Cambiamenti climatici Clima Economia e finanza

Coalizione per un’ambizione più alta: lettera aperta ai leader UE

Coalition for Higher Ambition

La Coalizione che annovera principali gruppi di imprese, investitori, sindacati e associazioni della società civile sollecita l’UE a formalizzare la Srrategia per la totale decarbonizzazione dell’economia al 2050.

Gli studenti che hanno partecipato al Global Strike for Future per chiedere ai Governi azioni più incisive di contrasto ai cambiamenti climatici secondo le indicazioni fornite dagli scienziati, hanno trovato dei potenti alleati.

Alla vigilia del Consiglio europeo di primavera (21-22 marzo 2019), Coalition for Higher Ambition, una Coalizione di organizzazioni imprenditoriali e sindacali, di compagnie di investimento, di autorità regionali e di associazioni della società civile, ha scritto una lettera aperta ai leader dell’UE per sollecitarli a dare una risposta coerente alla crescente ondata di proteste, appoggiando formalmente un obiettivo per costruire un’economia a zero emissioni al 2050.

Le mobilitazioni senza precedenti dei cittadini che si stanno svolgendo in tutti gli Stati membri dell’UE per chiedere azioni più forti contro i cambiamenti climatici – vi si legge – indica che l’azione climatica è un elemento portante del futuro dell’Europa e che gli impehgni assunti dall’UE in base all’Accordo di Parigi è una urgente necessità”.

Il Consiglio europeo di questa settimana dovrà discutere, tra l’altro, di cambiamenti climatici in vista della decisione che dovrà essere assunta probabilmente nel Vertice di maggio previsto a Sibiu (Romania) sui Piani di decarbonizzazione conseguenti la proposta di Strategia generale a lungo termine dell’UE, adottata nello scorso novembre dalla Commissione UE “Clean Planet for All” (Un pianeta pulito per tutti), che illustra come l’Europa possa avere un ruolo guida per conseguire un impatto climatico zero al 2050, investendo in soluzioni tecnologiche realistiche, coinvolgendo i cittadini e armonizzando gli interventi in settori fondamentali, quali la politica industriale, la finanza o la ricerca, garantendo nel contempo equità sociale per una transizione giusta, in linea con l’Accordo di Parigi.

La proposta di Strategia a lungo termine, sostenuta dal Parlamento europeo, non piace ad alcuni Paesi membri, in particolare quelli che fanno ancora affidamento in modo sostanziale alle fonti fossili per la loro economia.

Con la lettera rivolta ai Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri, al Presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker e al Commissario UE all’Energia e Clima Miguel Arias Cañete, gli autori della lettera sottoscrivono tali obiettivi e sostengono la necessità di dare delle risposte alle proteste per una chiara strategia verso le zero emissioni al 2050.

Accogliamo con favore la proposta della Commissione di raggiungere la neutralità climatica al più tardi entro il 2050 – prosegue  la lettera – Come indicato dall’analisi della Commissione, basata su tecnologie e soluzioni esistenti, la transizione giusta verso un’economia a emissioni nette zero è fattibile e offre numerosi benefici economici, ambientali e sociali, tra cui la salute dei cittadini, ulteriori posti di lavoro, maggiore competitività e sicurezza energetica e uno sviluppo economico più sostenibile“.

In particolare, il Gruppo sottoscrittore, oltre a chiedere che la Strategia venga formalmente adottata dal Consiglio al Vertice di Sibiu, sollecita l’UE ad aumentare l’attuale obiettivo del 40% sulle emissioni di gas serra previsto dal Piano “Clima ed Energia al 2030”, in modo che sia sulla giusta traiettoria per emissioni zero al 2050, anche per dare un segnale sulla disponibilità a rafforzare i propri obiettivi sulle emissioni al prossimo Vertice ONU sul Clima di New York, indetto per il prossimo settembre dal Segretario generale António Guterres per invitare i Governi a presentate Piani climatici più ambiziosi, in vista dell’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi nel 2020.

Ora con questa presa di posizione di potenti Associazioni di Imprenditori, di Investitori, di Città e della Società civile, che appoggiano apertamente politiche specifiche, sarà più difficile per i Governi europei non aderire ad un radicale cambiamento, specie dopo aver assunto gli impegni, seppure non vincolanti, alla recente Assemblea Ambiente dell’ONU (UNEA-4).

C’è da osservare, tuttavia, che in occasione del Global Strike for Future i leader politici d’Europa hanno assunto posizioni differenziati nella risposta agli scioperanti della scuola. Se italiani e francesi hanno dichiarato di ritenere giuste le richieste di un’azione più audace, altri, come tedeschi e inglesi, hanno accusato gli studenti di “assenteismo”.

Nel frattempo, in Italia dove la partecipazione al Global Strike for Future è stata particolarmente numerosa con oltre 400.000 persone in quasi 200 città, i referenti delle piazze italiane di Friday for Future hanno appena annunciato “il lancio di un’assemblea nazionale costituente per una discussione democratica e partecipata, al fine di creare un’organizzazione migliore e ben definita, che collabori sulla base delle regole su cui il movimento internazionale inspirato da Greta Thunberg si fonda, ossia: apartiticità, pacifismo e pieno riconoscimento delle indicazioni scientifiche (rapporto 2018 I.P.C.C.), in vista della produzione di richieste e obiettivi condivisi a livello nazionale”.

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