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Moria delle api: a quando la messa al bando dei pesticidi nell’UE?

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Almeno tre i pesticidi incriminati per la strage delle api, che non è destinata ad arrestarsi. Si attende ora che la Commissione UE metta in agenda una decisione in merito alla messa al bando dei tre principali pesticidi responsabili, mentre l’Associazione COLOSS cerca di censire lo stato attuale delle colonie nel nostro Paese.

di Nicoletta Canapa

Confermati i sospetti sui responsabili della strage di api, avvenuta in maniera massiccia nel corso dello scorso inverno.

L’EFSA(Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) nell’ultimo rapporto ha rilasciato unanuova valutazionesul ruolo dei neonicotinoidi, in particolare diClothianidin,ImidacloprideThiamethoxam, convalidando gli elevati rischi per le api selvatiche, solitarie e da miele.

Tali sostanze erano già soggette a restrizioni da parte dell’Unione Europea: nel 2013 era stato vietato il loro utilizzo per almeno tre colture (mais, girasole, colza), mentre appena due anni dopo sempre l’EFSA aveva analizzato 588 nuovi studi sugli effetti delle sostanze chimiche sulle api.

E seutilizzare questi tre pesticidi è permesso da 5 anni a questa parte esclusivamente all’interno delle serre, è anche vero che ad oggi EFSA è consapevole del fatto che la maggior parte dei neonicotinoidi rappresenta senza ombra di dubbio un rischio per qualsiasi tipo di ape, impollinatore per antonomasia.

Ma non si lasci ingannare il consumatore: l’impennata del costo del prodotto finito, ovvero del miele, è solo l’ultimo tassello di un ben più complesso dòmino.

Sebbene il livello di rischio vari significativamente a seconda deltipo di esposizione e della tipologia di ape, la responsabile della campagna Agricoltura diGreenpeacenon ha dubbi:il nuovo rapporto dell’EFSA porterebbe sul banco degli imputati prove schiaccianti contro i tre più diffusi pesticidi.

L’Italia ed i Paesi europei devono sostenere pienamente il bando permanente dei neonicotinoidi proposto dall’Unione EuropeaFederica FerrarioSarebbe un primo passo concreto per prevenire il catastrofico collasso delle popolazioni di api”.

Greenpeace a tal proposito ricorda che i pesticidi non sono solo un male per le api in sé, ma anche e soprattutto per tutte le piante da esse impollinate: proprio per questo l’organizzazione ambientalista ha lanciato unaraccolta firme, già salita a quota 140.000 sostenitori, per sviluppare pratiche agricole sostenibili e per chiedere il bando degli neonicotinoidi pericolosi per le api e per tutti gli insetti impollinatori.

Lo scorso dicembre era prevista unavotazionesulla proposta della Commissione UE di vietare in maniera permanente l’uso degli insetticidi Clothianidin, Imidacloprid e Thiamethoxam, ad eccezione delle serre, ma era statarinviatasia perchénon c’era una chiara maggioranza a sostegno(11Paesi a favore, 11 si erano astenuti e 6 erano stati contrari) sia perchési attendeva la nuova valutazione dell’EFSA per esprimersi.

Al momento non è stata programmata alcuna data per uneventuale voto sulla proposta dell’espansione deldivietodi questi pesticidi.

Tuttavia, laCommissione UE e gli Stati membri avranno l’occasione di discutere le conclusioni dell’EFSA, nonché le eventuali proposte della Commissione per limitare ulteriormente l’uso dei citati neonicotinoidi durante la Riunione del22-23 marzo 2018del Comitato permanente per piante, animali, alimenti e mangimi (PAFF Committee) che svolge un ruolo chiave nel garantire che le misure dell’Unione in materia di sicurezza degli alimenti e dei mangimi, di salute e benessere degli animali e di salute delle piante siano praticate ed efficaci, fornendo pareri sui progetti di misure che la Commissione intende adottare.

Nel frattempo, l’Associazione di ricercaCOLOSS(acronimo diCOlony LOSSes) una rete internazionale di scienziati che ha l’obiettivo di bloccare le perdite degli alveari, ha predisposto unquestionario, compilabile entro il15 giugno 2018, che permetterà di raccogliere capillarmente informazioni in merito all’incidenza dei pesticidi sulle colonie di api, valutandone perdite e sopravvivenze.

Con la stessa metodologia l’Associazione COLOSS aveva fotografato il tasso italiano di perdita multiregionale di colonie di api durante l’inverno 2016/2017, da cui è risultato che i 395 apicoltori coinvolti avrebbero invernato 13.392 colonie, di cui oltre 900 avrebbero presentato problemi irrisolvibili legati all’ape regina, e quasi 1.500 colonie sarebbero morte ad inverno concluso.

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