Nella sessione inaugurale KEY Energy Summit a Fiera di Rimini, dove è in corso la IV edizione di KEY – The Energy Transition Expo, la Manifestazione di IEG Manifestazione di IEG (Italian Exhibition Group), dedicata alla transizione energetica, Althesys (Gruppo THEA) ha presentato la ricerca sul sistema elettrico europeo, le politiche energetiche e l’evoluzione del mercato energetico, con approfondimenti su tecnologie, infrastrutture, Intelligenza artificiale e Data Center.
Sono enormi le sfide che il mercato energetico è chiamato ad affrontare per traghettare l’Italia nell’attuale momento di grande incertezza. La nuova crisi, determinata dal conflitto in Iran e Medio Oriente, si riflette rapidamente sui mercati, aumentando volatilità dei prezzi e pressione sui costi per imprese e sistemi produttivi e richiedendo politiche adeguate in grado di consentire un accesso stabile a fonti, infrastrutture e tecnologie energetiche.
A delineare gli scenari e le criticità emergenti in un quadro così complesso è lo studio“Transizione energetica, tra scenari globali, tecnologie e governance”,presentato daAlessandro Marangoni, Ceo diAlthesys(gruppoTEHA) il 4 marzo 2026 aKEY – The Energy Transition Expo, nella sessione inauguraleKEY Energy Summit, che ha l’obiettivo dicomprendere come coniugare la transizione energetica con la competitività delle imprese europee e italiane.L’analisi unisce, pertanto, gli aspetti geopolitici e di policy europei e dei principali blocchi mondiali, con l’evoluzione delle tecnologie, dei suoi costi, con gli assetti istituzionali e industriali delle varie nazioni.
“L’instabilità geopolitica in Medio Oriente introduce incertezza nei mercati energetici globali, coinvolgendo aree chiave per la produzione e il transito di petrolio e gas e incidendo sulla volatilità deiprezzi – ha affermatoMarangoni–Le tensioni geopolitiche legate all’Iran alimentano un premio di rischio sui mercati energetici, sostenendo i prezzi del petrolio e mantenendo l’Europa esposta a potenziali shock di offerta e a maggiori costi di approvvigionamento. Un accesso stabile a fonti, infrastrutture e tecnologie energetiche è una componente essenziale per l’autonomia strategica e resilienza di Italia ed Europa. Questa situazione non solo non può farci dimenticare gli obiettivi sfidanti di decarbonizzazione al 2030, ma anzi il processo deve essere completato e accelerato per ridurre i costi e aumentare la sicurezza”.
Lo studio evidenzial’evoluzione del mercato,compresol’impatto dei prezzi negativi nei principali mercati europei, con incidenze che vanno del 7% al 9% delle ore, ma anche ildisaccoppiamento tra prezzo del gas e prezzo unico nazionale elettrico, tema centrale per l’Italia.
Un altro fattore analizzato è quello delletecnologie di generazione rinnovabile: se fotovoltaico ed eolico sono orami maturi,altre tecnologie (eolico off-shore, agrivoltaico, idrogeno) hanno ancora ampi spazi di ottimizzazione. Secondo Alyhesys, è fondamentaleaiutarne la crescitain modo organico e in ottica di sistema. Infine, leinfrastrutture. Grazie al raddoppio dei limiti di trasporto delle principali connessioni elettriche per 29 GW (+107%),migliora la capacità di assorbimento della rete con le ore di congestione previste in diminuzione.
Target rinnovabili
Lo studio evidenzia che per cogliere i target di rinnovabili al 2030 – anche in uno scenario di transizione energetica più prudente (PNIEC Slow) – serveun’accelerazione in particolare per l’eolico, che deve crescere tra gli 1,6 e i 2,9 GW annui rispetto ad uno storico recente di 0,4-0,7 GW l’anno. Nello scenarioSlow, ilfotovoltaico mostra un ritmo di crescita coerente con gli obiettivi;l’eolico invece è in ritardo con tassi storici di installazione ampiamente insufficienti. Nello scenarioPolicy,sia fotovoltaico che eolico devono accelerare rispetto alritmo del periodo 2024–2025. Lo sviluppo delle rinnovabili, anche nello scenario PNIEC Slow, si stima porterà uneccesso di produzione elettrica del 2,2% della domanda: accumuli, idrogeno e nucleare sono possibili elementi mitiganti.
