13 Agosto 2022
Cambiamenti climatici Clima Energia

Commissione UE: le reazioni al Rapporto speciale dell’IPCC

reazioni al rapporto IPCC

La Commissione UE ritiene che il Rapporto degli scienziati dell’ONU sui cambiamenti climatici possa dare una spinta alle intenzioni di proporre una Strategia a lungo termine che comporti l’azzeramento delle emissioni al 2050, ma non sarà facile superare le resistenze della Polonia e degli altri Paesi membri che fanno massiccio uso di carbone, come pure quelle del settore industriale in generale.

Il Gruppo Intergovernativo di esperti dell’ONU sul cambiamenti climatici (IPCC) ha rilasciato l’8 ottobre 2018 la Sintesi per Decisori Politici dello “Special Report on Global Warming of 1,5 °C”, secondo il mandato ricevuto dalla comunità internazionale che nella sua 21ma Conferenza delle Parti (COP21), quando è stato firmato l’Accordo di Parigi, aveva richiesto un’analisi sulle reali possibilità di contenere l’innalzamento della temperatura globale “ben al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali e per proseguire gli sforzi per limitare l’aumento della temperatura anche a 1,5 °C “.

Il Rapporto indica che il raggiungimento di tale obiettivo è ancora possibile, a condizione che si agisca quanto prima e si utilizzino misure di adattamento e mitigazione facendo riferimento alle migliori tecnologie oggi disponibili.

In base all’Accordo di Parigi, l’UE si era impegnata a ridurre di almeno il 40% le emissioni di gas serra entro il 2030, ma le emissioni di CO2 nette globali prodotte dalle attività umane, secondo il Rapporto, dovrebbero diminuire di circa il 45% rispetto ai livelli del 2010 entro il 2030, raggiungendo lo zero intorno al 2050.

Per la Commissione UE questo gap dovrebbe essere colmato dalle decisioni assunte questa estate dagli Stati membri e dal Parlamento europeo di fissare obiettivi di efficienza energetica al 32,5% e di utilizzo delle fonti rinnovabili al 32% dei consumi finali di energia.

“L’UE è da sempre in prima linea quando si tratta di affrontare le cause profonde dei cambiamenti climatici e di promuovere una risposta comune mondiale al problema nel quadro dell’accordo di Parigi – hanno affermato in una dichiarazione congiunta i Commissari UE per l’Azione climatica e l’Energia Miguel Arias Cañete e per la Ricerca, la Scienza e l’Innovazione Carlos Moedas – La Commissione riconosce il contributo prezioso di questa relazione e sta lavorando a una proposta di strategia dell’UE per la riduzione a lungo termine delle emissioni di gas a effetto serra, da presentare a novembre, che conterrà una visione globale per l’ammodernamento della nostra economia, delle nostre industrie e del settore finanziario. L’UE si sta impegnando a ridurre le emissioni di gas a effetto serra in linea con gli obiettivi relativi alla temperatura dell’Accordo di Parigi e a rendere la nostra economia più moderna, innovativa, competitiva e resiliente. Continueremo a lavorare per affrontare le sfide correnti e per prepararci a quelle a venire. Tutte le parti in causa devono intensificare gli sforzi per tener fede agli impegni presi nel quadro dell’Accordo di Parigi“.

Per raggiungere gli obiettivi di Parigi, l’UE ha bisogno di circa 180 miliardi di euro di investimenti extra ogni anno fino al 2030 in efficienza energetica, energie rinnovabili e trasporti puliti. Nel marzo 2018, la Commissione UE ha presentato il suo Piano d’azione per le finanze sostenibili composto da dieci misure legislative e non legislative ambiziose per mobilitare finanziamenti per investimenti sostenibili e crescita sostenibile.

L’ambiente, le risorse e l’efficienza energetica sono già settori molto importanti nell’ambito del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS). L’EFSI 2.0 si concentra ancora di più sugli investimenti sostenibili in tutti i settori per contribuire a raggiungere gli obiettivi della COP21 e contribuire a realizzare la transizione verso un’economia efficiente sotto il profilo delle risorse, circolare e a basse emissioni di carbonio. Almeno il 40% dei progetti FEIS nell’ambito delle infrastrutture e dell’innovazione dovrebbe contribuire agli impegni della Commissione in materia di azione per il clima, in linea con gli obiettivi della COP21. In tale contesto, per il prossimo quadro finanziario pluriennale, la Commissione ha proposto di aumentare il livello di ambizione per l’integrazione del clima in tutti i programmi dell’UE, con un obiettivo di almeno il 25% della spesa dell’UE che contribuisce agli obiettivi climatici. 

