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CO.N.I.P.: DATI REALI CERTIFICANO L’EFFICIENZA DEL SISTEMA

Ad Ecomondo per socializzare gli importanti risultati di riciclo raggiunti dal sistema e per comunicare il risultato raggiunto dell’EPD la Dichiarazione Ambientale di Prodotto che descrive gli impatti ambientali legati al ciclo di vita delle cassette.

Un sistema di gestione specifico dei materiali, lecassette in plastica, che nonostante i contraccolpi delle varie crisi energetiche, economiche, politiche, si è dimostrato virtuoso e resiliente; è quello delCO.N.I.P.ilConsorzio Nazionale Imballaggi in Plasticache, in occasione della XXVI edizione di Ecomondo, sarà presente con un proprio spazio espositivo al padiglioneB1 stand 411-510per comunicare i propri risultati e festeggiare25 annidi impegno nell’economia circolare.

Per apprendere dalla viva voce dei protagonisti lo stato dell’arte del Consorzio e le sue prospettive abbiamo rivolto alcune domande aFabiola Mosca,Direttrice Generale CO.N.I.P.

Quali sono i risultati conseguiti nel 2022 dal CO.N.I.P. in merito alla gestione dei flussi di imballaggi in plastica: raccolta e avvio a riciclo?

Il sistema CO.N.I.P. nel 2022 ha recuperato ed avviato a riciclo circa il 73% delle casse in plastica immesse sul mercato nazionale superando ampiamente e in largo anticipo gli obiettivi minimi di riciclo previsti dalle vigenti normative europee che vedono per il settore degli imballaggi in plastica un obiettivo di riciclo da raggiungere entro il 31 dicembre 2025 pari al 50% dell’immesso sul mercato e del 55% entro il 31 dicembre 2030. Gli importanti obiettivi raggiunti dimostrano l’efficacia e l’efficienza della rete di raccolta del sistema consortile che si è consolidata negli anni e che rappresenta un indicatore del funzionamento stesso del closed loop implementato dal CO.N.I.P. fin dalla sua costituzione per la gestione delle casse in plastica fine vita.

Non è mistero che, in questi ultimi anni, il sistema industriale tutto – e quello del riciclo non fa differenza – abbia sofferto dei contraccolpi della crisi economica ed energetica post-covid. Quali strategie di sostegno al proprio comparto ha messo in campo CO.N.I.P.?

L’inizio della guerra in Ucraina ha prodotto la grande crisi energetica, caratterizzata dal netto aumento dei prezzi delle materie prime con il conseguente aumento dell’inflazione. Da quel momento sono iniziate le problematiche che tutt’ora attanagliano il settore. Per quanto riguarda l’immesso al consumo delle casse in plastica nel 2022 c’è stato un decremento dovuto principalmente al calo del consumo di ortofrutta (-8% rispetto al 2021) da parte dei cittadini italiani a seguito della crescente inflazione che ha ridotto il potere di acquisto degli stessi e a causa del moltiplicarsi degli eventi metereologici estremi che hanno provocato ingenti danni sui raccolti con una conseguente minor produzione ortofrutticola.  In termini quantitativi il calo di immesso al consumo è stato di circa il 9% rispetto al 2021.

Per quanto riguarda le aziende che effettuano la raccolta e l’avvio al riciclo degli imballaggi in plastica, il 2022 è stato un anno particolarmente difficile in quanto hanno subito gli esagerati rincari energetici e l’impatto dell’inflazione si è ribaltata sui costi di gestione in generale. Inoltre, la crisi energetica ha fatto continuare, nella prima parte del 2022, il trend di rincaro dei prezzi delle materie prime seconde già iniziato nel 2021, poi diminuito nella seconda parte dell’anno. Questo ha comportato una persistente difficoltà per le aziende nel reperimento delle materie prime seconde oltre che un aggravio di costi che si è ribaltato di contro sul prezzo finale delle casse in plastica. Nonostante tutto il CO.N.I.P. è riuscito a raggiungere importanti obiettivi di riciclo. Questo grazie al grande impegno profuso dai raccoglitori/recuperatori/riciclatori appartenenti al circuito consortile che, nonostante le enormi difficoltà, hanno garantito il servizio di ripresa, ritiro ed avvio a riciclo delle casse fine vita.  CO.N.I.P. interviene in favore dei suoi consorziati con incentivi economici a sostegno dell’attività di raccolta ed avvio a riciclo, oltre che a supportare l’ottenimento di certificazioni ambientali e di prodotto, indispensabili oggi per la tracciabilità e la certificazione dei prodotti realizzati con plastica riciclata.

