AcquaInquinamenti e bonifiche

Acqua potabile: nesso tra livelli elevati di nitrati e tumore a prostata

Uno studio pubblicato sulJournal of the National Cancer Institute (JNCI) indica che il consumo a lungo termine di acqua potabile con alti livelli di nitrati è associato ad un aumento del rischio di cancro alla prostata, in particolare delle forme aggressive. Al contrario, non è stata riscontrata alcuna associazione significativa tra i sottoprodotti della disinfezione (DBP) esaminati e l’incidenza del cancro alla prostata. I risultati sono destinati a rinfocolare le richieste per un abbassamento degli attuali limiti di concentrazione delle normative europee.

La presenza di nitrati nell’acqua potabile oltre i livelli medi fa aumentare il rischio di tumore alla prostata,in particolare per le forme aggressive.

LoStudioDrinking water nitrate, disinfection byproducts, and prostate cancer incidence in the Agricultural Health”, pubblicato sul numero di Aprile 2026 diJournal of the National Cancer Institute (JNCI) dell’Università di Oxford e condotto da un gruppo internazionale di ricercatori coordinati dalNational Cancer Institutedelli Stati Uniti, riaccende i riflettori sul legame tra acqua potabile e tumore alla prostata.

La ricerca, condotta su dati dellaAgricultural Health Study(AHS), uno dei più vasti e completi studi epidemiologici al mondo con una coorte di quasi 40.000 uomini  di età superiore ai 22 anni, avviato nel 1993, ha analizzato l’esposizione a nitrati e sottoprodotti della disinfezione nell’acqua, tra cui trialometani (THM) e acidi aloacetici (HAA), che sono cancerogeni per gli animali, pervalutare le correlazioni tra tali sostanze presenti nell’acqua potabile e il cancro alla prostata in generale e quello aggressivo (stadio metastatico).

È emerso chelivelli più elevati di nitrati nell’acqua potabile (>10 mg/L) sono stati associati a un aumento del rischio di cancro alla prostata e che la correlazione è più forte per la malattia aggressiva. Mentrenon è stata trovata alcuna chiara associazione per i sottoprodotti della disinfezione(THM, HAA).

Il nitrato è un sale stabile e poco tossico, presente in tutte le acque potabili e in diversi alimenti di origine sia animale sia vegetale. All’interno del nostro organismo ilnitrato (NO3) può essere convertito in nitrito(NO2), agendo da precursore di composti considerati cancerogeni.

L’80% dell’azoto che finisce nelle acque dell’UE viene dall’agricoltura intensiva e dagli allevamenti. La Direttiva 2020/2184 fissail limite di sicurezza a 50 mg di nitrati per litro nelle acque potabili. Secondo Eurostat, nel 2023in Italia il valore medio dei nitrati nelle acque sotterranee era di 18,88 mg/L, ma secondo idati dell’ISPRAche monitora i nitrati nelle acque sotterranee ai sensi della Direttiva Nitrati (Direttiva 91/676/CEE) circal’11,7% delle stazioni di monitoraggio superava il limite di sicurezza di 50 mg/l, e un ulteriore 4,9% si trova nella soglia di attenzione(tra 40 e 49 mg/l). In occasione dellaGiornata mondiale della salute 2026, Greenpeacecon unComunicatoaveva richiamato l’attenzione sui rischi dell’inquinamento da nitrati per la qualità dell’acqua potabile in Italia e in Europa, proponendo una tabella di marcia per ridurre alla fonte l’inquinamentoche, tra l’altro, prevedel’aggiornamento dei limiti dei nitrati nelle acque potabili, secondo le nuove evidenze scientifiche.

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.