferiore a 1GW che copreil 2% della produzione nazionale lorda di energia elettrica.
La situazione dovrebbe migliorare con il Decreto FER2 che ha introdotto incentivi, dopo l’esclusione dal FER1, per impianti geotermoelettrici a emissioni nulle e impianti tradizionali innovativi per l’abbattimento delle emissioni. Secondo quanto comunicato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE), sono già stati autorizzati o in via di autorizzazione5 progettiper rafforzare il contributo della fonte geotermica al mix energetico nazionale, per una potenza complessiva di circa49,5 MW.
Nel dettaglio, risultano ????????????̀ ????????????????????????????????????????????, per un totale di44,5MWdistribuiti in3 regioni:
– un impianto da15MWin ????????????????????????????, ad ???????????????????????????? ???????????? ???????????????????????????????????? (Siena);
– un impianto da5MWIn ????????????????????????, a ???????????????????????? ???????????????????????????? (Terni);
– 2 impianti nel ????????????????????, adAcquapendente(5 MW) eTuscania(20 MW).in provincia di Viterbo ???????? ???????????????????????????????????? ???????? ????????????????????????????, sono stati autorizzati i progetti di Acquapendente (5 MW) e Tuscania (20 MW).
Un altro progetto da5MWha già avuto la Valutazione di Impatto ambientale positiva (VIA).
Per le misure del FER2, l’Unione Geotermica Italiana (UGI) propone, inoltre, diammettere diversi tipi di impianti in relazione alla caratteristica della risorsa di utilizzo dell’impianto, diallungare i termini per l’entrata in esercizio degli impianti geotermici, riferirsi alla potenza elettrica incentivabile immessa in rete, in considerazione della forte incidenza dell’autoconsumo ed infine innalzare la soglia di potenza per l’iscrizione a 5 MW.
Secondo loStudio“La geotermia a emissioni nulle per accelerare la decarbonizzazione e creare sviluppo in Italia” di The European House – Ambrosetti (THEA),ogni gigawatt installato può generare fino a 8 miliardi di euro di valore aggiunto e oltre 6.000 nuovi posti di lavoro. Numeri che raccontano una risorsa capace non solo di fornire energia pulita, ma anche di attivare crescita e occupazione.
Letecnologie geotermichesaranno presenti a KEY– The Energy Transition Expo (Fiera di Rimini, 4-6 marzo 2026), la Manifestazione IEG (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e nel bacino del Mediterraneo dedicata alle tecnologie della transizione energetica low carbon e dell’efficienza energetica, nella sezione EFFI (Energy Efficiency Expo), e saranno argomento di analisi e dibattito nel corso di un evento organizzato dall’UGI, in collaborazione con l’ENEA:
– “Geotermia e stoccaggio termico per reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento” (5 marzo ,14:00 – 15:30).
Immagine di copertina: Fonte Enel