La corsa dei consumi e l’impatto dei data center
Riuscirà l’intelligenza artificiale con il suo surplus di energia richiesta nei data center ad essere il driver energetico che la mobilità elettrica, le pompe di calore, l’idrogeno, e più in generale l’elettrificazione non sono riuscite ad essere?
È questo il grande tema per il futuro, per alcuni una sfida dall’enorme impatto energetico, per altri l’ennesima bolla destinata a esplodere prima o poi. Dopo oltre un decennio di stagnazione deiconsumi elettrici, la domanda in Italia è stimata in crescita; gli scenari al 2030 indicano tra 342 e 347 TWh, riportando i consumi su valori 2008. Le previsioniSnam-Ternadel 2019 (pre-Covid) stimavano per il2025 consumi di circa 332 TWh, risultando oggisovrastimate di circa 21 TWh. Per idata center, oggi ci sono richieste di connessione per 69 GW, ma ne saranno realizzate solo una parte, difficile da stimare. In Italia nel 2024 i data center hannoconsumato meno del 2% della domanda elettrica, mentre le stime al2035prevedono tra il 7,4%-12,7% dei consumi elettrici finali(dati Snam-Terna 2024).
Accumuli, idrogeno e nucleare
Tra le tecnologie emergenti ci sono gli accumuli, l’idrogeno e il nucleare. Lostorage deve crescere tra 44 GWh(PNIEC Slow)e71 GWh(PNIEC Policy)al 2030: in questa configurazione iBESS(Battery Energy Storage System) sposterebbero circail 10% della produzione del fotovoltaico. A giugno2025 sono installati 6,8 GWh di accumulie rispetto ai piani Ternarestano da installare tra 37 GWh e 54 GWh al 2030. L’ultima astaMACSE(Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico) dello scorso novembre ha assegnato9.968 MWh di capacità, con un prezzo medio di 12.959 euro per MWH l’anno con un forte ribasso rispetto alla base di 37.000 euro per MWh l’anno e unapartecipazione quadrupla rispetto al contingente.
Infine, lo sviluppo dell’idrogenoin Italia richiede ancora chiare indicazioni regolatorie: nelPNIEC Slowil consumo di elettricità per produrre idrogenopasserebbe dal 2% del 2030 al 6% del 2040, fornendo una soluzione all’overgeneration. Quanto poi alla progressione delnucleare(0,4 GW al 2035, 2 GW al 2040 e 8 GW al 2050)aiuterebbe a coprire il carico di base, riducendo l’installato rinnovabile di circa 30 GW rispetto allo scenario senza nucleare.
Alla presentazione della ricerca, a cui ha assistito il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza EnergeticaGilberto Pichetto Fratin,è seguita unaTavola Rotondain 2 sessioni con le proposte delle Associazioni, a cui hanno partecipatoGianni Vittorio Armani, Presidente diElettricità Futura,Andrea Cristini, Presidente diANIE Rinnovabili,Simone Togni, Presidente diANEV,Paolo Rocco Viscontini, Presidente diITALIA SOLARE,Paolo Picco, Presidente diFEDERIDROELETTRICA,Giacomo Cantarella, Presidente diASSOESCO,Dario Di Santo, Direttore diFIRE,Alberto Dossi, Presidente diH2IT,Attilio Piattelli, Presidente diCoordinamento FREE, eFabio Pressi,Presidente diMotus-E. L’evento si è aperto con i saluti istituzionali diCorrado Peraboni, Amministratore delegato diIEG, e Maria Sicilia Salvadores, Head of Electricity Sistems & Markets Divison dell’IEA(International Energy Agency). Le conclusioni sono state affidate aVinicio Mosè Vigilante, Amministratore delegato diGSE, eLennart van Walsum, Direttore EMEIA & Americas diGlobal Solar Council.
