Agroalimentare

Biofertilizzanti: riducono concimi chimici e migliorano salute suoli

In Europa e in Cina, un team di ricercatori, nell’ambito del Progetto europeo trans4num, sta analizzando il modo in cui i fertilizzanti biologici, i sistemi circolari basati sulla biomassa e la diversificazione delle colture possano migliorare la gestione dei nutrienti del suolo in modo ecocompatibile.

I biofertilizzanti possano contribuire a ridurre la dipendenza da input chimici di sintesi e a migliorare la salute del suolo.

È quanto emerge dall’approfondimento “Results Pack sui fertilizzanti di origine biologica” , pubblicato suCORDIS, il servizio d’informazione in materia di ricerca e sviluppo dell’UE, che illustra11 progetti d’eccellenzaincentrati sull’economia circolare e sul recupero dei nutrienti, nell’ambito delProgetto trans4num(transformation for sustainable nutrient supply and management), finanziato dall’UE, che ha analizzato una serie disoluzioni promettenti in diverse località in Europa e in Cina.

I fertilizzanti svolgono un ruolo significativo nella sicurezza alimentare e l’UE dipende in larga misura dalle importazioni di fertilizzanti minerali e basati su combustibili fossili. Attraverso lo svolgimento di iniziative di ricerca e innovazione, l’UE intende migliorare la disponibilità e l’accessibilità economica dei fertilizzanti per gli agricoltori e la produzione alimentare e, a tal proposito, ifertilizzanti di origine biologica(BBF) possono svolgere un ruolo di primo piano.

Al tempo stesso,la visione per l’agricoltura e l’alimentazione dell’UE prevede di ridurre l’uso di sostanze chimiche sintetiche sostenendo i BBF, il che consentirà di rafforzare l’autonomia strategica e la resilienza dell’UE attraverso il potenziamento della produzione interna grazie alla valorizzazione locale dei residui agricoli e forestali.

Inoltre, il raggiungimento di questo obiettivoridurrà le dipendenze dall’estero,diversificherà i flussi di valore dei produttori primarieaccelererà la transizione verso un’economia decarbonizzata e circolare. Le recenti interruzioni dell’approvvigionamento e la volatilità dei prezzi rendono più che mai urgente la necessità di agire.

Lo scorso maggio la Commissione europea ha pubblicato il proprioPiano d’azione sui fertilizzanti, volto a garantire l’accessibilità economica e la sicurezza dell’approvvigionamento nel breve termine mediante misure a più lungo termine intese arafforzare la produzione interna di fertilizzanti,diversificare l’approvvigionamentoemigliorare la gestione dei nutrienti.

Sotto la guida diAndrea Knierim, dell’Università di Hohenheim (Stoccarda) e coordinatrice del Progetto trans4num, i ricercatori hanno analizzato unaserie di soluzioni promettenti in diverse località in Europa e in Cina.

Integrare le soluzioni basate sulla natura in un contesto specifico
Esistono numerosenature based solutions(NBS) incentrate su tematiche quali ilripristino del suolo, lagestione dei nutrientie lostoccaggio del carbonioe la loro efficacia dipende dal coinvolgimento di un’ampia gamma di parti interessati. Inoltre, il contesto è sempre un fattore di fondamentale importanza. Collaborando con 22 partner in Europa e in Cina, trans4num hatestato 20 NBS in 7 regioni caratterizzate da sistemi agricoli intensivi, dalla produzione di colture quali grano, orzo e patate e da elevati livelli di impiego di fertilizzanti e di meccanizzazione.

Tra isiti europeifiguravano terreni agricoli inDanimarca,Ungheria,Regno UnitoePaesi Bassi, mentre inCina i siti di sperimentazione comprendevano campi situati nell’altopiano diChongqing, nellapianura della Cina settentrionalee nellapianura della Cina nord-orientale.

Il progetto si è concentrato in particolare suifertilizzanti di origine biologicae sullarotazione delle colture. In particolare, i fertilizzanti ottenuti dal digestato, dairesidui delle bioraffineriee da altrimateriali organicisi sonorivelati particolarmente promettenti, evidenziando come i biofertilizzanti possano contribuire a ridurre ladipendenza da input chimici di sintesi e a migliorare la salute del suolo.

“I nostri risultati dimostrano che i fertilizzanti a base biologica sono tecnicamente pronti per essere utilizzati nei sistemi di agricoltura intensiva da noi selezionati– spiegaQirui Li, ricercatore presso l’Università di Hohenheim e coordinatore della ricerca –La sfida principale non è la convalida del concetto, ma motivare il coinvolgimento degli agricoltori e creare le condizioni economiche, normative e di consulenza necessarie per un’adozione su larga scala”.

Anche la rotazione delle colture presenta un grande potenziale. Nei diversi siti pilota sono state adottate diverse rotazioni colturali, che hanno permesso di ottenere lo stesso risultato: la diversificazione delle colture migliora la struttura e la biodiversità del suolo e contribuisce alla valorizzazione dei sistemi circolari di biomassa. Una NBS di successo richiede un approccio multifattoriale e basato sul contesto.

“Una conclusione fondamentale è che le NBS più promettenti non sono singole pratiche– sottolinea Li –bensì interventi integrati che mettono in relazione colture, suoli, biomassa, nutrienti e potenziali catene del valore”.

Strumenti per la gestione dei nutrienti destinati agli agricoltori
Anche la NBS più promettente non può riuscire a trasformare l’agricoltura senza il sostegno delle parti interessate
. Per gli agricoltori che devono affrontare rischi, costi e decisioni a breve termine, può risultare difficile dare priorità ai benefici a lungo termine delle NBS.

Per favorire l’adozione su larga scala di queste NBS,trans4numha adattato lo standard globale della IUNC, in un quadro di riferimento integrato che valuta la funzionalità ecologica e la sostenibilità socio-economica, nonché le condizioni istituzionali e di governance che ne consentono l’attuazione, e una serie distrumenti di facile utilizzo a supporto degli agricoltori.

“I primi riscontri da parte di agricoltori, consulenti e parti interessate sono stati molto positivi– aggiunge Li – Gli utenti mettono costantemente in evidenza che, affinché gli strumenti possano essere adottati su larga scala, devono essere semplici da usare, adattati al contesto locale e collegati a sistemi di consulenza affidabili”.

Anche se vi fossero sistemi NBS validi a disposizione, la loro adozione non sarà facile:i paesi europei sono ostacolati dalla complessità normativa e dall’incertezza degli incentivi di mercato, mentre in Cina l’attuazione di progetti pilota e l’adozione di politiche possono avvenire più rapidamente, è difficile estendere l’applicazione delle innovazioni in materia di NBS a contesti locali diversi. Tuttavia, riflettendo attentamente su come accelerare l’adozione di tali NBS in contesti climatici, agricoli e governativi diversi,trans4numha gettato le basi per un futuro dell’agricoltura basato sulla natura.

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