2 Agosto 2021
Cambiamenti climatici Fonti fossili Inquinamenti e bonifiche

11-12 giugno 2017, G7 Ambiente di Bologna: la dichiarazione finale

G7 Ambiente di Bologna

Il Documento sottoscritto al termine del vertice ribadisce la posizione scontata di “convitato di pietra” degli USA sul punto cambiamenti climatici, mentre risultati migliori si possono cogliere negli impegni per ridurre l’inquinamento dei rifiuti in mare, in particolare delle plastiche.

In un precedente articolo dedicato all’analisi del Rapporto della Commissione ad alto livello sui prezzi del carbonio auspicavamo che al G7 Ambiente di Bologna (11-12 giugno 2017) si parlasse anche delle misure da adottare per armonizzare il carbon pricing.

Purtroppo, il Comunicato finale denuncia che siamo ancora alle dichiarazioni di principio, senza proposte concrete: “23. Riconosciamo l’importante ruolo del prezzo del carbonio per affrontare i cambiamenti climatici, compresi gli approcci basati sul mercato e accogliamo con favore l’annuncio che a settembre avrà luogo la seconda riunione del Dialogo Strategico della Piattaforma sui Mercati del Carbonio“.

Ricordiamo che la prima riunione del Dialogo era avvenuta a Berlino (8-9 ottobre 2015), dopo che al G7 di Scloss Elmau, sotto Presidenza della Germania, si era riconosciuta la necessità di introdurre politiche ed azioni a lungo termine per contrastare i cambiamenti climatici, tra cui gli strumenti di mercato del carbonio avrebbero dovuto costituire la misura cardine.

Se a distanza di due anni si torna daccapo, con l’aggiunta della posizione recalcitrante della nuova Amministrazione USA che non può essere favorevole al riguardo, considerata la volontà espressa in campagna elettorale da Donald Trump di voler sfruttare tutte le fonti fossili disponibili sul suolo statunitense, c’è il rischio che si continui a tergiversare su questo punto, magari adducendo l’alibi che le difficoltà insorte abbisognano di ulteriori approfondimenti.

Tutto sommato il controverso punto dell’Accordo di Parigi, nonostante la postilla in cui si afferma che gli USA non sottoscrivono la sezione del comunicato sul clima, ha trovato una posizione più decisa da parte degli altri Paesi del G7:
Riaffermiamo un forte impegno per la rapida ed efficace attuazione del programma Parigi, che rimane lo strumento globale per contrastare in modo efficace ed urgente i cambiamenti climatici e per adattarsi ai suoi effetti […]. Concordiamo sul fatto che l’Accordo di Parigi è irreversibile e che la sua piena integrità è fondamentale per la sicurezza e la prosperità del nostro Pianeta, delle società e delle economie. Le nostre azioni continueranno ad essere ispirate e guidate dal crescente slancio globale per affrontare i cambiamenti climatici e per accelerare la transizione irreversibile verso economie a basse emissioni di carbonio, resilienti al clima ed efficienti nell’uso delle risorse […]”.

Ancora più positivi i risultati conseguiti sui punti dell’efficienza delle risorse e dell’economia circolare e, soprattutto, dell’inquinamento marino, con dettagliate azioni di supporto.
” […] 41. Siamo pertanto determinati ad attuare ulteriormente il Piano di Azione del G7 per combattere l’inquinamento marino (APML) e a richiedere un rafforzamento della coerenza, dell’efficienza e dell’efficacia degli sforzi internazionali esistenti, in particolare per le attività di ricerca e sviluppo, per affrontare i rifiuti marini, tenendo in considerazione i contesti regionali, soprattutto attraverso le seguenti iniziative:a) armonizzazione di indicatori e metodologie basate sulla scienza: b)identificazione,sviluppo, attuazione e diffusione di banche dati ampie ed accessibili; c) individuazione e diffusione delle migliori pratiche, in particolare per quanto riguarda la prevenzione e la gestione di rifiuti e dell’inquinamento dei rifiuti marini da fonti di terra e le azioni di rimozione in mare; d) ampliamento degli sforzi per creare capacità; e) identificazione, sviluppo e diffusione di misure per: valutazioni di costi / benefici, partenariati a sostegno degli strumenti di recupero dei costi, responsabilità estese ai produttori, promozione degli investimenti in infrastrutture di gestione dei rifiuti e delle risorse idriche, anche attraverso la cooperazione con il settore privato;f) riduzione progressiva delle plastiche monouso e delle microplastiche, comprese le microsfere, per evitare la perdita di materie plastiche nell’ambiente marino, anche attraverso la ricerca di prodotti sostitutivi“.

Poteva essere il G7 della rottura, è stato il G7 del dialogo e un documento finale all’unanimità ne è la riprova – ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti – riconoscendo la diversità delle opinioni. Ci siamo adoperati per costruire ponti e non alzare muri, trovando l’accordo sulla finanza sostenibile, sull’economia circolare, sull’efficienza delle risorse, approvando un’importante road map di Bologna, sui rifiuti marini e l’impegno per l’Africa“.

Tutti d’accordo, quindi, anche in presenza di un convitato di pietra!

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