27 Maggio 2022
Agroalimentare Scienze e ricerca

Coltivare in casa verdure: l’ENEA sperimenta sistema innovativo

Dopo “Microcosmo”, il simulatore di campo progettato e realizzato per allevare vegetali in ambiente confinato, co-brevettato con FOS spa, i ricercatori del Laboratorio Bioprodotti e Bioprocessi dell’ENEA, stanno mettendo a punto un dispositivo più semplice ed economico che permetta anche al singolo cittadino di coltivare in casa al chiuso senza dover necessariamente avere particolari competenze o sostenere costi proibitivi.

Coltivare in casa verdure grazie ad un nuovo sistema semplice, sostenibile, low-cost e senza uso di pesticidi, che prevede illuminazione di precisione, ventilazione mirata e uso minimo d’acqua.

È l’obiettivo che si propongono ricercatori dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) impegnati in attività del settore della coltivazione non convenzionale presso i laboratori della Divisione Biotecnologie e Agroindustria.

Il punto di forza del dispositivo, che si presenta come un semplice scaffale mobile di dimensioni adatte ad alloggiare la piante da coltivare, è costituito da un sistema di illuminazione sviluppato da Becar srl del Gruppo Beghelli leader nel settore, in collaborazione con ENEA nell’ambito del Progetto I.S.A.A.C. (Innovativo sistema illuminotecnico per l’allevamento di vegetali in ambienti chiusi e per migliorare il benessere umano), finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) su fondi PON Imprese e Competitività 2014-2020, e basato su LED che forniscono alle piante la luce nello spettro utile alla fotosintesi e con intensità adeguate a far crescere le piante sane. Questo sistema di illuminazione di ultima generazione, abbinato alla ventilazione mirata ai fabbisogni delle piante e all’utilizzo di substrati convenzionali (terreno, terriccio, compost), permette di compiere in ambienti domestici un ciclo completo di produzione di verdure. I primi esperimenti hanno riguardato un ciclo completo di Zafferano e si stanno conducendo prove anche per Lattuga e Pomodoro.

Il sistema è un vero e proprio downgrade del ‘Microcosmo’, il primo simulatore di campo hi-tech destinato alla ricerca scientifica mai realizzato in Italia per la coltivazione di piante al chiuso e in ambienti estremi – ha spiegato Luigi d’Aquino, ricercatore ENEA del Laboratorio Bioprodotti e Bioprocessi – Rispetto a ‘Microcosmo’ questo dispositivo è più semplice ed economico da gestire, consentendo di coltivare al chiuso anche in ambienti domestici con buone rese produttive, e permettendo  anche al singolo cittadino di diventare produttore senza dover necessariamente avere particolari competenze o sostenere costi proibitivi”.

Microcosmo (The Smart Field Simulator), brevetto di ENEA e FOS s.p.A, industria tecnologica innovativa italiana, e commercializzato dalla start-up Piano Green srl attiva in ambito agro-tecnologico, è un simulatore di campo progettato e realizzato per allevare vegetali in ambiente confinato e in condizioni ambientali controllate, che riproduce l’ecosistema esistente attorno a una pianta in un vero campo coltivato, dall’ambiente aereo fino al terreno.

Il sistema consente di controllare, anche da remoto, tutti i principali fattori ambientali che agiscono sulla crescita e sullo sviluppo dei vegetali, compresa la somministrazione di luce. È anche possibile modificare la gamma di parametri ambientali controllati in funzione di particolari esigenze dell’operatore.

Le coltivazioni in ambiente controllato crescono in tutto il mondo e anche se i dati non sono ancora definitivi, le stime per l’anno appena passato indicano che globalmente il giro d’affari abbiano superato i 4 miliardi di dollaritenendo conto solo delle apparecchiature, del lavoro e dei consumabili (sementi, concimi, substrati). Si viaggia su una media del 25% l’anno, molto elevata per un settore “hard”, dove gli investimenti vanno in gran parte in cose “fisiche”. Secondo i dati di PitchBook, una società di analisi del mercato degli investimenti in innovazione, nel 2020, in piena pandemia, sono stati investiti nell’indoor farming 1,86 miliardi di dollari. La tendenza ha accelerato nel 2021: nel periodo agosto 2020-agosto 2021, gli investimenti hanno totalizzato 2,71 miliardi.

Anche in Italia, il settore è in forte espansione, come testimonia la nascita della ANIFUS (Associazione Nazionale Imprese Fuori Suolo), presentata in occasione dell’annuncio che NovelFarm, il più importante evento italiano interamente dedicato alle nuove tecniche di coltivazione, fuori suolo e vertical farming che ancora per il 2022 avrà luogo a Pordenone Fiere (25-26 maggio 2022), in contemporanea con AquaFarm, la Mostra-Convegno internazionale dedicata ad acquacoltura e industria della pesca sostenibile, dal prossimo anno avrà una sua autonoma identità e, abbinata ad AlgaeFarm, l’appuntamento dedicato a tecnologie e applicazioni in alghicoltura, si svolgerà sempre a Pordenone Fiere nei giorni 23 e 24 marzo 2023.

Il Presidente di Pordenone Fiere, Renato Pujatti riferendosi ad un messaggio di Michelangelo Agrusti, Presidente di Confindustria Alto Adriatico, ha anticipato la notizia che l’ANIFUS sarà accolta all’interno di Confindustria.

Alla terza edizione con un’identità propria NovelFarm è già abbastanza grande da pianificare di camminare da sola – ha sottolineato Pujatti – La manifestazione di riferimento in Italia e nel Sud-Europa per le coltivazioni agricole di nuova generazione, in ambiente protetto, vertical farm e idroponica dal 2023 avrà una collocazione temporale diversa da AquaFarm, la grande fiera sull’acquacoltura e la pesca sostenibile che l’ha tenuta a battesimo, prima come programma convegnistico poi come manifestazione in co-location”.

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