21 Settembre 2021
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Fiumi europei: il contributo all’immissione di macrorifiuti nei mari

Uno studio di un team di ricercatori di varie istituzioni europee, tra cui CNR e ISPRA, ha trovato che i fiumi europei rilasciano più di 600 milioni di macrorifiuti galleggianti nei mari in un solo anno e che la plastica è il principale materiale per rifiuti osservato nei fiumi di tutta Europa.

Uno Studio pubblicato su Nature Sustainability e condotto da un team di ricercatori europei di 12 paesi provenienti da 22 istituzioni, tra cui CNR e ISPRA, ha rivelato come ogni anno dai fiumi europei finiscano in mare più di 600 milioni di macrorifiuti galleggianti (maggiori di 2,5 cm) e otto oggetti su dieci osservati sui fiumi europei siano di plastica, incluso il monouso, ed il 40% degli oggetti arriva al mare già frammentato. I macrorifiuti galleggianti, vengono considerati dallo studio come indicatori pertinenti sia dei quantitativi di rifiuti che finiscono a mare sia delle politiche di riduzione rifiuti.

Lo studio ha evidenziato come le economie europee ad alto reddito, contribuiscono con il 64% del carico totale annuale di rifiuti, tra cui Italia, Regno Unito, Spagna e Grecia tra i primi cinque contributori, mentre la Turchia, un’economia eurasiatica a reddito medio-alto, è il principale contributore (17%). In seguito alle restrizioni delle importazioni di plastica da parte della Cina, la Turchia è emersa come una delle maggiori destinazioni di esportazione al mondo per i rifiuti di plastica europei. Recentemente, le ONG hanno riferito che una parte importante delle esportazioni di rifiuti di plastica del Regno Unito viene scaricata e bruciata in Turchia, piuttosto che riciclarla. Le economie ad alto reddito mostrano la più grande produzione di rifiuti di plastica pro capite e l’esportazione è un percorso comune per i loro rifiuti di plastica di bassa qualità.

La nostra valutazione dimostra che i paesi con presumibilmente le migliori strategie di gestione dei rifiuti non sono in grado di impedire che l’inquinamento da plastica raggiunga i loro corsi d’acqua e, infine, i loro mari – ha affermato Daniel González, ricercatore presso l’Università di Cadice (UCA) e autore principale dello studio – Data l’incapacità delle economie ad alto reddito di gestire i propri rifiuti di plastica, le strategie di mitigazione dovrebbero essere principalmente orientate alla riduzione del consumo di plastica ed evitare la produzione di rifiuti

Il monitoraggio, effettuato su 42 fiumi in 11 Paesi europei, fornisce il più grande database di immissioni di macrorifiuti galleggianti fluviali nei mari, e testimonia come il 70% del carico annuale di rifiuti sia convogliato attraverso numerosi “piccoli” bacini costieri (cioè bacini idrografici inferiori a 100 km2).

Secondo gli autori questo risultato si spiega sulla base di due argomenti.
– In primo luogo, i 3 2Paesi europei ed eurasiatici considerati nello studio includono input di rifiuti provenienti da 23.000 piccoli bacini costieri, relativi a piccoli fiumi, torrenti e torrenti intermittenti attivati ​​dalle acque piovane. L’immissione di plastica da bacini inferiori a 100 km2, molti dei quali altamente popolati, non è stata considerata nei modelli precedenti.
– In secondo luogo, i grandi fiumi (come Danubio, Rodano, Vistola e Douro) sono altamente regimentati, con interruzione del loro flusso naturale. Molto probabilmente grandi quantità di plastica rimangono intrappolate a monte delle dighe, spiaggiate sulle rive dei fiumi o impigliate nella vegetazione, in attesa di essere frammentate prima di continuare il loro viaggio verso l’oceano sotto forma di piccoli pezzi e microplastiche.


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