Il Rapporto faro della FAO sugli impatti dei disastri in agricoltura e sistemi alimentari evidenzia che negli ultimi 30 anni hanno pesato a livello globale in termini di 5% del PIL agricolo, pur con differenze regionali e sub-regionali e sono previsti in crescita nei prossimi anni per effetto dei cambiamenti climatici che amplificano le vulnerabilità sociali ed ecologiche esistenti. Per ogni dollaro investito in resilienza ai disastri se ne guadagnano 7 in mancate perdite.
Grazie a una rivelazione innovativa, il mondo ha ora una valutazione delle conseguenze dei disastri su scala globale: negli ultimi tre decenni, il settore agricolo ha subìto perdite pari a circa 3,6 trilioni di euro,ovvero il 5% del prodotto interno lordo (PIL) agricolo globale annuo, quasi la metà dei quali puòessere attribuita alla siccità, ma inondazioni, tempeste, parassiti, crisi sanitarie e conflitti stanno contribuendo in modo significativo a questo crescente impatto.
Sono le conclusioni delRapporto faro“The Impact of Disasters on Agriculture and Food Security 2023. Avoiding and reducing losses through investment in resilience”,pubblicato dallaFAOalla vigilia dellaGiornata Mondiale dell’Alimentazione(16 ottobre 2023), che analizzal’impatto dei disastri sull’agricoltura e sulla sicurezza alimentare in tutto il mondo, fornendo una panoramica tempestiva e completa.
“I disastri stanno producendo livelli senza precedenti di danni e perdite nell’agricoltura di tutto il mondo– ha affermatoMaximo Torero, Capo Economista e Vicedirettore generale per lo sviluppo economico e sociale della FAO–La loro crescente gravità e frequenza, da 100 negli anni ’70 a circa 400 eventi all’anno negli ultimi 20 anni, colpisce i sistemi agroalimentari su più dimensioni, compromettendo il cibo, la sicurezza e la sostenibilità del sostenibilità del settore agricolo“, Maximo Torero, capo economista della FAO.
Basandosi su un precedente lavoro precedente della FAO su questo argomento, il Rapportostima le perdite causate dai disastri sulla produzione agricola negli ultimi tre decennie approfondisce lediverse minacce e impatti che colpiscono i sotto-settori dellecolture, del bestiame, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura.
Il Rapporto analizza anche la complessa interazione dei rischi sottostanti, come icambiamenti climatici, lepandemie, leepidemie, iconflitti armati, e il modo in cui determinano il rischio di catastrofi nell’agricoltura e nei sistemi agroalimentari in generale.

Le perdite relative più elevate sono state inflitteai Paesi a reddito medio-basso, fino al 15% del loro PIL agricolo totale, ma i disastri hanno avuto un impatto significativo anche sui Piccoli Stati Insulari in Via di Sviluppo (SIDS), causando loro la perdita di quasi il 7% del loro PIL agricolo.
Il Rapporto indica inoltre che le perdite legate ai principali prodotti agricoli mostrano tendenze in aumento, con quelle deicerealiche sono ammontate in media a69 milioni di tonnellate all’anno negli ultimi tre decenni– corrispondenti all’intera produzione cerealicola della Francia nel 2021 – seguiti dafrutta e verduraecolture di zucchero, con perdite medie prossime a 40 milioni di tonnellate all’anno. Per quanto riguardafrutta e verdura, le perdite corrispondono all’intera produzione di frutta e verdura in Giappone e Vietnam nel 2021.
Carni,latticinieuovahanno mostrato una perdita media stimata di16 milioni di tonnellate all’anno,corrispondente all’intera produzione di carne, latticini e uova di Messico e India nel 2021.
Le perdite globali mascherano unavariabilità significativa tra regioni,sotto-regioni egruppi di Paesi. Secondo il rapporto, l’Asiaè la regione più colpita, macon perdite medie annue che ammontano a 116 miliardi di euro, pari al 5% del prodotto interno lordo agricolo annuo, quasipari alle perdite che si sono verificate in Africa, Europa e nelle Americhe messe insieme. Tuttavia,in Asia le perdite rappresentano solo il 4% del valore aggiunto agricolo, mentrein Africa corrispondono a quasi l’8%e la vulnerabilità del continente Africano è ancora più evidente a livello di sotto-regioni. Lepercentuali di perdite sul PIL agricolo negli ultimi 30 annisono state pesanti anche per lesotto-regioni Europa Orientale e Meridionale.

