In un contesto di impatti climatici sempre più gravi in Europa, un Rapporto del Comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici (ESABCC) invita l’UE a rafforzare urgentemente il suo assetto normativo per un adattamento efficace e coerente che deve progredire di pari passo con le azioni di mitigazione, rafforzando nel contempo l’adattamento per ridurre al minimo gli effetti.
Il cambiamento climatico sta già causando danni sostanziali in tutta Europa, con temperature medie globali di circa 1,4 °C superiori ai livelli preindustriali. L’Europa si sta riscaldando a un ritmo circa doppio rispetto alla media globale e sta subendo impatti climatici sempre più gravi, tra cui ondate di calore, siccità, inondazioni, incendi boschivi ed erosione costiera. Ciò sta causando un aumento delle perdite di vite umane, danni economici crescenti e danni crescenti agli ecosistemi in tutte le regioni dell’UE, sottolineando l’urgente necessità di un adattamento climatico efficace e coordinato.
È quanto evidenziato nelRapporto“Rafforzare la resilienza ai cambiamenti climatici – Raccomandazioni per un quadro efficace di politica di adattamento dell’UE” , presentato e discusso il 19 febbraio 2026 nel corso di unwebinar, e pubblicato dal Comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici (ESABCC), l’organismo composto da 15 esperti scientifici senior indipendenti che coprono un’ampia gamma di discipline pertinenti, e istituito nel 2021 dallaLegge europea sul climaper valutare le politiche climatiche dell’UE, individuare le lacune e raccomandare percorsi efficaci per ridurre le emissioni e rafforzare l’adattamento climatico.
“Gli eventi estremi legati alle condizioni meteorologiche e climatiche stanno già causando gravi perdite in tutta Europa– ha commentato il Prof.Ottmar Edenhofer, Direttore delPotsdam Institute for Climate Impact Research e Presidente del Comitato –Il solo calore estremo ha causato decine di migliaia di morti premature negli ultimi anni, di cui circa 24,000 nell’estate del 2025. I danni economici, a infrastrutture e beni materiali, ammontano attualmente a circa 45 miliardi di EUR all’anno. Questi impatti climatici crescenti sottolineano che maggiori sforzi di adattamento non sono semplicemente facoltativi, ma essenziali per proteggere vite umane, mezzi di sussistenza e le fondamenta economiche stesse dell’Europa“.

Gli attuali sforzi di adattamento sono insufficienti
Col continuo riscaldarsi del pianeta, i cambiamenti climatici si intensificheranno, con ripercussioni sempre più frequenti, gravi, persistenti e di ampia portata. Ciò potrebbeindebolire sempre più la competitività dell’Europa, mettere a dura prova i bilanci pubblici e aumentare i rischi per la sicurezza. Senza azioni adeguate di adattamento, gli impatti si aggraveranno, erodendo e destabilizzando le fondamenta economiche e sociali dell’Europa. Ciononostante,gli sforzi di adattamento finora compiuti rimangono insufficienti per prevenire impatti evitabili e gestire l’aumento dei rischi climatici. Affrontare i rischi prodotti dai cambiamenti climatici richiede un’azione combinata e coordinata in tutti i settori strategici e a tutti i livelli governativi.L’azione locale e nazionale resta essenziale per promuovere l’adattamento. Allo stesso tempo, tali sforzi si scontrano con numerosi ostacoli, non ultimo il fatto chemolti rischi climatici sono transfrontalieri, e impattano sui servizi essenziali, sulle catene di approvvigionamento transfrontaliere e sui sistemi finanziari ed ecologici. Un quadro normativo europeo più solido può fornire coerenza e orientamento a lungo termine, facilitare la cooperazione e la solidarietà e consentire agli Stati membri di gestire i rischi legati al clima in modo più efficace.
“L’Europa sta entrando in un periodo in cui gli impatti climatici non sono più rischi lontani, ma realtà attuali che influenzano vite, mezzi di sussistenza e infrastrutture– ha affermatoKeywan Riahi, Direttore del Programma Energia, Clima e Ambiente dello IIASA, che ha contribuito assieme ai colleghiJoeri RogeljedEdgar Hertwichalla stesura del Rapporto –La mitigazione rimane essenziale per limitare il riscaldamento a lungo termine, ma l’adattamento deve essere intensificato ora per migliorare la resilienza, ridurre le vulnerabilità e proteggere i sistemi economici e sociali europei“.
