30 Luglio 2021
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ISPRA: in Italia il 2018 è stato, ad oggi, l’anno più caldo

ISPRA Italia anno più caldo

ISPRA ha fatto il punto sul clima e ha fornito una sintesi dei dati su piogge e venti che nel mese di ottobre hanno colpito il nostro Paese.

Con un Comunicato del 9 novembre 2018, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha diffuso la stima provvisoria dell’anomalia della temperatura media in Italia, stando ai dati aggiornati fino al mese di ottobre compreso.

Il 2018 si configura come l’anno più caldo di tutta la serie storica di dati controllati ed elaborati da ISPRA, cioè almeno dal 1961 (+1,77 °C rispetto al valore normale di riferimento 1961-1990).

In base a studi che ricostruiscono il clima in un passato più remoto, si può affermare che in Italia l’anno in corso risulta essere l’anno più caldo da almeno 2 secoli circa.

Finora, la temperatura media in Italia nel 2018 è stata sempre nettamente superiore al valore normale ad eccezione dei mesi di febbraio e marzo; i mesi relativamente più caldi sono stati gennaio e aprile, con anomalie di oltre 2,5 °C.

Nel quadro globale dei cambiamenti climatici, nel mese di ottobre l’Italia è stata teatro di una serie di eventi meteorologici estremi che hanno investito tutto il Paese e che hanno determinato gravi conseguenze per la popolazione, l’ambiente e il territorio. In particolare, il 19 ottobre una serie di eventi temporaleschi molto intensi ha colpito la Sicilia orientale, causando alluvioni e gravi danni alle abitazioni, alle strutture e al territorio di una vasta area, soprattutto in provincia di Catania.

Negli ultimi giorni del mese, un’ondata di maltempo più estesa e violenta ha investito tutta l’Italia da nord a sud. L’elemento che ha creato maggiore impatto è stato dapprima il vento, che il 29 e 30 ottobre ha soffiato costantemente con forte intensità dai quadranti meridionali. Diverse stazioni meteorologiche della rete nazionale hanno registrato velocità del vento dell’ordine di 100 km/h con raffiche fino a circa 180 km/h in montagna (Monte Cimone) e tra 140 e 150 km/h sul mare (Capo Carbonara e Capo Mele). Localmente, le reti regionali hanno rilevato valori di velocità del vento anche superiori, con raffiche fino a più di 200 km/h. 

Le piogge sono cadute abbondantemente su quasi tutto il territorio nazionale, con tempi e intensità diverse nelle varie regioni. Le precipitazioni cumulate giornaliere più elevate sono state registrate nelle zone prealpine, con valori di oltre 400 mm in Friuli Venezia Giulia e di oltre 300 mm in Liguria, Veneto e Lombardia.

Una sintesi di dati e informazioni meteo climatiche sugli ultimi eventi del clima in Italia è stata trasmessa dall’ISPRA all’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), che sta curando la redazione del “WMO Annual Statement on the Status of the Global Climate in 2018”, di cui ISPRA svolge la funzione di focal point nazionale per la realizzazione e trasmissione regolare al Regional Climate Centre della Regione VI (Europa) della WMO di dati e prodotti relativi allo stato e alle variazioni del clima in Italia.

L’Istituto, con il contributo e la collaborazione dei principali organismi nazionali e regionali titolari di reti e dati meteo climatici, elabora, controlla e rende pubblicamente disponibili dati, indici e prodotti climatici attraverso il sito www.scia.isprambiente.it e collabora con il Dipartimento di Protezione Civile Nazionale, fornendo dati e prodotti utili alle sue funzioni istituzionali.

Inoltre, il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) pubblica, con cadenza annuale, il RapportoGli indicatori del clima in Italia”, giunto nel 2017 alla XII edizione, che illustra l’andamento climatico nazionale nel corso dell’ultimo anno e aggiorna la stima delle variazioni climatiche negli ultimi decenni.

Il clima sta cambiando, ma come osservato qualche giorno fa da Legambiente, “l’Italia continua ad essere impreparata”.

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