Energia

IEA: con la crisi in atto la transizione energetica prende slancio  

L’ultimo Rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) su investimenti e finanziamenti in tutti i settori dell’approvvigionamento di combustibili ed elettricità, dell’efficienza energetica e della ricerca e sviluppo, evidenzia che l’attuale crisi energetica derivante dall’effettiva chiusura dello Stretto di Hormuz ha fatto aumentare gli investimenti globali nel settore energetico rispetto al 2025, con i due terzi dei quali dedicati a reti elettriche, fonti rinnovabili, accumuli, combustibili a basse emissioni, nucleare, efficienza energetica, elettrificazione.

Le profonde ripercussioni del conflitto in Medio Oriente stanno spingendo paesi e aziende a ripensare le strategie di investimento energetico in risposta alle crescenti preoccupazioni per la sicurezza energetica e l’affidabilità dei flussi commerciali.

Lo rivela l’ultimoRapporto annualeWorld Energy Investment”, diffuso dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) il 28 maggio 2026 nel corso di unevento di lancio,che costituisce il punto di riferimentoglobale peril monitoraggio delle tendenze di investimento nel settore energetico con i dati più recenti sui flussi di capitale verso diverse tipologie di progetti energetici, nonché la prima serie di stime per l’intero anno 2026.

L’edizione 2026 del rapporto sugli investimenti energetici mondiali evidenzia come l’attuale crisi energetica, derivante dall’effettiva chiusura dello Stretto di Hormuz, stia modificando la percezione del rischio e incentivando una maggiore diversificazione. A pochi anni dalla crisi energetica scatenata dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, si prevede chel’attuale shock dell’offerta lascerà un’impronta duratura sulle future priorità di investimento, in particolare in Asia e Medio Oriente, dove gli effetti delle interruzioni dei flussi marittimi attraverso lo Stretto di Hormuz si sono fatti sentire in modo più acuto.

Ci troviamo nel mezzo della più grande crisi di sicurezza energetica che il mondo abbia mai affrontato e credo che ciò rimodellerà le strategie di investimento a livello globale, con parallelismi con i grandi cambiamenti che il mondo dell’energia ha vissuto dopo gli shock petroliferi degli anni ’70– ha affermato il Direttore Esecutivo dell’IEA, Fatih Birol –Stiamo già assistendo a un intensificarsi degli sforzi sia da parte dei paesi produttori che di quelli consumatori per diversificare le rotte commerciali e le fonti energetiche, ad esempio promuovendo nuovi gasdotti e altre infrastrutture di approvvigionamento, da un lato, e rivolgendosi maggiormente alle risorse disponibili a livello nazionale, dall’altro. Queste spaziano dalle energie rinnovabili e dal nucleare al carbone, al petrolio e al gas, in alcuni casi, nonché a misure più ampie per rafforzare i sistemi elettrici, espandere l’elettrificazione e accelerare l’efficienza energetica”.

Il rapporto prevede che gliinvestimenti globali nel settore energetico raggiungeranno i 3.400 miliardi di dollari nel 2026, con un leggero aumento rispetto all’anno precedente. Di questi,circa 2.200 miliardi di dollari saranno destinati a reti elettriche, stoccaggio, combustibili a basse emissioni, energia nucleare, energie rinnovabili, efficienza energetica ed elettrificazione nel 2026, mentre circa 1.200 miliardi di dollari saranno investiti in petrolio, gas naturale e carbone.

Nonostante l’aumento dei prezzi del petrolio, si prevede chegli investimenti nel settore petrolifero diminuiranno per il terzo anno consecutivo nel 2026, scendendo al di sotto dei 500 miliardi di dollari. Secondo l’IEA,l’incertezza sulla durata dell’impennata dei prezzi, ilunghi tempi di realizzazione dei progetti, ivincoli della catena di approvvigionamentoe lacontrazione del mercato delle piattaforme offshorestanno limitando le risposte di spesa a breve termine al di fuori del Medio Oriente. Allo stesso tempo, si prevede chegli investimenti nel gas naturale aumenteranno fino a 330 miliardi di dollari, il livello più alto in un decennio, sostenuti da una serie di nuovi progetti di esportazione di GNL, in particolare negli Stati Uniti e in Qatar.

