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Le emissioni degli edifici hanno raggiunto nel 2019 il massimo storico

Il nuovo Rapporto della Global Alliance for Buildings and Construction (GABC) rileva che le emissioni derivanti dal funzionamento degli edifici hanno raggiunto nel 2019 il livello più alto, allontanando ulteriormente il settore dal realizzare la sua enorme potenzialità di rallentare i cambiamenti climatici e contribuire in modo significativo agli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Il settore dell’edilizia globale deve quintuplicare i suoi sforzi di decarbonizzazione per avvicinarsi al raggiungimento di zero emissioni di carbonio entro il 2050, atteso che le emissioni derivanti dalle attività edili hanno raggiunto il massimo storico nel 2019.

Il dato emerge dalla V edizione di “2020 Global Status Report. Towards a Zero-Emission, Efficient and Resilience Buildings and Construction Sector”, il Rapporto della Global Alliance for Buildings and Construction (GABC), l’iniziativa lanciata al COP21 di Parigi che riunisce 130 organizzazioni intergovernative, imprese, associazioni, reti e think tank, e 29 Paesi con lo scopo di mobilitare tutte le parti interessate a concentrarsi sulla realizzazione di edifici e costruzioni a emissioni zero, efficienti e sostenibili dal punto di vista energetico, pubblicato il 16 dicembre 2020 e realizzato con il coordinamento dell’UNEP (Programma Ambiente delle Nazioni Unite) dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA).

Attualmente, gli edifici rappresentano circa il 40% delle emissioni mondiali di gas serra, il 36% dell’intero consumo energetico, è responsabile del 50% delle estrazioni di materie prime e del consumo di 1/3 di acqua potabile.

Il Rapporto ha rilevato che mentre il consumo globale di energia degli edifici è rimasto costante nel corso degli ultimi anni, le emissioni di CO2 legate ai consumi energetici del settore sono aumentate nel 2019 raggiungendo 9,95 GtCO2, determinato dal passaggio dall’uso diretto di carbone, petrolio e biomasse tradizionali verso l’elettricità ad alta intensità di carbonio a causa dell’elevata percentuale di combustibili fossili utilizzati per la generazione. In aggiunta alle emissioni operative, il settore edile ha rappresentato il 38% delle emissioni globali di CO2 correlate ai consumi energetici.

Il nuovo Buildings Climate Tracker della Global ABC in collaborazione BPIE, think tank indipendente leader in Europa sul rendimento energetico degli edifici., contestualmente presentato con il Report, che prende in considerazione misure come investimenti incrementali per l’efficienza energetica negli edifici e la quota di energia rinnovabile negli edifici globali, ha rilevato che il tasso di miglioramento tra il 2016 e il 2019 si è dimezzato. Per portare il settore degli edifici sulla buona strada per raggiungere zero emissioni di carbonio entro il 2050, tutti gli attori della catena del valore degli edifici devono aumentare di 5 volte le azioni di decarbonizzazione e di riduzione del loro impatto.

Composizione ponderata del Tracker

L’imminente aggiornamento degli impegni nazionali sul clima ai sensi dell’Accordo di Parigi (NDCs) offre l’opportunità per affinare le misure esistenti e includere nuovi impegni nel settore dell’edilizia e delle costruzioni. Gli edifici rimangono un’area importante che manca di politiche di mitigazione specifiche, ma nonostante la sua importanza per ridurre le emissioni globali di CO2, di tutti i Paesi che hanno presentato finora i nuovi NDCs, solo 53 menzionano l’efficienza energetica degli edifici e solo 38 specificano le classi energetiche degli edifici.

I governi nazionali devono intensificare gli impegni nei NDCs, nelle strategie climatiche a più lungo termine e nel sostegno alla regolamentazione per stimolare l’adozione di edifici a emissioni nette zero. Ciò significa dare la priorità all’obbligatorietà dei classi energetiche degli edifici basate sulle prestazioni insieme a misure di certificazione diffuse e lavorare a stretto contatto con i governi subnazionali per facilitarne l’adozione e l’attuazione.

L’aumento delle emissioni nel settore degli edifici e delle costruzioni sottolinea l’urgente necessità di una tripla strategia per ridurre in modo aggressivo la domanda di energia nell’ambiente costruito – ha affermato Inger Andersen, Direttore esecutivo dell’UNEP – Decarbonizzare il settore energetico e implementare strategie sui materiali che riducano le emissioni di carbonio nell’intero ciclo di vita. I pacchetti di recupero verde possono fornire la scintilla che ci consentirà di muoverci rapidamente nella giusta direzione. Spostare il settore degli edifici e delle costruzioni su un percorso a basse emissioni di carbonio rallenterà i cambiamenti climatici e produrrà forti benefici per la ripresa economica, quindi dovrebbe essere una chiara priorità per tutti i Governi“.


Fonti: (IEA 2020d; IEA 2020b)

Il recente Rapporto Emissions Gap 2020 dell’UNEP) ha rilevato che una ripresa verde dalla pandemia potrebbe ridurre fino al 25% le emissioni di gas serra previste per il 2030 e avvicinare il mondo al raggiungimento dell’obiettivo dei 2 ° C dell’Accordo di Parigi.

Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), per raggiungere zero emissioni di carbonio entro il 2050 le emissioni dirette di CO2 degli edifici dovranno diminuire del 50% e le emissioni indirette del settore edile del 60% il 2030, corrispondentia una diminuzione delle emissioni del settore edile di circa il 6% all’anno fino al 2030, simile alla diminuzione del 7% delle emissioni di CO2 del settore energetico globale del 2020 a causa della pandemia.

Sebbene le attività di costruzione siano diminuite del 20-30% nel 2020 rispetto al 2019 a causa della pandemia e si sia perso o sia a rischio circa il 10% dei posti di lavoro complessivi nel settore dell’edilizia, Il Piano di ripresa sostenibile che l’IEA ha pubblicato nel giugno 2020, prevede che si creerebbero fino a 30 posti di lavoro nel settore manifatturiero e edile per ogni milione di dollari investito in ristrutturazioni o misure di efficienza nelle nuove costruzioni.

I Governi potrebbero aiutare a raggiungere questi vantaggi includendo sistematicamente misure di decarbonizzazione degli edifici nei pacchetti di recupero, incanalando gli investimenti in edifici a basse emissioni di carbonio e aumentando i tassi di ristrutturazione per l’efficienza energetica.

L’UE con l’adozione della Strategia Renovation Wave punta a raddoppiare i tassi di ristrutturazione nei prossimi dieci anni per ridurre il consumo di energia e risorse negli edifici. Entro il 2030 potrebbero essere ristrutturati 35 milioni di edifici e creati fino a 160.000 nuovi posti di lavoro verdi nel settore edile.

Dobbiamo affrontare con urgenza le emissioni di carbonio dovute agli edifici e al settore delle costruzioni, che costituiscono quasi il 40% delle emissioni globali di carbonio – ha affermato Nigel Topping, High-Level Climate Champion delle Nazioni Unite per Campagna “Race to Zero” , lanciata l’anno scorso per supportare una ripresa sana, resiliente e senza emissioni di carbonio, in grado di prevenire minacce future, creare posti di lavoro dignitosi e consentire una crescita inclusiva e sostenibile – Dobbiamo segnalarlo ai Governi durante la prossima COP26 sui cambiamenti climatici per ispirare politiche e decisioni che si traducano in una significativa decarbonizzazione di questo settore. Dobbiamo sfidare l’impatto climatico della produzione di acciaio e calcestruzzo ed affinché diventino i materiali decarbonizzati del futuro dipenderà dalla velocità con cui tali industrie saranno in grado di innovare di fronte alle nuove tecnologie dirompenti. Abbiamo alcuni impegni di vasta portata nell’ambito dell’iniziativa, obiettivi basati sulla scienza da parte delle principali aziende di materiali che possono servire da esempi in grado di spingere l’industria ad andare oltre, insieme”.

Nel 2019, la spesa per edifici efficienti dal punto di vista energetico è aumentata per la prima volta negli ultimi 3 anni, con un aumento dell’efficienza energetica degli edifici nei mercati globali fino a 152 miliardi di dollari nel 2019, il 3% in più rispetto all’anno precedente. Questa è solo una piccola parte dei 5,8 trilioni di dollari spesi in totale nel settore dell’edilizia e delle costruzioni, ma ci sono segnali positivi in ​​tutto il settore degli investimenti che la decarbonizzazione degli edifici e l’efficienza energetica stanno prendendo piede nelle strategie di investimento.

Ad esempio, delle 1.005 società immobiliari, sviluppatori, REITS (Real Estate Investment Trust) e fondi che rappresentano nel 2019 oltre 4,1 trilioni di dollari di asset in gestione che fanno riferimento al Global ESG Benchmark for Real Assets, per il 90% ha allineato i propri progetti agli standard di rating per l’edilizia verde per le costruzioni e le relative operazioni. Gli edifici verdi rappresentano una delle maggiori opportunità di investimento globale del prossimo decennio, stimato dall’International Finance Corporation (IFC) in 24,7 trilioni di dollari entro il 2030, nel suo ultimo Rapporto.

Il Rapporto Global ABC contiene un elenco di raccomandazioni per imprese e governi per sostenere il miglioramento della sostenibilità del settore delle costruzioni, tra cui:
– condurre analisi del flusso di materiali per quelli da costruzione alle diverse scale (edificio, città, regione, paese, globale);
– livellare il campo di gioco tra risorse di materiali primari e secondari includendo aspetti ambientali e sociali nonché considerazioni economiche e tecniche nella classificazione delle risorse;
– sviluppare standard per strutture modulari che vengano assemblate in loco da componenti fabbricati fuori sede per supportare la fase di demolizione rapida e sicura e il riutilizzo dei materiali;
– utilizzare alternative locali al cemento e all’acciaio ad alta intensità di carbonio;
– considerare conseguenze nelle sostituzioni di materiali, ad esempio, impatti sugli stock forestali;
– sviluppare sistemi per consentire il riciclaggio del legname a un valore più elevato prima del recupero energetico;
– sviluppare piattaforme per la vendita e l’acquisto di materiali e componenti da costruzione già utilizzati;
– attuare politiche per ridurre al minimo la completa demolizione e preservare i materiali da costruzione esistenti.

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