Quale futuro si prospetta per le casse in plastica da riciclo?
Come saprete è in discussione al Parlamento Europeo la bozza di Regolamento sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio che sembra voler convergere tutti gli imballaggi in plastica verso il riutilizzo a discapito del riciclo, e quindi il futuro delle casse in plastica a marchio CO.N.I.P. dipenderà dall’evolversi di tale regolamento. L’Italia, come è ormai noto, è il paese europeo più virtuoso in tema di riciclo avendo di gran lunga superato gli obiettivi fissati dall’Unione Europea. Negli ultimi venticinque anni le aziende hanno fatto ingenti investimenti sulle tecnologie di riciclo ed ora, la stessa Europa che spingeva sull’economia circolare, sulla transizione ecologica ora vira improvvisamente verso il riutilizzo. Siamo fiduciosi nel Governo italiano e negli europarlamentari che stanno lavorando a Bruxelles alla modifica del testo recependo tutte le critiche e le preoccupazioni del comparto degli imballaggi in plastica. Per quanto riguarda il CO.N.I.P. e la cassetta per ortofrutta se dovesse essere approvato il testo del Regolamento così come è stato proposto, significherebbe che a decorrere dal 01 gennaio 2030, per il 30% le cassette dovranno essere riutilizzabili e, a decorrere dal 01 gennaio 2040, per il 90% nell’ambito quindi di un sistema di riutilizzo. Questo comporterebbe un totale rinnovo dell’assetto produttivo delle nostre aziende con conseguente aggravio di costi. Ma non solo, l’imballaggio non potrà più essere personalizzato, verranno prodotti pochi formati e standardizzati a differenza di oggi che vengono prodotti oltre 400 modelli adatti ad ogni tipologia di frutta e verdure che deve contenere. Le cassette dovranno essere indubbiamente più pesanti per consentire più rotazioni con maggior consumo di materie prime, ridotti volumi nei trasporti e maggiori costi. Oltretutto la proposta di Regolamento presentata dal Parlamento Europeo è puramente ideologica senza alcun studio di Life Cycle Assessment che dimostri che il sistema di riutilizzo sia più efficiente da un punto di vista economico, ambientale, di sicurezza alimentare e della salute di quello del riciclo. Infatti, per poter riutilizzare un imballaggio che va a contatto con alimenti occorre ritirarlo dopo ogni utilizzo, lavarlo e sanificarlo con ingenti consumi di acqua, energetici e di CO2.

In che misura il sistema CO.N.I.P. si confronta con il principio della Responsabilità Estesa del Produttore?

CO.N.I.P.èun sistema EPR che è stato fondato da produttori di cassette in plastica nel 1998 al fine di gestire correttamente i propri imballaggi fine vita evitandone lo smaltimento in discarica.  I produttori finanziano il Consorzio con il contributo che viene applicato sulle cassette immesse sul mercato nazionale al fine di garantire la ripresa, raccolta, recupero ed avvio a riciclo dei propri imballaggi al termine del loro utilizzo.

Che cosa porterà quest’anno il Consorzio ad Ecomondo, in termini di istanze, risultati, appelli al Legislatore?

Ad Ecomondo porteremo in primis gli importanti risultati di riciclo raggiunti dal sistema oltre alla comunicazione dell’ottenimento dell’EPD la Dichiarazione Ambientale di Prodotto che descrive gli impatti ambientali legati al ciclo di vita delle cassette. Questa importante certificazione è uno strumento per comunicare in modo chiaro, trasparente ed oggettivo le prestazioni ambientali delle cassette prodotte con plastica riciclata lungo tutta la filiera; perché la filosofia del Consorzio è quella di comunicare dati certificati, reali che dimostrino in maniera inconfutabile l’efficacia e l’efficienza del sistema soprattutto in un clima come quello degli ultimi anni di demonizzazione generale della plastica. CO.N.I.P., proprio per questo ha voluto intraprendere una comunicazione chiara, articolata, trasversale e meno semplicistica per spostare il focus sulla gestione dei prodotti in plastica fine vita; non è infatti il materiale in quanto tale che inquina ma la mal gestione del suo fine vita. La plastica negli anni si è dimostrata essere un materiale difficilmente sostituibile in molti settori per le sue caratteristiche di igienicità e di protezione degli alimenti.

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