Il Rapporto mostra che è possibile conseguire l’obiettivo di +1,5 °C, a condizione che si agisca ora e che si utilizzino tutti gli strumenti a nostra disposizione – prosegue la nota congiunta dei Commissari UE – A dicembre i Paesi si riuniranno al vertice delle Nazioni Unite sul clima (COP24) a Katowice, in Polonia, per valutare i progressi verso i nostri obiettivi climatici globali. Il mondo dovrà elevare l’ambizione collettiva, dobbiamo raggiungere i nostri obiettivi e dobbiamo iniziare a prepararci a raggiungere un’economia carbon neutral il più presto possibile in questo secolo. Questo è il messaggio che porteremo a Katowice. Prendendo in considerazione il prezioso contributo della relazione, la Commissione UE lavorerà per presentare a novembre una strategia dell’UE per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra a lungo termine. Sarà una visione completa per la modernizzazione della nostra economia, delle nostre industrie e del nostro settore finanziario. L’UE lavorerà per ridurre le emissioni di gas serra in linea con l’accordo di Parigi e per rendere la nostra economia più moderna, innovativa, competitiva e resiliente.

Il 25 giugno 2018 i Ministri dei 14 Paesi membri che fanno parte del “Green Growth Group” (GGG), iniziativa avviata nel 2013, in occasione del Vertice europeo per la crescita verdedai Paesi economicamente più importanti dell’UE (tra cui l’Italia) avevano scritto alla Commissione UE, chiedendo di aumentare l’ambizione per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra al 2030, aggiornando i suoi impegni (NDC) al 2020. Peraltro, se venissero pienamente implementati gli attuali impegni comunicati dai vari Paesi al Segretariato UNFCCC, come previsto dall’Accordo di Parigi, il mondo alla fine del secolo sarebbe più caldo tra i 2,6 °C e i 3,2 °C, con le catastrofiche conseguenze delineate nel Rapporto dell’IPCC.

La Commissione UE ha avviato una consultazione pubblica sulla Strategia di lungo termine per la riduzione delle emissioni di gas serra nell’UE, con l’obiettivo di raccogliere punti di vista e opinioni sui percorsi tecnologici e socio-economici che dovrebbero essere esplorati, nonché informazioni dati e conoscenze, comprese opportunità e sfide rilevanti, che è scaduta il 9 ottobre 2018. Entro il mese di novembre tale Strategia dovrebbe essere predisposta, visto che come ribadito dai Commissari è intenzione dell’UE presentarsi con una forte leadership alla COP24, quale prima grande economia ad aumentare i suoi obiettivi climatici nell’ambito dell’ONU, anche se sarà necessario superare le resistenze di Polonia e degli altri Paesi membri dell’est che fanno ancora troppo affidamento sul carbone per le loro economie, che sono per una Strategia più conservativa per rimanere solo al di sotto dei +2 °C:

Ora i risultati del Rapporto potrebbero dare alla Commissione UE la spinta necessaria per definire un percorso net zero emissioni al 2050, visto che gli scenari previsti dall’IPCC differiscono notevolmente tra un aumento di 2 °C anziché di 1,5 °C.

Anche se vi fosse un sostegno politico per il percorso a zero emissioni, le modalità di presentazione delle opzioni da parte della Commissione UE, in particolare l’impatto finanziario di ciascun scenario, peseranno notevolmente sulla scelta da compiere.

Inoltre, il settore industriale in generale non sembra essere al momento disponibile a cambiare radicalmente i propri processi produttivi, palesando il rischio che combattere questa battaglia per una costosa transizione energetica non avrebbe senso che il resto del mondo non seguisse l’esempio dell’UE.

Poiché non esiste un pianeta B, salvare il pianeta Terra dovrebbe essere la nostra principale missione – concludono comunque i Commissari – A tal fine, la ricerca e l’innovazione svolgeranno un ruolo cruciale nei nostri sforzi per affrontare i cambiamenti climatici e l’UE continuerà a guidare in tale settore. Abbiamo posto il clima al centro della nostra proposta di Horizon Europe, il nuovo programma di ricerca e innovazione dell’UE. Proponiamo di investire il 35% del programma in obiettivi climatici, attraverso lo sviluppo di soluzioni innovative e convenienti a zero emissioni di carbonio. Dobbiamo aumentare le nostre ambizioni nella lotta ai cambiamenti climatici in linea con i risultati di questo Rapporto e trasformare le sfide di oggi in opportunità”. 

Verificheremo quanto influirà il messaggio insito nel Rapporto, più allarmante di quel che finora si pensava, sulle decisioni che l’imminente COP24 (Katowice, 2-13 dicembre 2018) dovrà assumere, ma non c’è molto ottimismo sull’immediatezza della risposta, come chiedono gli scienziati dell’IPCC.

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