Non solo gli eventi catastrofici stanno aumentando in frequenza, intensità e complessità, masi prevede anche che il loro impatto peggiorerà, poiché i disastri indotti dal clima amplificano le vulnerabilità sociali ed ecologiche esistenti.
Il rapporto evidenzia che, quando i pericoli si manifestano, possono produrre impatti a cascata su più sistemi e settori. I fattori di rischio di catastrofi sottostanti includono:cambiamenti climatici,povertà e disuguaglianza,crescita della popolazione,emergenze sanitarie causate da pandemie,pratiche come l’uso e la gestione insostenibile del territorio,conflitti armatie ildegrado ambientale.
Come si sottolinea nel Rapporto, l’entità delle perdite e dei danni prodotti da un disastro dipende dallavelocitàe dallascala spazialecon cui un pericolointeragisce con la vulnerabilità e altri fattori di rischio preesistenti, insieme alla quantità di beni o mezzi di sussistenza esposti.
In casi estremi, i disastri provocano losfollamentoe l’emigrazione delle popolazioni rurali. Le massicce inondazioni innescate da piogge monsoniche anomale nella provincia meridionale delSindh(Pakistan), sono un esempio illustrativo di come la combinazione di rischi a insorgenza lenta e improvvisa abbia innescato sfollamenti, incidendo negativamente sui sistemi agroalimentari e aumentando l’insicurezza alimentare.
Gli agricoltori, in particolare ipiccoli proprietari terrieri che coltivano facendo affidamento sull’acqua piovana, sono gli attori più vulnerabili nei sistemi agroalimentari e sopportano il peso maggiore degli impatti dei disastri. Sostenere l’adozione di buone pratiche di riduzione del rischio di catastrofi a livello aziendale puòaiutare i piccoli agricoltori a evitare perdite e migliorare la loro resilienza. Gliinvestimenti nelle buone pratiche di riduzione del rischio di catastrofia livello di azienda agricola possono avere risultati in media2,2 volte migliori rispetto alle pratiche applicate in precedenza.
Sono fondamentaliper rafforzare la resilienza gli interventi proattivi e tempestivi in risposta ai rischi previsti, prevenendo e riducendo i rischi in agricoltura. Ad esempio, le azioni preventive intraprese in diversi paesi hanno dimostrato unrapporto vantaggioso/costo favorevole per gli investimenti nella prevenzione delle catastrofi e nella resilienza. Il Rapporto mostra che,per ogni dollaro investito in azioni preventive, le famiglie rurali possono guadagnare fino a 7 dollari in benefici ed evitare perdite agricole.
Sono 3 le priorità chiave d’azione indicate nel Rapporto:
–migliorare i dati e le informazioni sugli impatti dei disastri su tutti i sotto-settori dell’agricoltura: colture, bestiame, pesca, acquacoltura e silvicoltura;
–sviluppare e integrare approcci multisettoriali e multi-rischio di riduzione del rischio di catastrofi nella politica e nella programmazione a tutti i livelli;
–potenziare gli investimenti nella resilienza che apportano benefici nella riduzione del rischio di catastrofi in agricoltura e nel miglioramento della produzione agricola e dei mezzi di sussistenza.
“L’anno 2023 ha battuto tutti i record per le temperature più alte mai registrate sul nostro pianeta e gli episodi di inondazioni estreme, tempeste, siccità, incendi, parassiti ed epidemie stanno diventando caratteristiche quotidiane nei titoli dei giornali di tutto il mondo– ha scritto nella Prefazione al Rapporto il Direttore Generale della FAO,QU Dongyu–Come effetto della crisi climatica in corso, aumentano anche la frequenza e l’intensità dei disastri legati al clima, infliggendo un pesante tributo alle comunità e ai mezzi di sussistenza in tutto il mondo.L’agricoltura è uno dei settori più esposti e vulnerabili nel contesto del rischio di disastri, data la sua profonda dipendenza dalle risorse naturali e dalle condizioni climatiche”.
