1 Dicembre 2022
Cambiamenti climatici Politica Società

Crisi climatica: la grande assente della campagna elettorale

Greenpeace Italia ha diffuso i dati del monitoraggio realizzato dall’Osservatorio di Pavia che ha valutato come la crisi climatica sia marginale nei discorsi e post dei leader politici italiani, nonostante la violenza degli eventi climatici estremi a cui stiamo assistendo sempre più frequentemente.

Nonostante la siccità, le ondate di calore e gli incendi e le bombe d’acqua abbiano funestato l’estate, la crisi climatica è assente nei discorsi dei leader politici italiani, al punto che viene citata in meno dello 0,5% delle loro dichiarazioni riprese dai principali telegiornali.

È il risultato di un monitoraggio sulla campagna elettorale, diffuso il 14 settembre 2022 da Greenpeace Italia e realizzato dall’Osservatorio di Pavia, l’Istituto di ricerca specializzato nell’analisi della comunicazione, che ha analizzato le dichiarazioni dei principali leader politici (Berlusconi, Bonelli, Bonino, Calenda, Conte, Della Vedova, Di Maio, Fratoianni, Letta, Meloni, Renzi, Salvini, Speranza, Tajani) durante le edizioni in prime time dei principali telegiornali generalisti e i talk show politici trasmessi da Rai, Mediaset e La7 nel periodo fra il 21 agosto e il 4 settembre 2022. Al contempo, sono stati attenzionati i social media, monitorando i 14 account Facebook dei leader.

L’iniziativa fa seguito alla Campagna contro il greenwashing di Greenpeace Italia che nei mesi scorsi aveva pubblicato i monitoraggi  sullo spazio (scarso) dedicato al global warming dai media e dalle trasmissioni televisive, sempre condotti dall’Osservatorio di Pavia.

Dal “Monitoraggio dei temi ambientali nei primi 15 giorni di campagna elettorale” emerge che nei TG e nei post Facebook l’ambiente è presente in poco più del 10% delle dichiarazioni analizzate. Nei talk show analizzati, invece, le tematiche ambientali sono affrontate nell’80% delle puntate, ma spesso vengono appena citate e in gran parte si declinano come politiche economiche per affrontare la crisi energetica. Il frame dominante riguarda temi che vanno dal “caro gas/caro bollette” agli aspetti burocratici (tempi di realizzazione e costi delle varie tipologie di impianti energetici), mentre quasi mai si parla della crisi climatica e dei suoi impatti sull’ambiente e sulle persone. La crisi climatica, infatti, è citata in meno dello 0,5% delle dichiarazioni riprese dai principali telegiornali.

Nei TG, inoltre, le dichiarazioni rilasciate dai leader riguardo la crisi climatica sono appena il 3,8% di quelle sull’ambiente e meno dello 0,5% sul totale delle dichiarazioni. Va leggermente meglio nei talk show, dove la crisi climatica è citata nel 7,8% dei discorsi a tema ambientale, pari al 6,2% sul totale delle dichiarazioni. Ancor meno spazio viene dedicato ai cambiamenti climatici su Facebook, citati nel 2,1% dei post a tema ambientale, pari a circa lo 0,2% di tutti i post pubblicati.

Portare il clima al centro del dibattito politico
Quella che si sta per concludere è un’estate che sarà tristemente ricordata per la frequenza e la violenza degli eventi climatici estremi a cui abbiamo assistito o stiamo continuando ad assistere in Italia, come conferma in queste ore la bomba d’acqua che si è scaricata sulle Marche, in particolare nell’entroterra di Senigallia, dove sono caduti in poche ore oltre 400mm di pioggia, la metà della quantità di un intero anno, causando la morte di 10 persone e altre 4 risultano disperse.

Ciononostante, la scarsissima attenzione che, pur con le dovute differenze, i leader riservano proattivamente alla crisi climatica, mostra come questa drammatica emergenza interessi poco molti dei leader che si candidano a guidare il Paese. È invece urgente che la nostra classe politica prenda atto che i cambiamenti climatici non portano con sé conseguenze devastanti solo dal punto di vista ambientale, ma provocano vittime, generano perdite economiche e accelerano altre crisi come quella alimentare.

Il dibattito sulla crisi energetica
Secondo Greenpeace Italia, alcune false soluzioni alla crisi energetica, come i rigassificatori o il nucleare di nuova generazione, continuano a essere oggetto di dibattito distraendo dagli interventi realmente efficaci contro la crisi climatica – risultano essere divisive per i leader di partito, il tema degli investimenti e l’accelerazione sulle rinnovabili, che risultano essere più citate rispetto ad altre fonti, parrebbe accomunare la maggior parte dei partiti.

Sembrerebbe, a parole, che gran parte del panorama politico italiano abbia compreso quanto sia fondamentale per il nostro futuro puntare massicciamente su una rivoluzione energetica che metta al centro forme di energia pulite e rinnovabili, come l’eolico e il solare – prosegue il Comunicato di Greenpeace Italia – Non sappiamo però se questo trend sia dovuto a una reale convinzione o a puro greenwashing elettorale. Ma sappiamo che se il nuovo Governo non darà seguito alla prova dei fatti, oltre a non rispondere alla crisi climatica, rischieremo anche di perdere le opportunità di sviluppo che la transizione rinnovabile ci offre”.

In copertina: Immagine dell’alluvione che ha colpito le Marche il 15 settembre 2022

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