2 Dicembre 2021
Economia e finanza Società Sostenibilità

Corsa alla terra: scarsi benefici, rischi notevoli

Il nuovo Rapporto di Land Matrix che fa il punto sulla cosiddetta “corsa alla terra” ovvero sull’ondata di acquisizioni di terreni su larga scala da parte di investitori internazionali iniziata un decennio fa, registra che il fenomeno ha raggiunto l’allarmante dimensione contrattuale di 33 milioni di ettari, con scarsi effetti economici per le comunità locali, ma con correlati impatti significativi su habitat ed ecosistemi, nonché sulle risorse idriche locali.

La domanda di terra e risorse naturali è notevolmente accelerata nell’ultimo decennio ed è probabile che continui, portando a un’impennata delle acquisizioni su larga scala (LSLA) nei Paesi in via di sviluppo, fenomeno che è stato soprannominato la “corsa alla terra” o, meglio, “furto di terra” (Land grabbing). Sfortunatamente, i processi decisionali sul territorio e sulle risorse naturali spesso mancano di trasparenza, il che, insieme a una governance debole e carente, crea comunemente condizioni che hanno un impatto negativo sui portatori di interesse locali. 

Per superare queste sfide e garantire equità, inclusività e responsabilità negli LSLA e disporre di dati affidabili e aggiornati, Land Matrix, iniziativa indipendente di monitoraggio globale del territorio, composta da una serie di partner globali e regionali, per promuovere la trasparenza e la responsabilità nelle decisioni sugli LSLA nei Paesi a basso e medio reddito, ha lanciato il 28 settembre 2021 il suo 3° Rapporto analiticoTaking stock of the global land rush” (Fare il punto sulla corsa globale alla terra) e sui relativi impatti economici e ambientali.

I risultati del Rapporto sono allarmanti e mettono in evidenza l’urgente necessità di ripensare gli LSLA, che hanno raggiunto l’incredibile dimensione totale a di 33 milioni di ettari tramite accordi agricoli e transnazionali. In particolare, il Rapporto mostra che, dal momento che gran parte dell’area interessata deve ancora essere destinata alla produzione agricola e che l’espansione della produzione rappresenta una minaccia significativa per i mezzi di sussistenza rurali e gli habitat naturali, è necessaria un’azione rapida e decisa per proteggere entrambi.

Il rapporto mostra anche che la perdita non consensuale e non compensata di terra vissuta dalle comunità locali spesso comporta solo pochi benefici socioeconomici, sia che si tratti di occupazione, ricadute positive di produttività o infrastrutture.

Oltre ai problemi economici, gli LSLA continuano a distruggere le foreste pluviali, gli habitat naturali e la biodiversità alle frontiere agricole dell’Amazzonia, del Sud-est asiatico e del bacino del Congo. Ma non sono minacciate solo le risorse forestali: il 54% degli acquisti di terreni registrati nel database Land Matrix è destinato alla produzione di colture con un elevato consumo di acqua, anche nelle zone aride, con il rischio di veloce esaurimento delle risorse idriche quale fenomeno correlato

Nel complesso, sebbene siano stati compiuti progressi in termini di governance del territorio, è evidente una mancanza di attuazione delle politiche in questo settore e l’urgente necessità di ripensare gli LSLA, trasformando le attuali pratiche in contributi responsabili e sostenibili allo sviluppo economico e sociale.

Nello specifico, per garantire efficacemente che i diritti fondiari siano protetti, lo sviluppo sociale in determinate regioni sia rafforzato e l’ambiente sia rispettato, gli autori individua 5 aree prioritarie per il cambiamento delle politiche.
1. Dovrebbero essere perseguite e accelerate dai governi le riforme di governance del territorio e la loro effettiva attuazione, basate sulle Linee guida volontarie sulla governance responsabile del possesso di terra (VGRGT).
2. Lo sviluppo locale dovrebbe avere il ruolo centrale, con particolare attenzione alle ricadute e all’inclusione dei piccoli agricoltori.
3. I trattati internazionali di investimento devono integrare i diritti umani e le disposizioni ambientali e la due diligence sui diritti umani dovrebbe essere obbligatoria.
4. Le LSLA che portano alla deforestazione, alla conversione di altri preziosi habitat naturali o al danneggiamento di importanti riserve di carbonio come le torbiere devono essere bloccate.
5. Sono necessari impegni vincolanti per aumentare la trasparenza, per tutti i portatori di interesse.

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