7 Dicembre 2021
Circular economy Risorse e rifiuti Sostenibilità

Riutilizzo: dalla preparazione dei rifiuti riutilizzabili 1,6 miliardi di euro/anno

Il Rapporto nazionale sul Riutilizzo 2021 di Occhio del Riciclone indica che, nonostante i lockdown correlati al contenimento di Covid-19, il settore tiene e dovrebbe incrementare di valore dallo sblocco con il pacchetto sull’economia della preparazione per il riutilizzo, anche se deve essere il ruolo dei Centri di riuso attualmente posizionati a lato dei Centri di raccolta comunali.

In occasione dell’evento in presenza e online “Spritz For Future Day”, promosso dal Tavolo del Riuso di Torino e Piemonte sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo è stato presentato il Rapporto Nazionale sul Riutilizzo 2021, realizzato dall’Osservatorio del Riutilizzo di Occhio del Riciclone, in collaborazione con Rete ONU (Operatori Nazionali dell’Usato) e Labelab srl.

I contenuti del Rapporto spaziano dall’aggiornamento apportato dalle recenti modifiche normative nazionali alle questioni operative, gestionali, a quelle di mercato passando per i temi dell’inclusione sociale e della solidarietà – ha spiegato Mario Sunseri, Vicepresidente di Labelab srl – Tantissimi sono i temi di frontiera in uno scenario di espansione del settore ma allo stesso tempo ricco di incognite e rischi: il riutilizzo e la preparazione al riutilizzo, il ruolo dei centri di riuso e degli operatori di settore nel confronto con il mercato, il rompicapo degli indumenti usati, gli scenari futuribili della responsabilità estesa del produttore, i metodi di premialità, la socialità e la solidarietà, gli scenari ai tempi del lockdown”.

Giunto alla 7ma edizione, il Rapporto che quest’anno ha per titolo “Sulle tracce degli scenari futuri, ad evidenziare le dirompenti novità normative e di mercato che sono destinate a trasformare profondamente il volto del riutilizzo e del settore dell’usato, indica che il fatturato dei negozi dell’usato conto terzi è cresciuto del 17% in 4 anni, superando i 400 milioni di euro.

A  loro volta, le piattaforme di annuncistica (usato online) nello stesso periodo hanno avuto una crescita di fatturato di circa il 15% che ha portato il fatturato globale del comparto a 230 milioni di euro annui, ai quali però corrispondono alcuni miliardi in termini di transazioni tra privati; ma l’online, spesso visto come il futuro del riutilizzo, deve ancora dimostrare di poter raggiungere una sostenibilità economica.

Nella gerarchia della gestione dei rifiuti, il riuso è ai vertici e viene subito dopo la prevenzione. Anche il “Pacchetto Economia Circolare”, recepito nell’ordinamento nazionale dal Dlgs. 116/2020, ribadisce che con il riuso su larga scala delle materie prime avremmo meno disastri paesaggistici e meno rifiuti marini, limitando così la perdita di biodiversità. Pensando alle materie prime, si avrebbero più garanzie circa la loro disponibilità e i prezzi, con minori rischi di dipendenza dalle importazioni, incoraggiando e sostenendo che gli Stati membri adottino misure appropriate per promuovere il riuso e preparare al riuso.

Il settore del riutilizzo tiene nonostante i lockdown – ha osservato Piero Luppi, Direttore dell’Osservatorio del Riutilizzo – Nel 2020 sia consumi che investimenti, in una sorta di effetto diga, dopo un congelamento durato alcuni mesi si sono concentrati al momento delle riaperture producendo risultati record. In termini di prospettiva le maggiori opportunità sembrano arrivare dallo sblocco della preparazione per il riutilizzo, ma è necessario chiarire il ruolo dei Centri di Riuso che attualmente sono posizionati a lato dei Centri di Raccolta comunali; questi ultimi infatti sono gli snodi dove vengono intercettate le frazioni preparabili per il riutilizzo ed esiste il rischio di una sovrapposizione tra le due attività”.

Si stima che solo dalla preparazione per il riutilizzo, ossia il recupero dei rifiuti riutilizzabili, potrebbero derivare un valore finale annuo pari a un miliardo e seicento milioni di euro.

La crisi economica e l’attenzione crescente alla sostenibilità e in genere alle tematiche di salvaguardia dell’ambiente spingono ogni giorno gli italiani ad acquisti consapevoli, più economici e più responsabili, e l’usato svolge un ruolo fondamentale – ha dichiarato Alessandro Stillo, Presidente di Rete ONU – La promozione ed espansione del riutilizzo è una sfida innanzi tutto culturale, lanciata all’opinione pubblica, che dimostra ogni giorno di riconoscere e sostenere il settore attraverso i suoi consumi consapevoli, e contemporaneamente è un pungolo alle istituzioni nazionali e locali, ai decisori politici, a tutti coloro che con provvedimenti, delibere, decreti attuativi, leggi, possono e devono accompagnare le pratiche di riutilizzo e di end of waste perché si diffondano maggiormente e si rafforzino dove già presenti”.

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