Secondo i dati dell’Osservatorio SANA 2022, frutto della collaborazione con Nomisma e presentati al Salone internazionale del biologico e del naturale (Fiere di Bologna, 8-11 settembre 2022), l’Italia si conferma il paese leader in Europa per superficie agricola destinata al bio, mentre i consumi alimentari, pur continuando a crescere, soprattutto fuori casa, non tengono il passo con gli altri Paesi europei.
L’Italia si conferma leader nel settore biologico per quota di superficie agricola, operatori ed export. Molte – invece – le trasformazioni che riguardano i consumi interni che complessivamente si dimostrano in crescita grazie al traino dei consumi extra-domestici (ristorazione commerciale e collettiva segnano un +53%) a fronte di un segno meno della componente domestica (-0,8%) e un’incidenza dei consumi bio sul totale dei consumi alimentari ancora più bassa rispetto a quanto accade nei principali paesi europei.
Sono queste alcune delle evidenze contenute nell’Osservatorio SANA 2022, curato daNomismae presentato l’8 settembre 2022 nel corso dell’iniziativa Rivoluzione Bio all’interno del34° Salone Internazionale del Biologico e del Naturale(Bologna Quartiere Fieristico, 8 -11 settembre 2022).
Il momento che il biologico sta vivendo è cruciale: da una parte vi sono gli impatti collegati prima alla pandemia; dall’altra il conflitto russo-ucraino e l’inflazione che contribuiscono a delineare uno scenario evolutivo che sta producendo effetti sul modello di consumo degli italiani. Mai come in questo momento è fondamentale fare il punto sul comparto biologico per implementare azioni di promozione e informazione verso i consumatori con l’obiettivo dirafforzare l’educazione alimentare,incrementare conoscenza sulla certificazione,creare strumenti per facilitare scelte di consumo consapevoli, sfruttando le opportunità legate alle iniziative del prossimoPiano di Azione Nazionale per l’agricoltura biologica, in analogia delPianoadottato dalla Commissione UE l’anno scorso, sul quale il MiPAAF ha avviato una consultazione che si è appena conclusa (2 settembre 2022).
Superficie e operatori
L’Italia, con quasi 2,2 milioni di ettari, è leader del settore biologico: vanta la più alta percentuale di superfici bio sul totale (17%), a fronte di quota media UE ancora ferma al 9% e ben lontana dall’obiettivo del 25% inserito nellaStrategiadell’UE “Farm to Fork” per il 2030.

Le dimensioni del mercato bio in Italia
Nel 2022 (ultimo periodo di riferimento l’anno terminante a luglio 2022 e a parità di perimetro rispetto all’anno precedente) levendite alimentari bio nel mercato interno(consumi domestici e consumi fuori casa) hanno raggiunto5 miliardi di euro e rappresentano il 3,5% delle vendite al dettaglio biologiche mondiali. A trainare la crescita del mercato sono iconsumi fuori casache hanno superato ilmiliardo di euro, segnando una crescita del +53% rispetto al 2021 grazie alla dinamica sia della componente legata alla ristorazione collettiva (+20%) che a quella della ristorazione commerciale (+79%).
In controtendenza iconsumi domestici che segnano dopo anni una leggera flessione(-0,8%a valore rispetto allo stesso periodo 2021).
Questo l’esito di trend molto differenti legati ai canali: a soffrire è soprattuttola rete di negozi specializzati che segna una battuta di arresto(-8%rispetto allo stesso periodo del 2021); laDistribuzione Modernadi fatto mantiene a valore le dimensioni del 2021 (+0,8% a valore, mentrecrescono del 5%gli altri canali (vendita diretta realizzata in mercatini e aziende,gruppi di acquisto solidale,farmacie,parafarmacieederboristerie).
Continua lacrescita dell’export bio Made in Italy:+16%rispetto allo scorso anno, raggiungendo i 3,4 miliardi di euro di vendite sui mercati internazionali. Dal 2012 ad oggi il mercato interno legato al biologico è cresciuto del 131%, ancor più brillante la crescita dell’export e (+181% rispetto al 2008).

