6 Ottobre 2022
Malattie e cure Salute

Malattie infettive: proteggere la salute e preservare gli ecosistemi   

Uno studio di revisione della letteratura scientifica, durato 4 anni e al quale hanno collaborato circa 30 ricercatori, ha individuato 46 proposte di soluzioni vantaggiose per tutti (“win win“) per ridurre il carico di malattie infettive umane e far progredire al contempo gli obiettivi di conservazione degli ecosistemi.

È possibile ridurre il carico di malattie infettive umane e far avanzare al contempo gli obiettivi di conservazione?

Utilizzando una revisione sistematica della letteratura scientifica, un gruppo internazionale di circa 30 ricercatori tra accademici, professionisti presso Ong e veterinari hanno individuato 46 soluzioni in grado di rappresentare opportunità per salvaguardare contemporaneamente la salute umana e l’ecosistema.

Il risultati della ricerca durata 4 anni, nel corso dei quali si è cercato meticolosamente nella letteratura accademica esistente potenziali soluzioni “win-win” che fossero sicure, fattibili ed economiche, sono stati divulgati nello StudioEvidence gaps and diversity among potential win–win solutions for conservation and human infectious disease control,” pubblicato sul numero di agosto 2022 di The Lancet Planetary Health.

Ci piace pensare a queste soluzioni come opzioni per un menu su misura – ha affermato Skylar Hopkins, Assistente professore di Ecologia applicata presso l’Università di Stato del North Carolina e autore corrispondente dello studio – Per selezionare e progettare una soluzione che soddisfi le varie esigenze, c’è bisogno dii molte informazioni. Forniamo quindi un riepilogo delle prove per ciascuna soluzione. Abbiamo anche creato un processo decisionale che chiunque può seguire, in modo che ricercatori e decisori possano progettare le proprie soluzioni o valutare se una soluzione esistente funzionerà nella loro situazione“.

I legami tra la salute delle persone e lo stato degli ecosistemi circostanti hanno guadagnato nuova attenzione a seguito della pandemia di COVID-19, trasmessa dalla fauna selvatica all’uomo. Ma le correlazioni tra le malattie umana e il mondo naturale sono molto ampie e vanno dalla malattia di Lyme, trasmessa dalle zecche, all’eccessiva esposizione al calore dovuta alla perdita di alberi urbani. Se lo sconvolgimento dei sistemi naturali può contribuire a far ammalare le persone, riparare quei sistemi può aiutare a guarire.

La gamma delle soluzioni coprono 6 continenti (con l’esclusione dell’Antartide) e includono molti dei principali agenti patogeni e metodi di trasmissione delle malattie conosciuti al mondo. Le soluzioni affrontano anche la maggior parte dei problemi ambientali più urgenti del mondo, compresi i cambiamenti nell’uso del suolo dovuti all’agricoltura, all’urbanizzazione, allo sfruttamento delle risorse e alle specie invasive.

Ventisette delle potenziali soluzioni si concentrano sulla gestione di particolari animali, che hanno avuto anche benefici per la salute umana. In alcuni casi, sono specie portatrici di malattie, come i gatti che portano il parassita che causa la toxoplasmosi. Altri si basano su effetti secondari, come la possibilità che l’aumento delle popolazioni di leopardi in un parco nazionale in India possa tradursi in un minor rischio di infezione da rabbia per le persone, perché i felini mangiano cani selvatici che portano la malattia.

Sei delle soluzioni partono dal lato della salute pubblica, con la conservazione come beneficio secondario. Ciò ha incluso l’apertura di una clinica sanitaria vicino al Parco Nazionale di Gunung Palung (Borneo), che ospita il 10% degli oranghi dell’isola, con il duplice obiettivo di affrontare le malattie nei villaggi poveri e rimuovere un incentivo per il disboscamento illegale da parte di persone per pagare le cure mediche della propria famiglia. Altre soluzioni si sono rivolte agli sforzi per limitare la diffusione dell’influenza aviaria dagli uccelli selvatici al pollame domestico.

Tredici delle soluzioni non sono specifiche per la salute umana o la conservazione, ma toccano entrambi i settori. Ad esempio, la sostituzione delle stufe a legna con stufe più pulite è proposta per ridurre la deforestazione e gli effetti sulla salute dell’inquinamento dell’aria indoor.

Sei scenari perdenti (loss-loss) che potrebbero risultare vincenti (win-win)

Per molte di queste idee, tuttavia, quando gli scienziati hanno approfondito i dettagli non hanno trovato prove evidenti del beneficio sia per le persone che per l’ambiente. In alcuni casi, i dati erano scarsi o contraddittori. Ad esempio, i benefici dei divieti al commercio di carne selvatica, che alcuni paesi hanno abbracciato quando la pandemia ha preso piede, sono stati classificati come bassi, dal momento che gli effetti non sarebbero duraturi, come avvenuto in Guinea e Sierra Leone per rispondere alle epidemie di Ebola, dal momento il commercio si è spostato sul mercato nero.

Anche l’idea di reintrodurre gamberetti nel fiume Senegal per limitare la diffusione delle lumache portatrici della schistosomiasi parassitaria che infetta più di 250 milioni di persone in Africa, Asia e nelle Americhe, ha ridotto il tasso di reinfezione, ma un nuovo studio modellistico ha poi suggerito che un numero di lumache più basso potrebbe in alcuni casi aumentare il rischio di infezione.  

A volte le prove per una potenziale soluzione erano in conflitto – ha riconosciuto la Hopkins – Uno studio suggeriva che un intervento avrebbe ridotto il carico di malattie umane e un altro studio indicava che lo stesso intervento avrebbe aumentato il carico di malattie umane. Le potenziali soluzioni potrebbero anche avere compromessi o impatti collaterali, in cui l’intervento è stato positivo per alcune persone ma non per altre. Gruppo ha dovuto sviluppare un metodo per quantificare la diversità, la coerenza e l’applicabilità delle prove per affrontare queste complicazioni”. 

Delle 46 soluzioni individuate solo una ha “elevate” prove di implicazioni positive per la salute umana che per le implicazioni sulla conservazione: vaccinare i cani per ridurre la trasmissione della rabbia alla fauna selvatica e alle persone. Molte delle soluzioni si concentrano su cani e gatti domestici come serbatoi di malattie. 

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