14 Agosto 2022
Cambiamenti climatici Clima

Marmolada: tragedia effetto dei cambiamenti climatici

Il glaciologo Colucci del CNR-ISP, coautore di uno Studio pubblicato nel 2019 in cui si evidenziava la notevole riduzione del volume e della superficie del ghiacciaio della Marmolada, regina delle Dolomiti, tanto da far ipotizzare la sua scomparsa nel giro di 25-30 anni, non ha dubbi sul ruolo dei cambiamenti climatici in atto nel favorire la tragedia che ha finora provocato 6 morti e 17 dispersi.  

Alle ore 13.45 del 3 luglio 2022 un enorme seracco di ghiaccio con un fronte di 300 metri si è staccato nei pressi di Punta Rocca sulla Marmolada, precipitando per 2Km e travolgendo gli escursionisti e appassionati che stavano salendo o discendendo, provocando finora 6 morti e 17 dispersi.

Per quanto riguarda la dinamica della tragedia occorsa sulla Marmolada, possiamo ricordare che da settimane le temperature in quota sulle Alpi sono state molto al di sopra dei valori normali [ndr: al momento della tragedia in vetta a 3.342m c’erano 10 °C], mentre l’inverno scorso c’è stata poca neve, che ormai quasi non protegge più i bacini glaciali – ha dichiarato Renato Colucci, dell’Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISP), che da anni studia il ghiacciaio – Il caldo estremo di questi ultimi giorni, con questa ondata di calore dall’Africa, ha verosimilmente prodotto una grossa quantità di acqua liquida da fusione glaciale alla base di quel pezzo di ghiacciaio che in realtà è una “pancia”: infatti è, o era, una via che si chiama proprio Pancia dei Finanzieri. Siamo quindi proprio nelle condizioni peggiori per distacchi di questo tipo, quando c’è tanto caldo e tanta acqua che scorre alla base. Non siamo ancora in grado di capire se si tratti di un distacco di fondo del ghiacciaio o superficiale, ma la portata sembra molto importante, a giudicare dalle prime immagini e informazioni ricevute. L’atmosfera e il clima, soprattutto al di sotto dei 3.500 metri di quota, è in totale disequilibrio a causa del ‘nuovo clima’ che registriamo e quindi, purtroppo, questi eventi sono probabilmente destinati a ripetersi nei prossimi anni e anche per questa estate dobbiamo mantenere la massima attenzione“.

Il CNR ricorda che il Comunicato stampa con cui si dava notizia della pubblicazione dello Studio Recent evolution of Marmolada glacier (Dolomites, Italy) by means of ground and airborne GPR surveys”, pubblicato su Remote Sensing of Environment nel dicembre 2019 e di cui Colucci è stato coautore, aveva per titolo “Tra 25-30 anni il ghiacciaio della Marmolada non ci sarà più”.

In soli 10 anni, secondo lo studio, il ghiacciaio aveva ridotto del 30% il suo volume, mentre la diminuzione areale era stata del 22%.

Il ghiacciaio, un tempo massa glaciale unica, risultava essere frammentato e suddiviso in varie unità, dove in diversi punti affioravano masse rocciose sottostanti. I terreni carsici, come la Marmolada, sono irregolari e costituiti da dossi e rilievi, sottolineava il Comunicato del CNR. Se il ghiaccio fonde gradualmente, le aree in rilievo affiorano, diventando fonti di calore interne al ghiacciaio stesso.

Questo aspetto, unito al cambio di albedo (la neve e il ghiaccio sono bianchi e riflettono molta radiazione solare, mentre la roccia, più scura, ne riflette di meno) – aveva sottolineato Colucci – sta ulteriormente minando la ‘salute’ della Marmolada accelerandone la già forte e rapida fusione”.

La ricerca aveva inoltre evidenziato che qualora il tasso di riduzione fosse continuato di pari passo come nel decennio analizzato, nel giro dei prossimi 25-30 anni il ghiacciaio sarebbe praticamente scomparso, lasciando il posto solo a piccole placche di ghiaccio e nevato, alimentate dalle valanghe e protette dall’ombra delle pareti rocciose più elevate, non più dotate di crepacci e di movimento.

Il ghiaccio, quindi, non esisterà più – concludeva Colucci – E se, come da scenari climatici, la temperatura nei prossimi decenni dovesse aumentare a ritmo più accelerato, questa previsione potrebbe essere addirittura sottostimata e la scomparsa del ghiacciaio potrebbe avvenire anche più rapidamente. In ogni caso, anche se la temperatura restasse com’è, il ghiacciaio è già in totale disequilibrio con il clima attuale e quindi il suo destino appare comunque segnato”.

In copertina: Intervento in Marmolada per il distacco del seracco della calotta di Punta Rocca  (Archivio Ufficio stampa PAT)

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