I ricercatori hanno sviluppato il “principio attivo” di un futuro biopesticida in grado di contrastare l’Aetina tumida, il piccolo coleottero esotico invasivo che infesta gli alveari determinando notevoli danni, dalla distruzione dei favi alla fermentazione del miele e al collasso della colonia, senza rischi per l’ambiente e la salute umana.
Un innovativo biopesticida, in grado di contrastare gli insetti ‘nemici’ di api e alveari, senza rischi per l’ambiente e la salute umana.
Lo sta mettendo a punto un gruppo di ricercatori ENEA del Centro Ricerche Trisaia (Matera), nell’ambito del progetto RNAp, finanziato con il 5×1000 destinato alla ricerca scientifica dell’Agenzia, in grado di contrastare l’Aethina tumidache hanno sviluppato una speciale molecola che funziona come “interruttore mirato” per contrastare il piccolo coleottero che infesta gli alveari determinando notevoli danni,dalla distruzione dei favi alla fermentazione del miele e al collasso della colonia.
L’Aethina tumida, è una specie invasiva originaria dell’Africa subsahariana che causa danni alle colonie di ape europea cibandosi di cera, uova e larve di api, classificato come specie esotica invasiva di interesse, a seguito della sua individuazione in Calabria nel 2014, dove risulta tuttora stabilmente presente. La sua recente espansione dall’Italia continentale alla Sicilia, con infestazioni confermate in apiari della provincia di Messina, sottolinea l’urgenza di un contenimento efficace per limitarne la diffusione territoriale.
La molecola messa a punto dai ricercatori funziona come un “interruttore” mirato: individua un gene fondamentale del piccolo coleottero dell’alveare, e lo “silenzia”bloccando la produzione di una proteina essenziale per la sua crescita e il suo sviluppo. In questo modo, il parassita può essere controllato senza danneggiare le api.
Iprimi risultatisono stati pubblicati il 22 aprile 2026 sulla rivista di settoreJournal of Pest Science, con il titolo “Silencing of the V-ATPase gene via RNA interference impairs fitness and survival of the invasive apiary pest Aethina tumida indicating potential for pest control”, aprendo la strada all’impiego di innovative biotecnologie green per proteggere le api, preziose “sentinelle della biodiversità”, di cui si celebra oggi (20 maggio) laGiornata Mondiale.
“I nostri studi hanno dimostrato, per la prima volta, che è possibile silenziare efficacemente un gene chiave per lo sviluppo e la riproduzione del piccolo coleottero dell’alveare, Aethina tumida, somministrando la molecola alle larve– ha spiegatoSalvatore Arpaia, Ricercatore ENEA dellaDivisione Bioenergia, bioraffineria e chimica verdee autore corrispondente dello Studio –La stessa molecola risulta innocua per le api”.
Per verificare l’efficacia della molecola (RNA a doppio filamento) sulla specie invasiva, l’ENEA e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiornohanno condotto prove sperimentali in laboratorio, presso la sede dell’istituto a Reggio Calabria, grazie ai finanziamenti dei Ministeri della Salute e dell’Università e Ricerca.

Inoltre, nell’ambito del progetto ENEA RNApi, il Laboratorio del Centro Ricerche di Trisaia ha ottenuto dal Ministero della Salute l’accreditamento per effettuare interventi di modificazione genetica su un ceppo non patogeno di Escherichia coli, il batterio che provoca diarrea e vomito, per permettere di produrre in modo più efficiente e a costi ridotti le molecole di RNA a doppio filamento, “principio attivo” delfuturo biopesticida. Sulla base dei risultati già ottenuti, queste molecole saranno utilizzate anche in prove su arnie infestate, con l’obiettivo di arrivare allo sviluppo di unprodotto specifico per l’apicoltura.
Il controllo chimico dei parassiti dell’alveare è particolarmente complesso, perchéi trattamenti devono essere efficaci contro le infestazioni senza danneggiare la salute delle colonie né la qualità e la sicurezza dei prodotti dell’alveare. A rendere la situazione ancora più difficile è la scarsa disponibilità di medicinali veterinari autorizzati per le api, come recentemente evidenziato dalla Federazione dei veterinari europei. Finora sono state attuatemisure di emergenza, tra cui restrizioni alla circolazione di api vive, attrezzatureapicole e prodotti contenenti favi,limitazioni all’apicoltura migratoria per i servizi di impollinazionee ladistruzione obbligatoria delle colonie di api infestatein alcune zone della Calabria.
“Sebbene necessarie, queste misure comportano costi significativi per gli apicoltori, che si aggiungono alle perdite dirette causate dalle infestazioni– ha concluso Arpaia –Proprio per questo è fondamentale continuare a sostenere la ricerca scientifica pubblica, per sviluppare soluzioni più efficaci e sostenibili dei pesticidi chimici, come punta a dimostrare il progetto ‘RNApi’ sostenuto dai contribuenti italiani con il 5×1000”.
Immagine di copertina: Fonte ENEA
