31 Gennaio 2023
Economia e finanza Società

Istituzioni finanziarie: dovranno allineare le attività al recente GBF

L’annuale Rapporto del WWF sulla valutazione dei progressi compiuti dalle istituzioni finanziarie (banche centrali, autorità di vigilanza e, da quest’anno, il settore assicurativo) regolamentazione bancaria e assicurativo sostenibile, sono troppe e importanti le lacune che ostacolano la transizione verso un’economia “nature positive”, esortando tali organismi ad integrare gli obiettivi dell’Accordo Quadro sulla Biodiversità al 2030 nelle loro attività di divulgazione e rendicontazione, per evitare di investire e dare prestiti per attività dannose per l’ambiente i cui beni rischiano di rimanere “bloccati”.

Il WWF ha pubblicato il 20 dicembre 2022 il Rapporto SUSREG 2022 che valuta i progressi in materia di regolamenti finanziari sostenibili e di attività delle banche centrali in 44 stati che nell’insieme rappresentano oltre l’88% del PIL globale, il 72% delle emissioni globali di gas serra e di questi 11 sono tra i 17 paesi più ricchi di biodiversità al mondo.

La valutazione rileva che ci sono troppe importanti lacune che ostacolano la transizione verso un’economia “nature positive” nonostante i progressi di un certo numero di istituzioni d’avanguardia, la maggior parte delle quali fanno parte della Rete delle banche centrali e delle autorità di vigilanza per rendere più ecologico il sistema finanziario (NGFS), istituita durante “One Planet Summitdi Parigi (dicembre 2017), nel cui Comitato di indirizzo è entrata Bankitalia.

La valutazione di quest’anno ha esaminato la performance delle banche centrali e delle autorità di vigilanza, includendo per la prima volta il settore assicurativo che, con 30.000 miliardi di dollari di asset in gestione e 5.000 miliardi di dollari di premi mondiali, detiene nei propri bilanci circa un terzo delle attività e passività economiche globali.

Dopo l’adozione del Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework, che impegna il mondo ad arrestare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030, abbiamo bisogno di un’azione internazionale immediata, coordinata e consolidata, anche da parte delle banche centrali, dei supervisori e dei regolatori – ha affermato Maud Abdelli, a Capo della WWF Greening Financial Regulation Initiative e co-autrice del report – Attraverso il suo ruolo di fornitore di capitale, credito e assicurazioni per l’economia reale, il sistema finanziario ha un ruolo fondamentale da svolgere nella transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, positiva per la natura ed equa”.

I colori nella mappa rappresentano il punteggio aggregato di ogni organismo competente sui loro rischi climatici, ambientali e sociali. Un punteggio “pienamente soddisfatto” riceve 2 punti, “parzialmente soddisfatto”1 punto e “non soddisfatto” 0 punti. Ad esempio, se un’istituzione finanziaria ha un punteggio pienamente soddisfatto sul clima, un punteggio parzialmente soddisfatto sull’ambiente e non soddisfa i criteri sociali, avrà un totale di 3 punti.

I risultati mostrano alcuni sviluppi positivi sulla regolamentazione e l’orientamento bancario e assicurativo sostenibile, nonché sulla divulgazione/rendicontazione che si stanno verificando nelle giurisdizioni progressiste:

L’88% degli organismi emana normative bancarie e aspettative di vigilanza che tengono conto dei rischi climatici (79% per la regolamentazione assicurativa). Si prevede sempre più che le considerazioni sul clima siano integrate nelle strategie aziendali delle istituzioni finanziarie, nonché nei processi e nelle politiche decisionali di gestione del rischio. Tuttavia, i rischi ambientali più ampi, compresa la perdita della natura, continuano a non essere all’altezza

– Vi è una crescente richiesta per la divulgazione obbligatoria dei rischi derivanti dagli impatti dei cambiamenti climatici e della transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio (l’83% delle giurisdizioni richiede alle banche la divulgazione del clima), ma la più ampia divulgazione relativa all’ambiente è in ritardo. La misurazione e il reporting trasparente da soli non sono sufficienti per ottenere il cambiamento nella scala e nella velocità richieste. 