LaDistribuzione Modernarimane il primo canale per gli acquisti di biologico degli italiani, pesando per il57% del totale delle vendite legate ai consumi domestici degli italiani. Nel 2022 le vendite di biologico nel canale si attestano a 2,3 miliardi di euro (+0,4% rispetto al 2021).
Iper e supermercatisono il canale che, all’interno della Distribuzione Moderna, veicola la maggior parte delle vendite bio:1,4 miliardi di euro a luglio 2022, segnando un leggero calo rispetto allo scorso anno(-2,0%). Al secondo posto per dimensionii Discount, con vendite di biologico pari a 272 milioni di euro, increscita del +14%rispetto all’anno precedente). Al terzo posto, invece, iLiberi Servizicon vendite per 159 milioni di euro che, come nel caso degli iper e supermercati mostrano un segno negativo (-4,6%). Come nel 2021 anche nel 2022 gliSpecialisti Drug mostrano segno positivo(+5,7%), pur rimanendo una piccola porzione delle vendite della Distribuzione Moderna. L’e-Commercechecontinua a crescere, ma con ritmi minori rispetto allo scorso anno(+5%), fa segnare vendite che raggiungono i78 milioni di euro.
“Dopo i primi mesi dell’anno con un mercato statico, abbiamo assistito ad una buona ripresa della Grande Distribuzione, in particolar modo dei discount– ha dichiaratoRoberto Zanoni, Presidente di AssoBio-Significativa è stata la crescita del comparto ‘fuori casa’ che ha portato globalmente a un incremento dei consumi, superando le pressioni inflazionistiche di questi ultimi periodi. Guardiamo con favore alla crescita degli acquisti nei mercatini bio e alle vendite dirette, oltre, naturalmente, al mondo della ristorazione che oggi è in ripresa dopo i critici lockdown in piena pandemia. L’Italia oggi è chiamata a difendere un primato importante nel biologico. É dunque necessario lavorare per far crescere i consumi, la consapevolezza e la trasparenza di tutta la filiera“
Esaminando le categorie di prodotti bio a peso imposto maggiormente vendute all’interno della Distribuzione Moderna troviamo al primo posto laDrogheria Alimentare(pasta, prodotti da forno, conserve, sughi) con un peso del57% sul totale delle vendite a valore, seguono ilFresco(20%) – formaggi, salumi, yogurt, uova – e l’Ortofrutta(13%). Guardando ai singoli prodotti, come per il 2021, anche nel 2022 iprodotti maggiormente venduti rimangono le uova, leconfetture e spalmabili base di frutta, e isostitutivi del latte.
Analizzando le vendite a valore per comparti emerge come siano iprodotti Pet Caree leCarni BIOa mostrare l’andamento più brillante, rispettivamente+19%e+15%rispetto all’anno precedente). Le Carni Bio fanno registrare una crescita maggiore rispetto al comparto nel totale agroalimentare (+10%). In leggera crescita anche l’Ortofrutta BIO(+3%), anche se con tassi minori rispetto al comparto nel totale agroalimentare (+6%). Stabili le vendite nel Fresco Bio, dove invece risultano in leggera crescita nel totale agroalimentare (+3%). Disegno negativoinvece le vendite delFreddo Bio, che registrano un calo del-6%e delleBevande Bio(-3%), comparti che invece mostrano segno positivo nel totale agroalimentare.
La stabilità delle vendite dei prodotti biologici si riflette sulla percentuale diusers bio: nel 2022, come nel 2021,l’89% delle famiglie italiane ha acquistato BIO almeno una volta nell’ultimo anno. Gli users bio confermano l’andamento delle vendite nei singoli canali, per gli acquisti di prodotti biologici i due canali più frequentati sono proprio Iper & supermercati (il 68% degli users vi acquista prodotti bio) e Discount.
“I dati che emergono dall’Osservatorio Sana presentano uno scenario, che pur confermandosi positivo, contiene alcuni elementi di riflessione– ha commentatoMaria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio –Mentre il nostro Paese continua ad essere leader a livello europeo per superficie agricola coltivata a biologico con il 17,4% e per numero di operatori che continuano a crescere, per la prima volta si registra una leggera decrescita dei consumi domestici, in controtendenza rispetto a quelli della ristorazione, commerciale e collettiva, e all’export che si confermano veri e propri driver di crescita per l’intero settore. È evidente a tutti che il quadro dei consumi negli ultimi due anni è stato stravolto dalle emergenze che si sono susseguite, dalla crisi pandemica prima e poi da quella che si è determinata con il conflitto in Europa, ma questo non toglie nulla al fatto che, oltre ad investire per continuare a far crescere l’export, occorre far ripartire anche i consumi domestici utilizzando tutti gli strumenti a disposizione offerti dal nuovo quadro normativo che abbiamo a disposizione con la legge nazionale sul biologico e con il Piano d’Azione Nazionale. È fondamentale infatti far crescere sia la produzione che i consumi utilizzando al meglio gli investimenti stanziati per il comparto, quasi 3 miliardi di euro per i prossimi 5 anni, sostenendo gli agricoltori nella transizione agroecologica, per tutelare l’ambiente, contrastare i cambiamenti climatici e favorire un’occupazione agricola, in particolare di donne e giovani, sempre più interessati al metodo biologico. Al tempo stesso occorre avviare un’efficace attività di promozione e comunicazione ai cittadini sui valori del bio e di educazione alimentare, per invertire anche il dato dei consumi domestici e proseguire nel percorso che vede il nostro Paese leader in Europa nel settore”.

I consumatori sembrano avere idee chiare su aspettative e valori che il bio interpreta. Questa consapevolezza ricade anche sui consumi fuori casa: negli ultimi 6 mesioltre 6 italiani su 10 hanno consumato prodotti biologici fuori casain almeno una occasione, scegliendo bio soprattutto nei momenti dellacolazione, deipranzi di lavoroe all’aperitivo.
Il monitoraggio realizzato da Nomisma fa emergere in modo chiaro alcune aree di lavoro fondamentali per incrementare conoscenza, consapevolezza e interesse verso la categoria.Quasi 6 consumatori su 10 vorrebbero avere informazioni più dettagliate sulle caratteristiche, metodo di produzione e sui valori nutrizionali degli alimenti biologici. Nello specifico, il 58% vuole saperne di più sui benefici che il prodotto può apportare a dieta e salute; la stessa percentuale chiede anche ulteriori dettagli sulla distintività del biologico rispetto al convenzionale.Più di 6 consumatori su 10, inoltre, vogliono avere informazioni più dettagliate sul contributo alla sostenibilità(ambientale, sociale ed economica) legate al metodo biologico.
“Il biologico rappresenta ancora un punto di riferimento delle preferenze del consumatore italiano: si confermano di fatto le dimensioni dei consumi in ambito domestico mentre è forte la ripresa nella ristorazione commerciale e collettiva, dopo le restrizioni imposte dalla pandemia– ha conclusoSilvia Zucconi, Responsabile Market intelligence di Nomisma –Questo deve essere solo un punto di partenza per una nuova crescita, ma occorre vincere due sfide ancora aperte: sostenibilità e informazione. Chiarire il profilo di sostenibilità del biologico e costruire una comunicazione chiara sui valori che il bio interpreta sono le strade da percorrere, soprattutto in uno scenario evolutivo dove le famiglie stanno rimodellando gli schemi di acquisto spinti dalla dinamica inflattiva”.
