CdC RAEERisorse e rifiuti

Veicoli fuori uso: in vigore il nuovo Regolamento

Il Regolamento 2026/1738/UE che sostituisce le vecchie direttive sui veicoli fuori uso e sulla loro omologazione è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri senza bisogno di leggi di recepimento nazionali impone obblighi rigidi che coprono l’intero ciclo di vita del veicolo, dalla progettazione fino allo smaltimento. Per supportare case automobilistiche e importatori nella gestione del fine vita dei veicoli, accompagnando il settore automotive nella transizione è nato ELV Italia, il primo Consorzio italiano per la gestione dei veicoli fuori uso, nato all’interno dell’ecosistema dei Consorzi Cobat.

Entra in vigore oggi (13 agosto 2026) ilRegolamento2026/1738/UErelativo airequisiti di circolarità per la progettazione dei veicoli e alla gestione dei veicoli fuori usoper rafforzare la circolarità del settore automobilistico e a sostenere l’autonomia strategica dell’Europa.

Ogni anno, in Europa,tra 10 e 12 milioni di veicoli giungono a fine vita e vengono trattati come rifiuti. I veicoli fuori uso rappresentano una fonte affidabile di materie prime preziose. Se non vengono gestiti correttamente, possono pertanto causare problemi ambientali, mentre l’economia europea perde milioni di tonnellate di materiali.Favorendo il recupero, il riutilizzo e il riciclaggio di acciaio, alluminio, rame e plastica, il Regolamentorafforzerà la sicurezza delle risorse europee, ridurrà la dipendenza dalle materie prime vergini importate, sosterrà l’industria e diminuirà i rifiuti. Inoltre, creerànuove opportunità commerciali lungo l’intera catena di approvvigionamento,favorirà unamaggiore collaborazione tra produttori, operatori della demolizione e riciclatorieridurrà i rifiuti e l’impatto ambientale.

“Il regolamento sui veicoli fuori uso non riguarda soltanto i rifiuti: riguarda la resilienza e il futuro industriale dell’Europa– ha dichiarato il Vicepresidente esecutivo per la Prosperità e la strategia industriale,Stéphane Séjourné –Contribuisce a ridurre le nostre dipendenze dai fornitori esterni, rafforza la sicurezza economica dell’Europa e consente di mantenere nell’UE le risorse strategiche. Non si tratta soltanto di una buona politica ambientale, ma di una politica industriale pragmatica e lungimirante.”

I produttori dovranno fornire istruzioni chiare e dettagliate per la rimozione e la sostituzione dei componenti sia durante l’utilizzo del veicolo sia al termine del suo ciclo di vita, agevolandone così lo smantellamento e il riutilizzo.

UnPassaporto digitale di circolarità, consultabile tramite QR code, accompagnerà il veicolo lungo tutto il suo ciclo di vita o DPP), tracciando la composizione dei materiali, la percentuale di riciclo le modalità di riciclo, le modalità di smontaggio e la storia del veicolo.

L’introduzione dellaResponsabilità Estesa del Produttore (EPR)per gli autoveicoli sposta sui produttori la responsabilità finanziaria e organizzativa dell’intero ciclo di vita dei veicoli, inclusa la gestione dei veicoli fuori uso (ELV), promuovendo un riciclaggio di maggiore qualità.

Potranno essereesportate al di fuori dell’UE solo le autovetture idonee alla circolazione.

Inoltre, il Regolamento introduce i primi obiettivi obbligatori in Europa per l’impiego di materiali riciclati:
– entro 6 anni dall’entrata in vigore del Regolamento almeno il15% della plastica utilizzata nei nuovi veicoli dovrà provenire da materiale riciclato;
– entro 10 anni la quota di plastica riciclata saliràal 20% ottenuta direttamente dal recupero dei veicoli fuori uso.

Le misure volte a promuovere il riutilizzo, la rigenerazione e il ricondizionamentoaumenteranno la disponibilità di pezzi di ricambio di seconda mano. Restano confermati gli obiettivi europei di 85% di riutilizzo e riciclo e 95% di riutilizzo e recupero del peso medio dei veicoli a fine vita.

“Il nuovo regolamento sui veicoli fuori uso stabilisce un nuovo standard europeo per la progettazione, la produzione e il recupero dei veicoli– ha affermato la Commissaria per l’Ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva,Jessika Roswall–Si tratta di qualcosa di più del semplice riciclaggio: significa garantire la disponibilità di materie prime critiche e rendere il nostro settore automobilistico veramente circolare. Ogni auto smantellata e ogni tonnellata di acciaio, alluminio, rame o plastica recuperata rappresentano un passo verso un’Europa più resiliente”.

Per rispondere a questa trasformazione del settore, è stato fondato lo scorso maggioELV Italia, il primo Consorzio italiano per la gestione dei veicoli fuori uso, nato all’interno dell’ecosistema dei Consorzi Cobat. Il cui fine è di supportare case automobilistiche e importatori nella gestione del fine vita dei veicoli, accompagnando il settore automotive nella transizione verso il nuovo Regolamento. Attraverso un modello basato su tracciabilità, governance della filiera e recupero delle materie prime, il Consorzio mette a disposizione strumenti operativi e infrastrutture per garantire conformità normativa, efficienza industriale e sostenibilità ambientale.

L’obiettivo non è limitarsi a garantire la conformità normativa, maguidare la costruzione di una filiera più efficiente, trasparente e competitiva, capace di valorizzare il recupero delle materie prime, assicurare la piena tracciabilità dei flussi e trasformare gli obblighi europei in un’opportunità di sviluppo industriale.

Immagine di copertina: Pixabay

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