– Le banche centrali e le autorità di vigilanza finanziaria pubblicano sempre più spesso strategie e roadmap per il clima e la sostenibilità, tuttavia molte non hanno in atto Piani di transizione con limiti di tempo. I Piani di transizione obbligatori credibili e ambiziosi sono fondamentali per accelerare la mitigazione del clima, arrestare e ripristinare la perdita di natura.

Ministri delle finanze, governatori delle banche centrali e i supervisori finanziari sono anche custodi del nostro futuro – scrivono nella premessa i co-Presidenti della Task Force on Nature-related Financial Disclosures (TNFD), Elizabeth Maruma Mrema (Segretaria esecutiva della Convenzione ONU sulla Biodiversità -CBD) e David Craig  (Amministratore delegato di Refinitiv, uno dei più grandi fornitori mondiali di dati, approfondimenti e tecnologie per i mercati finanziari) –  Dopo tutto, i loro mandati includono la regolamentazione del sistema finanziario per garantire che l’economia soddisfi i bisogni delle persone e della società e garantisca un futuro sostenibile per tutti noi. La natura sta declinando più velocemente che in qualsiasi momento della storia umana. Se le imprese, gli investitori e i politici non tengono conto della perdita della natura ora, i rischi diventeranno inevitabili. C’è un riconoscimento recente e in rapida crescita tra i responsabili finanziari che i rischi legati alla natura, associati al tasso di erosione della natura senza precedenti di oggi e alla dipendenza dell’economia globale dalla natura, costituisce una minaccia per la finanza e la stabilità monetaria. Dobbiamo trasformare il nostro rapporto con la natura e assicurare che in futuro gli esseri umani vivano ‘in armonia con la natura’, secondo il Quadro Globale per la Biodiversità (GBF) recentemente adottato alla CDB-COP15”.

Il WWF esorta le banche centrali, le autorità di vigilanza e gli assicuratori, tra gli altri, a:
Adottare piani di transizione credibili, per stabilire passi chiari e attuabili per raggiungere obiettivi climatici e naturali basati sulla scienza, consentendo la transizione verso la sostenibilità in tutta l’economia. I piani di transizione devono fornire la chiarezza e la guida necessarie agli attori dei mercati finanziari e avere obiettivi climatici e di biodiversità chiari, quantificabili e legalmente vincolanti per il 2025, 2030 e 2050 che coprano tutte le banche centrali, la regolamentazione finanziaria e le attività di supervisione.

Garantire che le politiche monetarie e gli strumenti di regolamentazione finanziaria riflettano meglio il costo economico e il rischio finanziario di attività, società e settori economici “sempre dannosi per l’ambiente”, poiché queste attività rappresentano i rischi finanziari più elevati. Gli istituti finanziari che prestano prestiti a società coinvolte in attività dannose per l’ambiente dovrebbero far fronte a requisiti patrimoniali molto più elevati per tenere conto dei rischi a lungo termine coinvolti. 

Semplicemente non possiamo permetterci di attraversare i punti critici del clima e di avere un tracollo ecologico – ha affermato Adam Ng, l’autore principale del Rapporto SUSREG 2022 – Insieme ai governi e alla società civile, le autorità di regolamentazione finanziaria, le autorità di vigilanza e le banche centrali devono fornire un impatto immediato e ad ampio raggio per invertire la perdita di biodiversità senza scuse o ritardi”.

Per aiutare le istituzioni finanziarie a raggiungere gli obiettivi, il WWF ha definito una roadmap verso un’economia globale sicura per il clima e “positiva per la natura” (Definizione del WWF e del Word Economic Forum, secondo cui al 2030 deve esserci più natura che nel 2020, che almeno il 30 % della terra e degli oceani sono protetti, che l’impronta della produzione e del consumo è dimezzato e che non ci può essere alcuna compensazione) che si articola in 3 fasi:
1. entro il 2025, una riduzione delle emissioni del 15% e la stabilizzazione dei livelli di biodiversità;
2. entro il 2030, una riduzione delle emissioni del 50% e l’inversione della perdita di biodiversità;
3. entro il 2050, le banche centrali e le autorità di vigilanza finanziaria dovrebbero “contribuire in modo proattivo ed efficace ad incoraggiare l’azzeramento delle emissioni nette di CO2 ed essere sulla buona strada per il pieno recupero e ripristino della biodiversità“.

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