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Conferenza UE in Finlandia: approcci innovativi per sostenibilità dell’Artico

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Alla Conferenza ad Alto Livello in Finlandia, l’Alto rappresentante dell’UE per gli Affari esteri e la Sicurezza Mogherini e il Commissario UE per l’Ambiente Vella sottolineano come i cambiamenti in atto nella Regione siano una minaccia non solo ambientale, ma anche per la sicurezza globale. Per l’occasione l’Agenzia Europea dell’Ambiente ha pubblicato un nuovo Rapporto di valutazione sull’Ambiente dell’Artico che mette in risalto come le pressioni cumulative sulla regione e sui suoi abitanti, ma anche sul resto dell’Europa, a causa del ruolo dell’Artico nell’influenzare a livello globale il clima e l’innalzamento dei livelli del mare.

Si conclude oggi in Finlandia (Oulu, 15-16 giugno 2017) la Conferenza UE ad Alto Livello “A sustainable Arctic – innovative approaches“, organizzata dall’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini , dal Commissario UE per l’Ambiente, gli Affari marittimi e la Pesca, Karmenu Vella e dal Ministro degli affari esteri della Finlandia, Timo Soini, per discutere con i rappresentanti dei Governi, dell’Industria, della Ricerca, e delle Comunità locali sulle sfide e le opportunità che la regione Artica si trova ad affrontare e su come la cooperazione internazionale e locale possa promuovere lo sviluppo sostenibile e l’innovazione.
L’Artico è estremamente importante per l’Unione europea, così come sappiamo quanto sia importante per la Finlandia che può contare sul pieno impegno della Commissione UE – ha affermato Federica Mogherini – In queste terre, tutti sanno che il cambiamento climatico è reale e tangibile, non già ipotetico o falso. Da qui possiamo vedere quanto sia importante l’Accordo di Parigi per i cittadini dell’Artico, dalla Finlandia all’Alaska, dal Canada alla Russia, ma anche per l’intero mondo. Quando il ghiaccio si scioglie oltre il circolo polare artico, i livelli del mare crescono in tutto il mondo. Le inondazioni e gli uragani diventano più comuni e nuove sfide per la sicurezza emergono a migliaia di chilometri da qui. E lasciatemi dire: dieci giorni fa ero in Africa, nel Sahel dove mi hanno fatto presente che le minacce maggiori per la regione, oltre che dal terrorismo, derivano dal cambiamento climatico. Allo stesso modo, qui dall’Artico, penso che si possa percepire con chiarezza quali siano le nostre priorità politiche, strategiche e di sicurezza.

Nel 2016 la Commissione UE e la Mogherini hanno presentato un Comunicazione congiunta al Parlamento UE e al Consiglio, relativa ad una “Politica integrata per l’Artico” che individua tre settori prioritari di intervento:
1. cambiamenti climatici e salvaguardia dell’ambiente artico;
2. sviluppo sostenibile dentro e intorno all’Artico;
3. cooperazione internazionale e questioni artiche.
Inoltre, sono stati indicati anche quelle azioni orizzontali e trasversali che riguardano tutti e tre i settori prioritari, ossia ricercascienza e innovazione. Le azioni che andranno ad attuare concretamente i tre settori prioritari dovrebbero contribuire all’attuazione dell’Agenda 2030 ed essere in linea con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile,adottati dalle Nazioni Unite nel settembre 2015.
“L’Unione europea ha una profonda consapevolezza che la protezione ambientale e climatica non apporta solo vantaggi ‘verdi’, ma anche quelli legati alla stabilità geopolitica della Regione – ha sottolineato Karmenu Vella – Sull’Artide, come sull’Accordo di Parigi, posso assicurarvi che l’UE è solida, tal che non si scioglierà sotto alcun calore politico“.

In occasione dell’evento, l’Agenzia Europea dell’Ambiente ha pubblicato il 15 giugno 2017 il 15 giugno 2017 il nuovo Rapporto di valutazione “The Arctic Environment – European perspectives on a changing Arctic” che evidenzia come le notevoli pressioni combinate del cambiamento climatico, dello sviluppo economico, del declino della biodiversità, della minaccia delle specie invasive e di altri driver del cambiamento della regione, esercitino impatti sull’intera Europa, a causa del ruolo dell’Artico nell’influenzare a livello globale il clima e l’innalzamento dei livelli del mare.

L’Europa ha contribuito ai cambiamenti nell’Artico – si afferma nel Rapporto – ma l’Unione europea e i suoi Stati membri possono svolgere un ruolo positivo in vari settori politici“, tra cui:
– Mitigare gli impatti derivanti dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento a lungo raggio;
– Migliorare la salute e gli standard di vita nella regione;
– Migliorare le conoscenze di base a sostegno del rafforzamento della resilienza ecosistemica della regione;
– Ridurre le importazioni delle risorse naturali dalla regione attraverso una transizione verso un’economia circolare;
– Promuovere una gestione sostenibile delle risorse;
– Impegnarsi attivamente su questioni che richiedono una risposta internazionale.

La recessione economica e le fluttuazioni dei prezzi delle materie prime mondiali hanno determinato un rallentamento degli investimenti nell’Artico, fornendo più tempo per costruire una migliore comprensione della complessità dell’ecosistema della regione e anche per sviluppare tecnologie più pulite e mettere in atto norme di sicurezza a lungo termine.

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