Preparare l’Europa all’aumento inevitabile delle temperature
Le proiezioni scientifiche indicano che i rischi derivanti dai cambiamenti climatici continueranno ad aumentare in termini di intensità e frequenza. L’Europa deve prepararsi ad affrontare non solo i rischi climatici attuali ma anche quelli associati a futuri livelli di riscaldamento che non possono ancora essere esclusi.Adottare tempestivamente e in modo strategico misure di adattamento è la maniera più efficace per gestire i rischi climatici e può produrre elevati benefici sociali, economici ed ecosistemici.

Per sostenere un approccio più efficace, equo e sistemico dell’UE all’adattamento, il Comitato Consultivo haformulato 5 raccomandazioni per guidare i processi politici europei in corso:
1.Rendere obbligatorie e armonizzare le valutazioni dei rischi climatici in tutte le politiche dell’UE e negli Stati membri, utilizzando scenari climatici e standard metodologici comuni.
2.Adottare un quadro di riferimento comune per la pianificazione dell’adattamento, preparandosi ai rischi climatici in linea con uno scenario di riscaldamento globale di 2.8-3.3ºC entro il 2100. Ciò si tradurrebbe in condizioni più critiche perl’Europa, che attualmente registra un surriscaldamento di circa 1 °C superiore alla media mondiale. Ciò dovrebbe essere accompagnato dall’impiego sistematico di scenari più avversi negli stress test.
3.Definire una visione chiara per un’UE resiliente ai cambiamenti climatici entro il 2050 e oltre, sostenuta da strategie settoriali e obiettivi di adattamento misurabili.
4.Integrare fin dalla progettazione misure di resilienza sociale ed equa in tutte le politiche, i programmi e gli investimenti dell’UE, supportate da sistemi di monitoraggio, valutazione e apprendimento.
5.Mobilitare investimenti pubblici e privati nell’adattamento e definire un approccio più coerente alla gestione dei crescenti costi degli impatti climaticiattraverso il bilancio dell’UE, la governance economica e i meccanismi di ripartizione dei rischi.
“L’adattamento va oltre la politica climatica– ha osservatoLaura Diaz Anadon, Professoressa di Politiche sui Cambiamenti Climatici presso l’Università di Cambridge, Vicepresidente del Comitato Consultivo –Un solido quadro europeo di riferimento sull’adattamento è fondamentale per affrontare i rischi sistemici che minacciano la sicurezza dei servizi essenziali, dell’approvvigionamento alimentare, idrico ed energetico, per garantire la stabilità necessaria per investire in un’economia competitiva e innovativa e proteggere la salute dei cittadini e degli ecosistemi dell’UE“.
La mitigazione e l’adattamento devono progredire insieme
Vi sono limiti a ciò che l’adattamento può conseguire eogni ulteriore aumento del riscaldamento globale aumenta gli impatti e i rischi legati ai cambiamenti climatici in tutta Europa.L’adattamento non può sostituire la mitigazione. Riduzioni profonde e durature delle emissioni, unitamente all’aumento dell’assorbimento di carbonio, rimangono essenziali per stabilizzare e, in ultima analisi, ridurre le temperature globali e prevenire gli impatti più gravi e irreversibili.Anche in presenza di scenari di mitigazione ottimistici, i rischi continueranno a intensificarsi nei prossimi decenni. L’Europa deve quindi agire contemporaneamente su entrambi i fronti:ridurre le emissioni per limitare rischi futuri, rafforzando nel contempo l’adattamento per ridurre al minimo gli impatti climatici.
“Una solida gestione dei rischi significa per l’UE prepararsi ad affrontare una serie di scenari possibili per garantire un futuro resiliente– ha aggiuntoJette Bredahl Jacobsen, Professoressa di Economia Ambientale e delle Risorseall’Università di Copenhagen, e Vicepresidente del Comitato –Allo stesso tempo, l’adattamento non può prevenire tutte le perdite, pertanto gli sforzi di mitigazione rimangono essenziali per limitare i rischi climatici entro livelli gestibili. Rafforzare l’adattamento insieme alla mitigazione è essenziale per salvaguardare il benessere dei cittadini, la sicurezza e i più ampi obiettivi strategici dell’UE”.