Il Rapporto evidenzia ilcrescente interesse dei paesi importatori di combustibili per le fonti energetiche disponibili a livello nazionale, tra cui le energie rinnovabili, l’energia nucleare e, in alcuni casi, il carbone. Si prevede che gli investimenti inprogetti di energia rinnovabile raggiungeranno circa 665 miliardi di dollari nel 2026, di cui 365 miliardi destinati al solo solare. Sebbene la crescita annuale degli investimenti nelle energie rinnovabili si sia rallentata dopo diversi anni di rapida espansione, lefonti a basse emissioni rappresentano ancora oltre il 70% degli investimenti totali nella produzione di energia a livello globale. Gliinvestimenti nel nucleare continuano la loro ripresa, superando gli 80 miliardi di dollari all’anno, con quasi 80 gigawatt di nuova capacità nucleare in costruzione in 15 paesi.

Nel frattempo, gliinvestimenti nel carbone sono destinati a salire a 180 miliardi di dollari nel 2026, il livello più alto dal 2012, con la Cina che rappresenta quasi il 70% della spesa globale per l’approvvigionamento di carbone.Alcuni paesi asiatici colpiti dall’attuale crisi potrebbero cercare di mantenere in funzione più a lungo le centrali elettriche a carbone esistenti per rafforzare la sicurezza energetica.

I precedenti shock energetici hanno portato a cambiamenti radicali nell’attenzione politica all’efficienza dal lato della domanda. La portata dellepolitiche di efficienza energetica si è ampliata negli ultimi anni e ogni anno a livello globale vengono investiti circa 350 miliardi di dollari in miglioramenti dell’efficienza. Il monitoraggio delle politiche da parte dell’AIE suggerisce checirca 20 paesi hanno già annunciato nuove politiche per migliorare l’efficienza a seguito della crisi. Ma restano ancora molte lacune da colmare.

Al contempo, il conflitto in Medio Oriente sta complicando le prospettive di finanziamento dei futuri progetti energetici.Il conflitto ha innescato volatilità nei mercati finanziari, rallentando le decisioni di investimento nel breve termine e facendo aumentare i costi di finanziamento a lungo termine. Ciò potrebbe colpire in modo sproporzionato le tecnologie energetiche ad alta intensità di capitale, avverte il rapporto, in particolare nelle economie emergenti e in via di sviluppo, dove i costi di finanziamento sono già significativamente più elevati rispetto alle economie avanzate.

Gli investimenti nel settore elettrico rimangono il tema dominante nelle tendenze globali della spesa energetica. Si prevede che gli investimenti nell’approvvigionamento e nelle infrastrutture elettriche raggiungerannoquasi 1.600 miliardi di dollari nel 2026 e saliranno a 2.000 miliardi di dollari includendo l’elettrificazione degli utenti finali. Laspesa per le reti elettrichedovrebbe avvicinarsi ai 550 miliardi di dollari, con unaumento di quasi il 20%su base annua, mentre gli investimenti nello stoccaggio tramite batterie supereranno i 100 miliardi di dollari.

La crescente domanda di energia elettrica, generata dalla rapida espansione deiData center e dell’Intelligenza artificiale (AI), sta influenzando in modo significativo le tendenze degli investimenti energetici in alcuni mercati, in particolare negli Stati Uniti. Nel suoRapportoDomande chiave su energia e IA ” dello scorso aprile, l’IEA ha rilevato che ilconsumo energetico per singola attività di AI sta diminuendo rapidamente, con un’efficienza che migliora a un ritmo senza precedenti nella storia dell’energia. Tuttavia, sempre più persone utilizzano l’AI e gli utilizzi ad alta intensità energetica, come gli agenti di IA,sono in aumento. Di conseguenza,il consumo di elettricità dei data center è destinato a raddoppiare entro il 2030 e quello dei data center dedicati all’IA è destinato a triplicare.

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