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Inquinamento atmosferico industriale: costa tra 277 e 433mld l’anno

Un Briefing dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), basato su un Rapporto del Centro tematico ETC/ATNI, esamina gli elevati costi sociali o “esternalità” in termini monetari (impatti sulla salute umana, sugli ecosistemi, sulle infrastrutture e sul clima) dell’inquinamento atmosferico provocato dai grandi impianti industriali.

Le emissioni di inquinanti atmosferici e gas serra dai grandi siti industriali in Europa sono costate alla società tra 277 e 433 miliardi di euro nel 2017.E la metà dei costi sono imputabili a 211 impianti, circa il 2% dei più grandi siti industriali d’Europa.

È quanto emerge dalBriefing“Counting the costs of industrial pollution” che l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) ha pubblicato il 29 settembre 2021, che fa parte delle attività in corso dell’Agenzia per valutare gli impatti dell’inquinamento atmosferico in Europa e che mostra come, nonostante i significativi progressi nella riduzione dell’impatto ambientale e climatico, i costi sociali dell’inquinamento atmosferico industriale rimangano elevati.

Il briefing si basa su unRapportodel Centro tematico europeo dell’AEA sull’inquinamento atmosferico, i trasporti, il rumore e l’inquinamento industriale (ETC/ATNI) che ha valutatoi costi in termini monetari il costo dei danni alla salute e all’ambiente causati dalle emissioni di inquinanti atmosferici dagli impianti industrialiufficialmente segnalati al Registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di inquinanti (E-PRTR), utilizzando una metodologia standard, basata sul cosiddettoImpact Pathway Approachche tiene conto, ad esempio, delle quantità e della diffusione dei diversi inquinanti dalle loro fonti industriali, degli effetti sulla salute delle persone, degli ecosistemi, del clima e dell’agricoltura, e dei relativi costi monetari.

I principaliinquinanti atmosfericiesaminati comprendono ilparticolato(PM2,5 e PM10), l’anidride solforosa(SO2), l’ammoniaca(NH3g), gliossidi di azoto(NOX) e icomposti organici volatili non metanici(COVNM). 
Imetalli pesanticoperti includonoarsenico,cadmio,cromo esavalente,piombo,mercurioenichel. G
Gliinquinanti organicistudiati includonobutadiene,benzene,formaldeide,idrocarburi policiclici aromatici(IPA),diossineefurani.

Igas serra(GHG) valutati sonoanidride carbonica,metanoeprotossido di azoto, i cui costi dei danni sono valutati utilizzando come proxy il costo di abbattimento del carbonio richiesto per conformarsi all’Accordo di Parigi, che cerca di limitare l’aumento del riscaldamento globale a meno di 2°C rispetto alle temperature preindustriali.

“Calcolare l’entità del problema (inquinanti e inquinatori)– sottolinea l’AEA –  i danni causati e i costi più ampi per la società, sia in termini sanitari che non sanitari, ci aiuterà a comprendere l’entità della sfida, nonché le potenzialità di specifiche soluzioni”.

In totale, si stima che l’inquinamento atmosferico e i gas serra emessi dai grandi siti industriali in Europa siano costati alla societàtra 277 e 433 miliardi di euro, equivalenti a circa il 2-3 % del PIL dell’UEe superiore alla produzione economica totale di molti singoli Stati membri in quell’anno.

Inoltre, il briefing dell’AEA mostra che un numero relativamente ridotto di strutture continua a essere responsabile della maggior parte dei costi esterni quantificati. Solo211 siti(degli 11.655 impianti che hanno segnalato le emissioni degli inquinanti inclusi nell’E-PRTR nel 2017)hanno causato il 50% dei costi aggregati dei danni relativi ai principali inquinanti atmosferici e gas a effetto serra.

Localizzazione delle 211 strutture che rappresentano il 50 % dei costi complessivi dei danni causati dai principali inquinanti atmosferici e gas a effetto serra (2017)

A causarei maggiori danni alla salute delle persone e all’ambiente, sono lecentrali termicheper lo più alimentate a carbone:24 delle 30 strutture più inquinanti. Seguono gli impianti dell’industria pesante, diproduzione e lavorazione di combustibili, dell’industria leggera, digestione dei rifiuti,diallevamentoe ditrattamento delle acque reflue.

I principali impianti inquinanti si trovano inGermania,Regno Unito,Polonia,SpagnaeItalia, paesi che hanno anche le strutture più grandi e il maggior numero di siti che riferiscono a E-PRTR. Se i costi vengono confrontati con il PIL come indicatore delle prestazioni ambientali relative per unità di produzione economica nazionale, i primi 5 paesi sonoEstonia,Bulgaria,Repubblica Ceca,Polonia(tra le prime 5 di entrambi i raggruppamenti) eSlovacchia.

IlGreen Deal europeoe ilPiano d’azione Inquinamento zero, adottato dalla Commissione UE lo scorso maggio, stanno creando un’importante opportunità di cambiamento, conclude l’AEA, el’industria europea ha un ruolo importante da svolgere in questa transizione, rafforzando le future credenziali dell’Europa come leader nell’industria “verde”.

In copertina: © Andrzej Bochenski, ImaginAIR /EEA

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