27 Novembre 2022
Clima Fauna Flora

Allarme Coldiretti: animali e piante stressati dalle ondate di calore

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L’allarme per le produzioni in calo per effetto dello stress da ondate di calore di animali e piante, lanciato da Coldiretti ha trovato vasta eco mediatica, soprattutto per la notizia che gli allevatori sono costretti a far docce e usare ventilatori per aiutare mucche e suini a resistere.
Oltre agli animali, anche le colture per effetto delle alte temperature sono stressate e subiscono un arresto di crescita, con una riduzione della raccolta.

L’allarme lanciato da Coldiretti nei giorni scorsi per le condizioni di stress da caldo che subiscono gli animali allevati è stato ripreso da varie agenzie di stampa estere che, in particolare, hanno sottolineato la notizia che sono state installate nelle stalle e porcilaie docce e/o sono entrati in funzione ventilatori e condizionatori per consentire agli animali di rinfrescarsi durante la persistente ondata di calore che fa salire la colonnina di mercurio a 40 °C. Anche gli abbeveratoi lavorano a pieno ritmo, perché ogni mucca, ad esempio, arriva a bere con le alte temperature di questi giorni fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi più freschi.

La situazione più difficile si registra nella pianura padana, dove alle alte temperature si associa un elevato livello di umidità. Nonostante le misure intraprese per limitare i danni negli allevamenti lombardi dove si produce il 40% del latte italiano si sono prodotti nei primi 15 giorni di luglio 20 milioni di litri di latte in meno.
A livello nazionale sono già 50 milioni i litri di latte persi per colpa del caldo – informa la Coldiretti – Per le mucche il clima ideale è fra i 22 e i 24 °C e oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono di più, rischiando episodi di congestione idrica, e producono meno latte“.

Nessun miglioramento è previsto a breve per effetto dell’anticiclone “Caronte” che è subentrato a “Flegetonte“, facendo ricordare l’estate 2003, allorché vi fu un numero record di vitellini morti.
Gli allevatori, in questa situazione, patiscono anche nel portafoglio: per loro la calura significa, oltre a un aumento di sudore e fatica, un incremento dei costi alla stalla per maggiori consumi di acqua ed energia, per aiutare gli animali a resistere.

Sono stati accesi i condizionatori anche nei locali dove vengono allevati i maiali, per evitare che si superino i 28 °C, limite oltre il quale i suini denunciano problemi di fertilità e iniziano a mangiare fino al 40% in meno della consueta razione giornaliera.

Nei pollai si è già registrato un calo fra il 5 al 10% nella deposizione delle uova, mentre le api volano meno quando è umido e molto caldo e tendono a rimanere a terra, senza riuscire più a prendere il volo, mettendo così a rischio la produzione di miele.

Non va meglio nei campi dove gli ortaggi, nonostante un’irrigazione quotidiana, rischiano di appassire precocemente o di subire scottature solari. Tra le verdure più esposte insalata e pomodori che non riescono più a lavorare e si fermano.

Preoccupazione anche sul fronte del mais, con il rischio che la spiga non si riempia a dovere e che l’inizio della raccolta debba essere anticipata di 15 giorni, come avverrà probabilmente per la vendemmia, con una produzione ridotta in entrambi i casi.

Intanto i livelli dei principali laghi lombardi continuano a diminuire: il lago Maggiore sta perdendo 2 cm al giorno portandosi il 17 luglio a 98,3 cm, il lago di Como è sceso da 36,9 a 32,2 centimetri, il Garda è passato dai 100 cm del 1° luglio agli 83,1 cm del 17 luglio, mentre addirittura alla stessa data il lago d’Iseo si attesta a 17 cm, perdendo circa 4 cm al giorno dall’inizio del mese.

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