Cibo e alimentazioneSalute

Diete: modesti cambiamenti apportano benefici a salute e ambiente

Modesti cambiamenti nella dieta potrebbero apportare benefici sia all’ambiente che alla salute. L’utilizzo di verdure, legumi e uova al posto di carne e latticini, sia trasformati che non trasformati, potrebbe apportare benefici ambientali e per la salute senza aumentare il costo complessivo delle diete.

A rivelarlo è loStudio“Reduced meat and dairy consumption improves health, environmental and most nutritional outcomes without increasing diet costs among Scottish adults”, pubblicato il 3 luglio 2026 suNature Foode condotto da ricercatori britannici, coordinati dall’Università di Edimburgoche hanno valutato33 diverse modalità per soddisfare le raccomandazioni del Comitato britannico sui cambiamenti climatici in materia di diete sostenibili.

La ricerca ha esaminatol’impatto dei cambiamenti dietetici sulle emissioni di gas serra, sull’uso del suolo e dell’acqua, sull’assunzione di nutrienti, sui costi della dieta e sulle condizioni di salute, tra cui il diabete di tipo 2 e le malattie cardiovascolari.

Secondo quanto emerso dallo Studio, in tutti gli scenari analizzati,la riduzione del consumo di carne e latticini è risultata associata a miglioramenti negli indicatori sanitari e ambientali.

I ricercatori hanno scoperto cheanche piccole sostituzioni, grammo per grammo, nei pasti di tutti i giornicome panini e piatti di pastapotrebbero produrre benefici significativi a lungo termine sia per le persone che per il pianeta.

La sostituzione di parte della carne con una varietà di alimenti alternativi non ha influito negativamente sull’apporto di nutrienti. Sebbene un minore consumo di latticini possa ridurre considerevolmente l’apporto di iodio in alcuni gruppi, questo problema potrebbe essere risolto attraverso l’arricchimento con iodio delle alternative vegetali ai latticini, affermano gli esperti.

I risultati mettono in discussione la convinzione che le diete più sostenibili siano necessariamente più costose, dato che la maggior parte dei cambiamenti alimentari ha un impatto minimo sui costi complessivi del cibo.

Riduzioni mirate
Lo studio suggerisce che intervenire sulle persone che consumano le maggiori quantità di carne rossa, sia lavorata che non lavorata, potrebbe apportare i maggiori benefici. Piuttosto che ridurre il consumo in modo uniforme su tutta la popolazione, si prevede cheaiutare i grandi consumatori a ridurne l’assunzione potrebbe prevenire quasi 60.000 casi di diabete di tipo 2 in un periodo di 10 anni, ottenendo al contempo maggiori vantaggi ambientali.

Tutti i modelli alimentari analizzati hanno comportato una riduzione delle emissioni di gas serra, nonché una diminuzione del consumo di suolo e di acqua.

Inoltre, la ricerca ha rilevato che le emissioni associate al consumo di cibo da parte degli adulti in Scozia, compresa l’impronta di carbonio degli alimenti importati, superano le emissioni derivanti dalla produzione agricola scozzese. I risultati sottolineanol’importanza di un cambiamento nelle abitudini alimentari, unitamente agli sforzi per ridurre le emissioni provenienti dall’agricoltura.

“I risultati dimostrano che cambiamenti alimentari modesti e realistici, se estesi a un’intera popolazione, possono apportare notevoli benefici alle persone e al pianeta– ha dichiaratoJoe Kennedy, Divisione di Agricoltura Globale e Sistemi Alimentari dell’Università di Edimburgo e principale autore dello studio –Rendere le opzioni più sane e sostenibili più accessibili e convenienti sarà fondamentale per favorire tale cambiamento”.

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.